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Roger Federer conquista gli Australian Open 2017 superando nella finale dei sogni il suo eterno rivale Rafael Nadal. Lo svizzero raggiunge quota 18 Slam alla fine di una partita che trascende la storia di questo sport e lo eleva a leggenda.

All’inizio di questo torneo nessuno osava pronosticare questo epilogo: Nole Djokovic, seconda testa di serie, era il principale favorito alla vittoria dello Slam australiano, al suo seguito il numero uno del mondo Andy Murray. Roger Federer occupava la parte alta del tabellone e partiva come testa di serie numero 17, frutto di sei mesi passati lontano dalle competizioni per via dell’infortunio al ginocchio, e della conseguente operazione, subito lo scorso anno. Rafael Nadal invece presidiava la zona bassa del tabellone come testa di serie numero 9: anche lo spagnolo era reduce da una stagione difficile dove era stato costretto al ritiro nel suo regno, il Roland Garros, ed a mesi di convivenza forzata con il dolore al polso che troppo spesso lo ha limitato o tenuto fuori dai campi.

Sono proprio queste premesse ad aver reso impronosticabile questa finale ed al tempo stesso sono loro ad aver consegnato ancora più epicità ad una sfida già di per sé ricca di pathos ed interesse. La rivalità tra Roger e Rafa ha segnato gli ultimi quindici anni di tennis in maniera indelebile ed ha spinto gli stessi ad alzare sempre più l’asticella del loro gioco ed a migliorarsi l’un l’altro. Ciò che rende “perfetta” la loro rivalità è la differenza di stili dei due soggetti: l’eleganza del gioco classico di Federer contrapposta alla potenza fisica di Nadal. Quello che li accomuna invece è il loro amore smisurato per il tennis: nessuno dei due deve più dimostrare niente a nessuno, entrambi fanno parte della storia di questo sport da tempo, ben prima dell’arrivo di queste ultime due settimane.

Nonostante ciò entrambi hanno lavorato duramente durante l’off season per farsi trovare pronti a questo appuntamento, per non deludere i propri tifosi e per cercare, ancora una volta, di vincere una prova del grande Slam. In molti li avevano etichettati come finiti: lo svizzero è alla soglia dei 36 anni, lo spagnolo è di cinque anni più giovane ma è nel circuito fin da quando ne aveva 15 ed ha vissuto una carriera costellata da infortuni. Coloro che li hanno definiti così dopo questo torneo dovranno ricredersi e pentirsi di non aver fatto i conti con la voglia, l’orgoglio e la tremenda determinazione di due campioni immortali.

LA PARTITA

La finale degli Australian Open 2017 per molti è iniziata oggi alle 7.30 PM, Melbourne time, ma per i due finalisti la partita è iniziata in Florida, Miami, in un calda giornata di primavera di tredici anni fa. Al tempo il numero uno del mondo, e campione Slam, Roger Federer incrociò per la prima volta la racchetta contro un diciottenne spagnolo di nome Rafael Nadal. Il giovane, sconosciuto ai più, senza alcun timore reverenziale rifilò allo svizzero un doppio 6-3 con il quale lo eliminò dal torneo americano. Fu quello il primo incontro di una rivalità destinata a continuare in eterno: Roger dovette poi aspettare un anno, e quello stesso torneo di Miami, per avere un’opportunità di rivincita.

L’elvetico non si fece sfuggire l’occasione e superò Nadal al quinto set di una grande finale. Da quella partita i due non smetteranno più di incrociarsi e daranno vita alla rivalità che tutti conosciamo ed ammiriamo: lo spagnolo è sempre stato, tecnicamente ed agonisticamente, il giocatore perfetto per mettere a nudo le – poche – debolezze di Federer. Lo svizzero ha dominato per anni il circuito riuscendo a conquistare 17 Slam ma gli scontri diretti con lo spagnolo, a sua volta vincitore di 14 Major, recitavano uno svantaggio di 23 partite perse ad 11 vinte. Ed è proprio qui che ha inizio la partita di oggi.

Il match odierno ha visto scendere in campo Federer e Nadal per la 35° volta, a più di un anno di distanza dall’ultima sfida. Entrambi conoscono il copione alla perfezione: ognuno è sceso in campo con un piano tattico ben preciso ed ognuno dei due conosceva le contromisure per contrastare il piano dell’altro. Lo svizzero oltre che contro Rafa inizia la sua partita contro il tempo: a quasi 36 anni non può permettersi che la partita vada per le lunghe, tanto meno può permettersi di rimanere intrappolato in scambi prolungati ed estenuanti.

E così è proprio Roger ad uscire più veloce dai blocchi di partenza: lo svizzero spinge sull’acceleratore fin da subito e nel settimo gioco conquista il break che gli consegnerà il primo set. La chiave di volta di questo primo set, e di tutta la partita, sarà il rovescio di Federer: proprio il colpo sul quale ha sempre sofferto le rotazioni del mancino di Manacor si è rivelato quest’oggi si è la sua arma in più. Abbandonato il suo amato back Roger si è imposto una tattica aggressiva ad ogni colpo, che l’ha portato a colpire il rovescio sempre coperto ed in anticipo. Conquistato il primo set con il risultato di 6-4 lo svizzero ha subito un calo di concentrazione che unito alla crescita dello spagnolo sul servizio lo ha portato sotto di 4 game a 0. Recuperato uno dei due break concessi si è piegato di fronte alla reazione di Nadal che ha incamerato il secondo set con il punteggio di 6-3.

L’inizio del terzo set è uno dei momenti chiave del match: Federer si porta avanti 40-0 sul proprio servizio ma si fa recuperare sul 40-40 e per tre volte concede palla break a seguito di errori inusuali. Per tutte e tre le volte sarà il servizio a salvare Roger che con 3 ace supera il pericolo e si porta un gioco avanti. Dopo lo spavento iniziale lo svizzero torna prepotentemente nel match ed inizia a rispondere divinamente: Rafa sembra impotente e subisce un parziale di sei game a uno. Federer torna a condurre il match per 2 set a 1.

Il quarto set inizia all’insegna dell’equilibrio ma Nadal, lottatore come nessuno e intelligente come pochi riesce a trovare la contromisura adatta a disinnescare le risposte di Federer: lo spagnolo inizia ad usare in maniera sistematica il servizio al corpo che toglie tempo ed angoli allo svizzero, minandone così le ritrovate certezze. Il quarto gioco sarà fatale per Roger: con tre unforced imperdonabili concede immediatamente lo 0-40 a Rafa che alla seconda palla break strappa il servizio al rivale. Nonostante gli sforzi dello svizzero Nadal non molla di un centimetro e conquista con merito il quarto set. Sarà così il quinto set a decidere questa fenomenale partita. 

Inizio in salita per Federer: Nadal non da segni di cedimento e lo svizzero non riesce a tenere il ritmo concedendo subito il break allo spagnolo. Il servizio perso sembra però risvegliare Roger che comprende di non avere più margine di errore e torna a spingere su ogni colpo senza vacillare: dopo essere riuscito a salvarsi in due game, entrambi conquistati ai vantaggi, lo spagnolo capitola di fronte ad un avversario tornato ad esprimersi su livelli ingiocabili. Aggancio completato e parità ristabilita: 3 giochi pari. Federer però non ha nessuna intenzione di fermarsi e dopo altri tre giochi conclude il set e l’incontro, sconfiggendo anche il suo secondo rivale più temibile: l’Hawk-Eye. Finisce così l’incontro che vede prevalere lo svizzero con il risultato di 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3.

FOREVER YOUNG

Si concludono così due settimane di tennis fantastico che ci hanno regalato un torneo strepitoso e la finale più sognata per quanto inattesa. Roger Federer e Rafael Nadal sembrano essere saliti su una macchina del tempo ed essere tornati ai fasti che li hanno contraddistinti per oltre un decennio. Solo il tempo potrà dirci se sono tornati per restare o se è stato solamente un episodio sporadico, il canto del cigno di due fenomeni senza età. Lo svizzero nel suo discorso durante la premiazione ha fatto intuire che potrebbe essere l’ultima volta per lui a Melbourne. Ciò che è certo è che Roger Federer, alla soglia dei 36 anni, ha conquistato lo Slam numero 18 giocando un tennis sublime. Non aveva bisogno di questa vittoria per entrare nella storia, che ormai è qualcosa di più: è leggenda.