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Mazzarri antipatico – L’allenatore del Watford si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, fra passato e presente.

In molti lo hanno preso in giro per il suo atteggiamento lamentoso, in molti lo hanno schernito dopo l’esonero all’Inter. Walter Mazzarri è ripartito dalle basi, è andato in Premier League e sta facendo una bella figura con il suo Watford, la squadra che il mister di San Vincenzo ha deciso per il suo rilancio. “Quando mi vedo in tv, anche io mi trovo spesso antipatico – ha raccontato Mazzarri alla Gazzetta dello Sport – Sono abituato a prendere in considerazione i giudizi delle persone che stimo. Sul lavoro si può sempre discutere. La denigrazione e le offese non sono accettabili”. Relativamente al suo periodo da allenatore dell’Inter WM ha deciso invece di togliersi più di un sassolino dalle scarpe: “Penso che il tempo sia stato galantuomo. C’erano molte attese, come è lecito nel caso di un club come l’Inter, ma nel giudizio sui risultati non si tenne conto del valore della rosa. Pochi mesi dopo il mio arrivo ci fu un cambio storico al vertice del club, con il passaggio delle consegne da Moratti a Thohir. Prima della svolta societaria eravamo secondi, poi scivolammo al quinto posto, ma quella era l’esatta dimensione dell’Inter di allora“.

Interessante il suo punto di vista sull’inglese. Mazzarri ha dichiarato di parlare senza interprete con i suoi giocatori, mentre in sala stampa preferisce la traduzione: “Con l’inglese del campo, per lavorare, va bene. In sala stampa ci tengo a spiegare in modo chiaro i miei concetti e per questa ragione preferisco l’aiuto di un interprete. Anche altri allenatori come Pochettino hanno compiuto questa scelta”. Un pensiero anche al suo Napoli, del quale mantiene sempre un bel ricordo: “Vincere la Coppa Italia e riportare la squadra in Champions dopo Maradona sono stati risultati eccezionali. Mi porto dietro anche il rapporto con i giocatori e i napoletani”.

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