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Los Angeles Lakers, fonte: Twitter @Lakers

Nel giorno in cui ricorre l’anniversario degli 81 punti di Kobe, i Lakers rimediano la peggior sconfitta della loro storia a Dallas

I Los Angeles Lakers si sono presentati alla stagione 2016/17, la prima dopo il passaggio della cometa Bryant, con il nuovo che avanza: Luke Walton, il vice di Steve Kerr che l’anno scorso aveva sostituito egregiamente il suo superiore nella stagione dei record dei Golden State Warriors. Oltre a questo allenatore dal pensiero innovativo si è presentata con un roster giovane e condito da talento grezzo, gente del calibro di D’Angelo RussellJulius RandleNick Young e su tutti Brandon Ingram.

Inoltre il tetto salariale è stato ridotto sensibilmente dopo l’uscita di scena del Black Mamba, per cui è pronto per accogliere in futuro dei free agent di grandissimo livello, come tradizione di questa leggendaria franchigia. Un nome che continua ad essere accostato ai Lakers per il futuro è l’uomo dei record, Russell Westbrook, fenomeno californiano divenuto grande nell’Università della California, Los Angeles, meglio nota come UCLA, uno che Los Angeles ce l’ha nel destino.

La notte del Black Mamba

Il 22 Gennaio è una data importante nella storia dei Lakers perché ricorre l’anniversario degli 81 punti di Kobe Bryant contro i Toronto Raptors. Una partita entrata nella leggenda della palla a spicchi, regalata ad imperitura memoria grazie alle immagini facilmente reperibili da chiunque su piattaforme come Youtube, Facebook e Twitter. In quel 22 Gennaio 2006 Kobe, appena sveglio, non si sente benissimo. Le ginocchia gli danno noie e la stanchezza delle molte partite ravvicinate si fa sentire. Il primo tempo di Kobe è quello di un grande giocatore che sta facendo una buona partita, mentre i suoi compagni sono raccapriccianti. 26 punti del Mamba e risultato chiuso sul 63-49 per i Raptors.

Nel terzo quarto Kobe entra con la rabbia del serial killer, non rivolge parola a nessuno e inizia il suo show di crudele freddezza. Le triple volano come coriandoli e il canestro sembra una vasca da bagno quando la palla esce dalle mani del Black Mamba. Solo nel terzo quarto ne mette a tabellino 27, dopo i 26 punti dei primi due quarti e i Lakers passano in vantaggio.

Un essere umano dopo un simile sforzo, fisico ed emotivo, per recuperare una partita ormai persa e portare in vantaggio la propria squadra sarebbe sfinito, ma nella notte della leggenda nemmeno la stanchezza si può frapporre tra Kobe e il record di punti di franchigia. E così va, Kobe supera i 70 punti di Elgin Baylor diventando il maggior scorer in una singola partita nella storia dei Los Angeles Lakers. Bryant chiude con 81 punti finali e Phil Jackson, che tra gli altri ha allenato Michael Jordan, a fine partita dichiara: “Ho assistito a tante partite nella mia carriera, ma non ho mai visto nulla del genere”.

La peggior sconfitta si sempre

Nel giorno dell’anniversario degli 81 punto di Kobe i Los Angeles Lakers di Luke Walton riescono ad entrare a loro volta nella storia della franchigia. Ma questa volta è un record di cui nessuno è felice di vantarsi: contro i Dallas Mavericks arriva la peggior sconfitta della lunga storia dei Lakers con il drammatico punteggio di 73-122. Una partita in cui niente gira come dovrebbe per i los angelini, come dimostrato dall’imbarazzante -45 di plus/minus fatto registrare dal giocatore più importante, Brandon Ingram e l’incredibile 3/21 da 3 per la squadra che fu di Kareem Abdul-Jabbar. Da ora in avanti il 22 Gennaio non sarà solo un giorno di grande orgoglio per i tifosi dei Lakers, ma racchiuderà in sé la più umiliante sconfitta della propria storia.

di Riccardo Meloni

 

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