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Agnelli

Juventus ndrangheta – Il Fatto riporta in primo piano l’inchiesta riguardante i biglietti degli ultras della Juve. Pubblicato il documento di chiusura indagini della Figc

Agnelli incontrava i mafiosi“.  Il Fatto Quotidiano riprende il documento di chiusura delle indagini sull’inchiesta Juventus-biglietti-ultras-‘ndrangheta e riapre la discussione riguardante i biglietti regalati agli ultras ed il coinvolgimento in essi esponenti della criminalità organizzata. “Ha agevolato i bagarini ultras e incontrato gente della malavita” titola il giornale.

Queste invece sono le parole del procuratore della Federcalcio, Giuseppe Pecoraro, nel documento di chiusura indagini spedito anche al presidente della Juventus Andrea Agnelli: “Con il dichiarato intento di mantenere l’ordine pubblico nei settori dello stadio occupati dai tifosi ‘ultras’, (Agnelli) non impediva ai tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti ‘gruppi ultras’, anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazione di biglietti e abbonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizione di norme di pubblica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni sportive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio.”

L’accusa principale

Il punto principale dell’inchiesta è quello riguardante i presunti incontri tra Andrea Agnelli ed esponenti della malavita, come annunciato dal titolo del Fatto. In particolare dei presunti incontri con Rocco Dominello, personaggio losco arrestato a luglio insieme al padre Saverio Dominello per associazione mafiosa e tentato omicidio, oltre ad essere indicato come esponente della cosca ndranghetista dei Pesce-Bellocco.

La posizione della Juventus in merito alla frequentazione dello Stadium da parte di questi personaggi è quindi da chiarire e martedì prossimo la commissione Antimafia sentirà i magistrati torinesi incaricati dell’inchiesta. Nei prossimi giorni Pecoraro incontrerà Andrea Agnelli, informandolo degli elementi acquisiti nel corso dell’indagine e ascolterà la sua versione dei fatti. Per l’inizio di febbraio sarà atteso un deferimento per la Juventus, colpevole di non aver rispettato l’art. 12 del codice di giustizia sportiva. Il club bianconero rischia nella peggiore delle ipotesi un’ammenda sostanziosa.

La voce bianconera

E’ arrivata in tarda mattinata anche la voce della Juventus. La società piemontese sul proprio sito ufficiale ha diramato il seguente comunicato.

“Juventus Football Club e il Presidente Andrea Agnelli, alla luce di alcuni articoli pubblicati in questi giorni, comunicano di aver affidato ai legali la tutela della propria onorabilità e rispettabilità.

Si precisa che la Procura della Repubblica di Torino ha avviato, e recentemente concluso, un’indagine su alcune famiglie ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta alle quali si contestano oltre a reati contro persone e patrimonio, anche il tentativo di infiltrazione in alcune attività di Juventus Football Club. Si ricorda inoltre che nessun dipendente o tesserato è stato indagato in sede penale.

Si precisa altresì che, nel pieno rispetto delle indagini e degli inquirenti, la società ha sempre collaborato mantenendo uno stretto riserbo a tutela del segreto istruttorio.

Per quanto attiene alla giustizia sportiva, la società ha già dimostrato fattivamente la propria disponibilità a collaborare.”

di Riccardo Meloni