martedì, Gennaio 25, 2022

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Burnley, il doppio volto della nuova favola della Premier League

Burnley – Il nuovo miracolo della Premier League: il Burnley double face

Se l’anno scorso abbiamo vissuto la favola Leicester, quest’anno stiamo assistendo ad un vero e proprio miracolo del Burnley. I neopromossi, contro ogni pronostico, occupano la nona posizione in campionato. Alla faccio di chi ad inizio Premier League li indicava come la squadra materasso. In effetti, ad inizio stagione c’erano i requisiti per pensare ad un’immediata retrocessione del Claret. La rosa, composta solamente da giocatori per lo più provenienti dalla Championship e senza calciatori d’esperienza, lasciava presagire quale sarebbe stato il percorso della squadra allenata da Sean Dyche. Il Burnley, però, ha saputo trovare la soluzione, uscendo ben presto dalla zona calda della Premier League, ed ora naviga in acque tranquille. 30 punti dopo 25 giornate sono un buon bottino per giocare con tranquillità e senza pressioni le restanti partite. La zona retrocessione dista 10 punti. Ma qual è il segreto del Claret? Come è riuscita una squadra senza speranze ad essere a ridosso delle grandi della Premier? Il segreto è tutto in casa.

Il fortino

Basterebbe dire che solamente Chelsea e Tottenham in casa hanno fatto meglio del Burnley, per giustificare l’attuale classifica dei neopromossi. Il segreto della squadra di Sean Dyche, infatti, sta proprio tra le mura amiche dei Clarets. Il Turf Moor ed i suoi 22.702 posti costituiscono il segreto del Burnley. Lo stadio della società è stato trasformato in un fortino anti assedio: 29 punti in 14 partite, solo due meno del Chelsea. È un fattore su cui molte squadre che lottano per la retrocessione puntano, ma nessuno è riuscito a sfruttarlo così bene. La differenza con il Sunderland, l’Hull City ed il Crystal Palace è abissale: i Clarets hanno conquistato 16 punti in più delle prime due tra le mura amiche, e ben 21 in più degli Eagles.

Il Turf Moor è diventata una fortezza inespugnabile. E se in Premier League la classifica fosse stilata solamente in base ai punti ottenuti in casa il Burnley sarebbe terzo, e molto probabilmente riuscirebbe a garantirsi un posto in Champions League. Brady e compagni hanno fatto meglio addirittura di corazzate come Manchester City, Manchester United, Arsenal e Liverpool. Un risultato che nessuno si sarebbe aspettato, forse neanche gli stessi tifosi dei Clarets, diventati ormai a tutti gli effetti i guardiani del fortino di Sean Dyche.

L’altra faccia

Si potrebbe parlare di una nuova favola Leicester, ma al Burnley a mancare sono i punti fuori casa. La squadra di Ranieri l’anno scorso ha conquistato il titolo mantenendo un andamento costante ed equivalente sia in casa che trasferta. Una cosa che manca alla squadra di Dyche, che fuori dalle mura amiche si trasforma. Appena Brady e compagni si spostano dal Turf Moor svanisce la magia e tutto diventa un disastro. Nessuno ha fatto peggio dei Clarets in stagione: 1 solo fuori casa. Il che significa dieci sconfitte ed un solo pareggio (peraltro ad Old Trafford contro il Manchester United). È questa l’altra faccia del Burnley, quella che molti avevano pronosticato ad inizio stagione.

In casa ed in trasferta, quindi, il Burnley è sempre una certezza. La doppia identità della squadra di Dyche evidenzia le difficoltà ed i punti di forza di un undici non adatto alla Premier, ma che ha saputo giocarsi le sue carte. I Clarets hanno sfruttato nel migliore dei modi il fattore casa per far fronte alle problematiche che nascono appena fuori il proprio stadio. Il merito di tutti questi risultati casalinghi va anche al tecnico della squadra. Prendere coscienza dei proprio punti deboli e saper sfruttare i punti di forza è un segno di maturità. È questo che Dyche è riuscito ad inculcare nella testa dei suoi ragazzi, ed è questo quello che sta conducendo il Burnley verso una salvezza tranquilla. L’ultimo step da compiere è quello di non cedere dal punto di vista mentale. Rimanere concentrati è il segreto per poter parlare in Premier, ancora una volta, di miracolo.

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