Cobra e api fritte, la dieta cinese di Ciro Ferrara

Cobra e api fritte, la dieta cinese di Ciro Ferrara

Ciro Ferrara Cina – Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Ciro Ferrara ha raccontato del suo approccio al calcio e alla cultura cinese, prima di dire la sua anche sulle italiane in Champions League.

Da buon napoletano, Ciro Ferrara è uomo di mondo. Come il suo conterraneo Fabio Cannavaro, l’ex difensore di Napoli e Juventus ha scelto di fare l’allenatore in Cina, un paese la cui cultura metterebbe a dura prova qualunque uomo occidentale. Dallo scorso luglio guida il Wuhan Zall, club della seconda divisione cinese, con ottimi risultati. Da quando è arrivato Ferrara infatti, il Wuhan è risalito dal fondo della classifica sino al sesto posto finale, nel campionato che ha visto la promozione del Tianjin del suo amico Cannavaro.

Abbiamo aiutato anche Cannavaro a centrare la promozione, battendo tutte le sue rivali. Fabio fa finta di dimenticare…

COBRA E RANE FRITTE

I primi mesi in Cina però, non sono stati tutti rose e fiori. Alla soglia dei 50 anni Ferrara ha infatti raccontato di aver avuto un impatto non felicissimo con l’ambiente e la cultura del posto.

Confesso che l’inizio è stato duro. L’approccio diverso, dall’alimentazione agli orari di allenamento, la cultura del lavoro, i problemi inevitabili di comunicazione. Non nego che ci siano stati motivi anche di forte tensione, prima di entrare in sintonia con la squadra.

Superate le difficoltà iniziali però, la stagione del suo Wuhan è andata a gonfie vele e anche lo stesso Ferrara ha imparato ad apprezzare la Cina in tutte le sue sfaccettature. Ora è addirittura ghiotto di una “specialità” del posto.

Ho imparato ad apprezzare nuovi cibi. Ho assaggiato il cobra e sinceramente mangio con gusto le api fritte. Il mio collaboratore la prima volta chiese: “Mangi anche le teste?”. “Guagliò ma se levo ‘a testa che resta!”

JUVENTUS E NAPOLI TRA LE GRANDI D’EUROPA

Da allenatore, non poteva mancare un commento sulla sua Juventus e sul recente cambio di modulo che sembra aver finalmente unito il bel gioco ai risultati. Per Ferrara questa può essere la svolta per una seconda parte di stagione ad altissimo livello da parte di Buffon e compagni, per i quali scomoda un paragone non di poco conto.

Mi fa ripensare alla mia Juve del ‘96, con Vialli, Del Piero e Ravanelli che rientravano e accorciavano la squadra. Oppure a Eto’o che faceva l’esterno nel tridente di Mourinho, nell’Inter del 2010. Non fu un caso che entrambe quelle squadre vinsero la Champions. Mi auguro di vedere lo stesso finale in giugno a Cardiff.

Ma nel cuore di Ferrara ci saranno sempre anche Napoli ed il Napoli. Gli azzurri di Sarri sono chiamati alla difficile impresa di eliminare il Real Madrid per continuare a vivere il sogno Champions League. Secondo Ferrara però la missione è tutt’altro che impossibile.

Il Napoli gioca un bellissimo calcio ed è la squadra più europea, come mentalità, della A. Al Bernabeu il Real farà la partita, non c’è dubbio, ma se lasceranno troppi metri alle ripartenze del Napoli, allora ci sarà da divertirsi. Sono convinto che Zizou sarà ancora più… italiano in questa sfida che non vedo così sbilanciata.