Royston Drenthe si ritira: a soli 29 anni lascia il calcio per darsi al rap

Royston Drenthe si ritira: a soli 29 anni lascia il calcio per darsi al rap

Da punta di diamante della nazionale olandese U21 al dimenticatoio, a soli 29 anni lascia il calcio per darsi al rap.

Ex ragazzo prodigio del Feyenoord e persino ex Real Madrid, l’olandese Royston Drenthe ha deciso di dare addio al calcio giocato. Classe 1987, il nipote di Edgar Davids, cui copiò il look, appende gli scarpini al chiodo a nemmeno 30 anni. Da anni era finito fuori dal calcio che conta, sedotto forse troppo presto dal Real Madrid e scaricato dopo un triennio ai margini del progetto merengue.

Ora, visto che con il calcio è andata male, Drenthe ha pensato bene di darsi al rap. Con il nome di Roya2Faces, l’ormai ex esterno sinistro olandese ha festeggiato l’uscita del suo primo singolo, dal titolo “Paranoia”. La passione di Drenthe per il rap non è nata dall’oggi al domani. Già ai durante la carriera da calciatore aveva scritto ed inciso alcuni pezzi, in compagnia di un altra grande promessa del calcio olandese, Ryan Babel, e del rapper U-Niq.

TALENTO MAI SBOCCIATO

Eppure la carriera di Drenthe era cominciata con i presupposti migliori. Cresciuto nelle giovanili del Feyenoord, debutta appena diciottenne con la prima squadra nel 2005, facendosi apprezzare soprattutto per la rapidità e per la duttilità con cui si destreggia sia da terzino sinistro che da interno di centrocampo. L’esplosione arriva nel corso degli Europei U21 vinti con la maglia dell’Olanda nel 2007: insieme a Babel è la stella degli Orange che vincono la rassegna continentale in Germania battendo con un secco 4-1 la Serbia in finale. Al termine della manifestazione Drenthe viene inserito nell’undici tipo e vince il premio di miglior giocatore.

L’occasione per consacrarsi nel panorama internazionale gliela concede nientemeno che il Real Madrid di Bernd Schuster, che dall’Eredivisie preleva anche Arjen Robben e Wesley Sneijder. Debutta con goal in Supercoppa di Spagna, ma il trofeo viene vinto dal Siviglia. E’ la sliding door della sua carriera: a fine stagione Drenthe è campione di Spagna, ma non da protagonista.

Nel frattempo infatti un’altro giovane di belle speranze, Marcelo, si impone pian piano come padrone assoluto della corsia mancina. La definitiva consacrazione non arriverà mai, Drenthe vive altri due anni da comprimario a Madrid, tenta di rilanciarsi con le maglie di Hercules ed Everton, poi preferisce l’esilio dorato in Russia, Turchia ed Emirati Arabi. Dallo scorsa estate era svincolato, ed ora, a 29 anni, ha deciso di dire basta. Come Anthony Vanden Borre un altro idolo di milioni di appassionati di Football Manager ha chiuso anzitempo una carriera che agli albori era parsa luminosa.