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Roma
Roma - FOTO: account ufficiale Twitter AS Roma

Roma Spalletti difesa – I giallorossi stanno costruendo l’inseguimento alla Juventus attraverso tre fattori davvero importantissimi.

In maniera romanzata e volutamente esagerata, la graphic novel e il film “300” hanno portato alla ribalta la rinomata organizzazione dell’esercito spartano. Ancora oggi considerato un esempio per quanto riguarda etica e morale, il soldato spartano si riconosceva tra tanti perché insito in lui era il concetto di alleanza: un uomo in battaglia vive e muore esclusivamente per proteggere il suo compagno. Forse Luciano Spalletti nell’ultimo periodo avrà comprato il dvd del film.

Forse i suoi giocatori sono appassionati di fumetti. Fatto sta che la Roma, nelle ultime gare, sembra aver trovato finalmente quel quid che mancava per ambire a traguardi importanti: la solidità difensiva. A dispetto del Napoli, squadra spettacolare che però prende davvero troppi gol, la Roma sembra aver compreso che la via del massimo risultato col minimo sforzo è davvero quella da seguire per provare ad agguantare un sogno finito ormai da troppo tempo nel cassetto. Un vano da ripulire, con l’unica vittoria che conta.

Di misura

Quella di ieri contro il Cagliari è stata la terza vittoria di fila in campionato ottenuta per 1-0. Precedentemente, i giallorossi avevano trionfato con lo stesso risultato sia contro il Genoa che contro l’Udinese. Un inno al cinismo che sposa perfettamente le ambizioni del club. Era dal maggio 1992, peraltro, che la squadra non vinceva tre gare consecutive in campionato con questo punteggio.

Se vogliamo ampliare la questione, possiamo anche notare come la Roma abbia vinto 7 delle ultime 8 gare in questa Serie A: soltanto la Juventus ha frenato le ambizioni giallorosse nello scontro diretto allo Stadium.

Come detto, però, il segreto sta soprattutto nella fase difensiva: tenendo conto degli ultimi quattro incontri ufficiali – inserendo dunque nel computo anche il poker contro la Sampdoria in Coppa Italia – la Roma ha mantenuto la porta di Szczesny e Alisson sempre inviolata. L’ultima rete presa dai giallorossi risale alla diciottesima giornata di Serie A: fu De Guzman a beffare l’Olimpico, prima della rimonta sul Chievo. Inoltre, ieri contro il Cagliari la Roma non ha mai subito un tiro nello specchio della porta e si è confermata, insieme a Lazio e Napoli, come la miglior difesa nei primi tempi: soltanto 6 le reti subite dalla squadra capitolina nelle prime frazioni di gioco.

Fattore Olimpico

Assolutamente non da sottovalutare l’importanza delle gare casalinghe. Perché il secondo posto e le speranze di Scudetto si stanno costruendo quasi unicamente attraverso il rendimento allo stadio Olimpico. Contro i sardi la Roma è arrivata ad eguagliare un record che durava da 87 anni: quello delle vittorie interne consecutive in Serie A, 13, che durava dal novembre del 1930.

Rendimento casalingo che sembra aver toccato anche Edin Dzeko. Da oggetto misterioso/possibile pacco a vice capocannoniere della Serie A il passo è stato brevissimo. Addirittura il bosniaco condivide una statistica con il campione dei campioni, Lionel Messi: insieme all’argentino, infatti, Dzeko è il calciatore con più reti in gare casalinghe tenendo conto delle gare riguardanti le squadre dei cinque campionati top europei. In tutte le competizioni l’ex Manchester City ha siglato 14 reti all’Olimpico, curiosamente alla pari del dato complessivo di gol in campionato.

Ci sono un argentino, un tedesco e un italiano

Non è l’inizio di una barzelletta di dubbio gusto, bensì la lista delle nazionalità dei tre uomini che probabilmente stanno contribuendo al cambiamento. Federico Fazio era arrivato dal Tottenham come quarta riserva in difesa: anche a causa degli infortuni di Vermaelen e Rudiger si è ritrovato titolare, un posto che ha saputo conservare con tenacia, forza fisica e grande intelligenza tattica.

Lo stesso Rudiger si è ristabilito prontamente e perfettamente dopo l’infortunio al ginocchio, palesando prestazioni di grande livello. Spalletti è invece riuscito a trovare l’amalgama in tutto questo: anche la mossa di spostare Rudiger terzino, pur di non intaccare gli equilibri tra i centrali, vale un plauso più che convinto.

La differenza sostanziale riguarda soprattutto l’atteggiamento che il tecnico di Certaldo ha donato alla squadra. La Roma di Garcia, infatti, pur offrendo un gioco forse più fraseggiato e spettacolare, ebbe enormi limiti in difesa nell’ultima stagione e mezzo, soprattutto quando veniva attaccata sulle fasce. Spalletti sta invece riportando la squadra alla solidità difensiva di qualche anno fa. E i risultati si vedono: la Roma giallorossa ci crede ancora. La battaglia delle Termopili è appena cominciata.

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