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Sotiris Ninis
Sotiris Ninis - FOTO: Getty Images

Ninis Messi – Un altro paragone, un altro problema: anche il Messi greco è finito nell’oblio.

Nell’ultimo appuntamento con questa rubrica parlavamo del fatto che, molto spesso, i soprannomi risultano spesso essere la rovina di alcuni talenti nascenti del calcio. Un caso emblematico è quello di Gabriel Torje, il cosiddetto “Messi dei Carpazi”. Il giocatore del Barcellona ormai è oggetto di paragoni continui, come Maradona prima di lui. Gli fischieranno le orecchie, ma si sarà abituato. E gli saranno fischiate le orecchie anche quando si iniziava a parlare di Sotiris Ninis, talento greco mai riuscito ad imporsi davvero nell’Europa che conta.
Ninis, che cresce – e anche molto bene – nel Panathinaikos, tanto che esordisce in prima squadra a 16 anni. Il ragazzo sembra avere tutto dalla sua parte: gioventù, talento, un ambiente perfetto e accogliente. Ninis è un trequartista che in parte pare vecchio stile ma che, però, ha saputo anche cogliere la velocità di pensiero e azione di molti colleghi celebri della sua generazione. Un calciatore che, seppur giovanissimo, sembra già pronto per alte vette.

La prima frenata

Addirittura, a meno di 19 anni, Ninis viene scelto tra i capitani della squadra: è il giocatore più giovane ad aver indossato la fascia nella storia del club. Prim’ancora, però, Ninis aveva manifestato quella che sarà una vera e propria dannazione in carriera: la fragilità fisica. La stagione 2007-2008 è colma di infortuni dalla svariata natura, tanto è vero che, essendo ancora giovanissimo, per recuperare la condizione ottimale viene rimandato nuovamente in Primavera.

Tornato però in campo in prima squadra, rinnova il contratto con una clausola di 17 milioni per squadre greche, mentre per le europee ammonta “appena” a 10. Nelle stagioni successive il ragazzo continua a far vedere le cose migliori, sia con il Panathinaikos che con la Grecia, con cui esordisce sempre nel 2008. Il futuro del calcio ellenico sembra dipendere dai suoi piedi: la Nazionale, dopo il trionfo del 2004 agli Europei, sogna di nuovo in grande. Tutti i bei pensieri, però, sembrano terminare nel 2011: il ragazzo si fa male, rompendosi il legamento crociato. Lo stop è lungo, iniziano a fiorire i dubbi.

L’esperienza italiana

Sotiris Ninis
Sotiris Ninis – FOTO: Wikipedia

Un altro agghiacciante punto in comune tra questi presunti Messi europei è quello di aver giocato, almeno per una stagione, in Italia. E così, anche Ninis finisce nel Bel Paese, precisamente al Parma. Ghirardi, all’epoca Presidente del club ducale, lo preleva approfittando del contratto in scadenza con il Panathinaikos. Si pensa ad un grande colpo: perché il ragazzo è ancora giovane e tutto sommato da un infortunio del genere ormai si può tranquillamente recuperare.

Il campo però darà un responso ben diverso: Ninis giocherà a stento 15 partite stagionali con il Parma, delle quali gran parte iniziando dalla panchina. Il greco non sarà praticamente mai decisivo nelle sorti della squadra, svolgendo fin troppo spesso il ruolo di “fantasma” all’interno del match. Ninis si trasforma così da investimento a peso. E, inevitabilmente, il Parma finisce per liberarsene quasi subito.

Il declino

Ninis torna così in Grecia. Prima, in prestito, al PAOK Salonicco. Poi, come un figliol prodigo, eccolo di nuovo al Panathinaikos, per due stagioni al vero molto insipide. Persino nella terra d’origine Ninis assume il ruolo di indesiderato: va dunque a giocare nello Charleroi, in Belgio, senza strafare. Attualmente gioca per il Mechelen, sembra nel paese francofono.

Un altro paragone con Messi miete dunque l’ennesima vittima. E, siamo sicuri, non c’è due senza tre. “La Pulce nell’orecchio” rischia di diventare un’espressione quantomai utilizzata, anche nel mondo del pallone.