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Jovetic firma con il Siviglia - Fonte Twitter @SevillaFC

Dubbi, qualche rimpianto e una speranza. Se provaste a chiedere ad un tifoso nerazzurro il proprio pensiero a proposito della dipartita verso Siviglia di Stevan Jovetic, otterrete quasi certamente una risposta che racchiuda un po’ tutti questi stati d’animo. Sì perché, come la storia insegna, quando all’Inter decidono di lasciare andare un giocatore importante e di indubbio talento che per diversi motivi non è riuscito a lasciare il segno, la beffa è dietro l’angolo. Non a caso, proprio in questi giorni, il quotidiano spagnolo Marca ha definito l’Inter come “la peggior venditrice di sempre”, elencando le cessioni illustri degli ultimi vent’anni (da Bergkamp a Roberto Carlos, da Pirlo a Coutinho), trasformatesi ben presto in un boomerang dolorosissimo. Accanirsi sulla buona riuscita di un investimento a sei zeri, oppure ammettere l’errore e ascoltare le proposte provenienti da altri club? Un dilemma che dalle parti di Appiano Gentile sta mettendo a dura prova dirigenza e tifoseria, quasi rassegnata all’idea che una volta altrove, il talento di turno ritrovi improvvisamente antiche sensazioni.

L’esultanta di Stevan Jovetic, già due gol con il Siviglia di Jorge Sampaoli. Fonte – @stevanj35, pagina facebook

NUOVAMENTE DECISIVO

Per un curioso scherzo del destino, a condannare il Real Madrid di Zinedine Zidane al primo stop stagionale (che ha interrotto la striscia record di 40 partite consecutive senza sconfitte), è stato Stevan Jovetic, fino a pochi giorni esubero di lusso nella rosa di Stefano Pioli. Proprio che lui che all’esordio con la maglia del Siviglia nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Del Re, aveva già bucato la merengues, salvati in extremis dalla rete di Benzema. E così, mentre al Sanchez Pizjuan si godono l’ennesima intuizione di mercato del ds Monchi, a Milano si interrogano sulla bontà di un affare che comunque vada finire potrebbe rivelarsi tale. Con la nuova maglia Jo-Jo ha già eguagliato i minuti complessivi disputati nella prima metà di stagione in nerazzurro (67’), spezzoni che avevano decretato la fine anticipata del suo rapporto con la società che l’aveva riportato in Italia dopo la deludente esperienza in Premier League con il Manchester City. Una pochezza causata anche dall’impossibilità di disputare la fase a gironi dell’Europa League per via di alcuni divieti imposti dal Fair Play Finanziario, l’unica finestra nella quale l’ex talento viola avrebbe potuto ritagliarsi spazio e guadagnare posizioni nelle gerarchie tecniche. Ignorato prima da De Boer (che lo mandò in campo all’Olimpico con la Roma con la gara ancora in equilibrio, ottenendo in cambio l’ingenuo fallo da cui nacque la punizione del decisivo vantaggio di Manolas), quindi da Pioli (che gli aveva concesso soltanto il quarto d’ora finale nel derby dello scorso novembre). Inutilizzo costante che rischiava di logorare ancora di più, nel fisico e nel morale, un giocatore ancora relativamente giovane, apprezzato all’estero e non solo, alla ricerca di nuovi stimoli nonostante il fardello rappresentato da un ingaggio da top.

“Stevan è un ragazzo eccezionale, un grandissimo professionista, un grande calciatore, sono contento e convinto che farà molto bene a Siviglia, poi vedremo la situazione il prossimo giugno. È un nostro giocatore, un investimento che abbiamo fatto e questi risultati ci stanno dando ragione”, Piero Ausilio direttore sportivo dell’Inter.

AFFARE POSSIBILE

La necessità di sfoltire la rosa ha spinto l’Inter a valutare l’ipotesi di una cessione, anche solo temporanea, con l’obiettivo di ridare lustro a un patrimonio economico ormai deprezzato. Dopo i sondaggi, gli ammiccamenti e la romantica ipotesi di un ritorno a Firenze, ecco il Siviglia di Jorge Sampaoli, pronto a scommettere sul rilancio ad alti livelli di un giocatore in crisi d’identità, come già accaduto con Nasri. Prestito con diritto di riscatto fissato a 14 milioni di euro, con il club andaluso che pagherà l’intero ingaggio fino al prossimo 30 giugno. Il compito di un buon direttore sportivo è quello di saper scegliere i rinforzi adatti al progetto tecnico di una squadra, ma troppo spesso ci si dimentica delle cessioni, soprattutto quelle legate a quei calciatori che non hanno rispettato le attese della vigilia, attorno ai quali diventa difficile imbastire trattative concrete. Ecco perchè, Ausilio pregusta l’affare, stavolta senza rimpianti. Per realizzare il guadagno e rimpinguare le casse, occorrerà pazientare e sperare che Jovetic prosegua nel trend positivo, in modo tale da non ritrovarsi a giugno un esubero ancora più pesante da piazzare sul mercato.

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