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Gianluigi Donnarumma, Italia - Fonte: AC Milan Twitter account.
Gianluigi Donnarumma, Italia - Fonte: AC Milan Twitter account.

Gianluigi Buffon e Gianluigi Donnarumma: presente e futuro dell’italia del pallone.

Il nome, il ruolo e la nazionalità sono soltanto alcune delle cose che Gianluigi Buffon e Donnarumma hanno in comune. Il primo è oramai un punto di riferimento del movimento calcistico internazionale. Il secondo, 18 anni il prossimo 25 febbraio, è il presente e il futuro del Milan nonchè erede designato, questa volta sembra essere quello giusto, del Super Gigi Nazionale.

Carlito Brigante

La storia, parafrasando Marracash, parla di un tipo, Gianluigi Buffon detto Gigi. Carrarese di nascita, deve il suo esordio in Serie A con la maglia del Parma ad un infortunio occorso al portiere titolare della squadra ducale Luca Bucci. Il giorno è il 19 novembre 1995, la carta d’identità dice 17 anni e la prestazione monstre sfoderata contro il Milan è un chiaro segnale a tutti: in città c’è un nuovo sceriffo.

E’ chiaro o no che c’è un nuovo sceriffo in città?

Nista, Guardalben, Mirante, Pinsoglio, sono solo alcuni dei nomi ai quali Buffon ha precluso la possibilità di giocare ad altissimi livelli. L’obiettivo è sempre stato quello di permettere al Parma prima ed alla Juventus poi di contare su una sicurezza tra i pali e di costruire le squadre partendo da un certezza: con Gigi la porta è blindata.

Quando tutto sembra andare per il meglio e le soddisfazioni in bianconero non tardano ad arrivare, succede la catastrofe. L’inferno della serie B è pronto ad accogliere la Juventus e Gigi, senza emettere un fiato, decide di dedicarsi anima e cuore al raggiungimento di un unico grande obiettivo: l’impero va ricostruito e va ricostruito insieme alla squadra bianconera. L’anno della serie B, perché di una sola stagione si è trattato, è l’anno che consente a Gigi di espiare i suoi peccati: le voci di un addio alla Juventus e la questione del calcio scommesse che ha rischiato di fargli saltare i mondiali appartengono al passato. Gigi è tornato e vuole restare pulito.

Benny Blanco

Immaginiamo papà Alfonso seduto sulla sua poltrona tigrata mentre al termine di una lunga giornata di lavoro accarezza, con dei movimenti delicati, la testa del gatto persiano di famiglia. Accarezza una volta, accarezza due, accarezza tre ed ecco l’illuminazione: il bambino del quale è incinta la signora Marinella si chiamerà Gianluigi ed avrà quale unico obiettivo quello di sostituire il più illustre omonimo alla guida della città.

Il sogno di papà Alfonso comincia ad assumere caratteri più concreti il 25 Ottobre 2015 quando Gigio, all’età di soli 16 anni e 8 mesi, fa il suo esordio in serie A. Il guanto di sfida a Buffon è stato ufficialmente lanciato.

196 cm e un’esplosività che per una persona della sua stazza non è per nulla scontata. Gigio Donnarumma si presenta così al pubblico di San Siro

L’avvocato del diavolo (mica tanto)

Dare a Mino Raiola del “Kleinfeld” risulterebbe estremamente offensivo. Mino Raiola è un Kleinfeld con più sostanza. Se per il principe del foro di Carlito’s Way fonte primaria di business era rappresentata dalla difesa di incalliti criminali, per Cosimo Raiola, il business è rappresentato da persone che corrono dietro ad un pallone. Poliglotta (a modo suo) Mino utilizza uno schema tanto semplice quanto efficace: individua un talento, fa fuori i suoi procuratori, lo porta sotto la sua egida e gli assicura contratti a più che qualche zero. Raiola, fedele al proprio schema, ha immediatamente messo sotto contratto Donnarumma ed ha cominciato quel lavoro ai fianchi che da sempre caratterizza le sue operazioni migliori: «Non escludo possa andare altrove. Lui è un Modigliani».

Fonte: pagina Facebook Gianluigi Donnarumma

Il famoso “Donnarumma” di Modigliani

158.4 milioni di euro è il prezzo più alto al quale un quadro di Modigliani, nel novembre 2015, sia mai stato venduto. Per soli 9 milioni di euro non si è aggiudicato il titolo di quadro più costoso del mondo. Non ditelo a Mino, potrebbe farsi strane idee. Buona fortuna “Diavolo”.

Il gran finale

Avevamo lasciato Gigi alle prese con il tentativo di mantenimento del trono e Gigio che, scalato un dente, tentava a modo dei migliori scalatori colombiani l’attacco in salita al più quotato avversario. Di ritorno dal purgatorio della serie B Buffon non ha mancato di ricordare ancora una volta a tutti il perché venga costantemente inserito nei primi posti di tutte le classifiche dedicate ai portieri. 7 i trofei di squadra vinti nel periodo precedente alla serie B in 11 anni di attività. 10 i trofei vinti nei 10 anni successivi alla redenzione con la ciliegina sulla torta del mondiale 2006 da protagonista.

Nella nostra storia, a differenza di quanto accade in Carlito’s Way, il giovane sfidante non sente la necessità di ostacolare il proprio antagonista per scavalcarlo ma, al contrario, di imparare da lui. Buffon, a differenza di Carlito, è consapevole che la riuscita di un grande impero risiede anche nella capacità del re di circondarsi di persone fidate (Pachanga infame) e accetta le lusinghe dell’aspirante al trono battezzandolo come “fratellino”. “Nonostante sia il triplo di me, é un ragazzo particolare, molto pacato: alla sua età io ero completamente diverso. È riflessivo, intelligente, ha delle qualità straordinarie. Ha tutto per fare la storia del ruolo”

Il calcio non è il mondo dei gangster, Gigio. Se per Benny Blanco l’unica speranza di ripercorrerne le orme era quella di freddare Carlito, per te la soluzione è diversa. Affiancare il capo, conoscerne i movimenti e il metodo di lavoro, prenderlo come punto di riferimento per cercare un giorno di superarlo senza la necessità di disotterrare l’ascia di guerra.

Statistiche di coda

La stagione in corso sta dimostrando che le speranze in Donnarumma, sono ben riposte. 3 parate decisive a partita, con Buffon è fermo a 1.7, lo piazzano al quarto posto nella classifica dei portieri più impegnati della serie A che vede primeggiare il portiere del Crotone Alex Cordaz. Ciò, se da un lato dimostra la non perfetta compattezza del Milan in fase difensiva (il portiere è costantemente impegnato),  dall’altro mette maggiormente in risalto le doti di Gigio. Per ben 7 volte la porta di Donnarumma è rimasta inviolata (4 per Buffon con 3 partite in meno), 2 i rigori parati a fronte dei 5 concessi e difficoltà a ricordarsi un errore madornale del numero 99. Gigio, “this is the way” per diventare il numero 1.

Di Gianmauro Calabrese

     

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