Juventus-Inter, la trappola dell’odio e la morbosa ricerca dell’alibi

Juventus-Inter, la trappola dell’odio e la morbosa ricerca dell’alibi

Juventus Nainggolan Inter- Intorno alla Serie A si sta creando una pericolosa coltre di odio, con il rischio di perdere di vista il calcio.

Il clima intorno al campionato di Serie A si sta facendo sempre più cupo. Una spessa coltre di odio e astio sta attorniando il nostro movimento calcistico, facendo perdere di vista la crescita del sistema calcio. Juventus-Inter purtroppo ha lasciato strascichi di grande livore e bassezza sportiva. Una partita che in campo è stata meno nervosa e nevrotica rispetto ai più recenti scontri, ma che si è portata dietro una valanga di irrazionale spirito di vendetta.

Vincere, perdere e Nainggolan

Nell’universo calcistico italiano la protesta contro l’arbitraggio è prassi oramai consolidata. Ogni partita è ridotta a singoli episodi e schermata da un pannello a forma di errore arbitrale. Dietro al quale si nascondono pecche individuali e sbagli tattici, semplificando così la vita di calciatori ed allenatori sottraendoli da qualsiasi sorta di responsabilità. La morbosa ricerca dell’alibi è un cancro ai polmoni del nostro calcio, che non permette di fare salti in avanti nei confronti di leghe più all’avanguardia come quella Inglese, quella spagnola e quella tedesca.

Il polverone mediatico sollevato da Juventus-Inter è di esponenziale indecenza. Un pasticcio di video inediti e discutibili uscite mediatiche. C’è chi accusa di non saper vincere e chi accusa di non saper perdere, quando l’errore risiede nell’ineleganza nel partecipare. Se il sistema calcio italiano ricercasse l’eleganza e la sportività, invece che l’astiosità e il capro espiatorio, navigheremmo verso più prosperi lidi. La collaborazione fra le squadre di maggior rilievo deve essere una via da percorrere per ottenere un miglioramento dell’intero movimento.

Invece è battaglia mediatica, in cui la parola “odio” risuona tuonante fra i Tweet o sulla bocca di un calciatore ripreso fuori da un locale. “Io odio la Juventus perché..”. L’abuso dell’odio è pericoloso, specialmente quando lo si infonde sopra un movimento che comprende milioni di persone. Il concetto lo ha già espresso Ugo Foscolo anni orsono: “L’odio è la catena più grave insieme e più abbietta, con la quale l’uomo possa legarsi all’uomo”. Ma il problema è che l’odio fa più clamore della collaborazione, e nella società dell’apparire questo è quello che conta.