Borriello: “Ho lasciato il Milan per Galliani. Dovevano scambiarmi con un top player del Real Madrid”

Borriello: “Ho lasciato il Milan per Galliani. Dovevano scambiarmi con un top player del Real Madrid”

Borriello Milan Real Madrid – L’attaccante del Cagliari si confessa e ripercorre la sua carriera

Una carriera fatta di alti e bassi, di trionfi e di cadute. Marco Borriello è stato e continua ad essere uno dei principali bomber del campionato italiano. La punta napoletana ha girato tutta l’Italia, vestendo le maglie di Milan, Genoa, Roma, Juventus, Atalanta, Carpi e Cagliari. I suoi tanti spostamenti però sono sempre stati caratterizzati da una costante: il gol. Non c’è squadra in Serie A in cui Borriello non abbia segnato almeno una rete. Segno distintivo di chi il gol ce l’ha nel sangue.

Questo suo girovagare e trasferirsi continuamente gli ha causato numerosi problemi soprattutto con i tifosi. In molti non hanno amato il comportamento del napoletano, tan’è che quando deve indicare i suoi allenatori preferiti parla di Antonio Conte

Ancelotti mi ha fatto debuttare in A, con Leonardo mi sono divertito, Gasperini è stato un grande insegnante di calcio, Rastelli mi sta regalando una seconda giovinezza e mi ricorda Allegri, ma umanamente è Conte quello che mi ha dato di più. Perché alla Juve ero un uomo in difficoltà e mi ha aiutato. Avevo i tifosi contro: fischi, striscioni, ‘Mercenario senza onore e dignità’, malumore dallo stadio fin dentro lo spogliatoio. Allora fece una gran cosa: organizzò un incontro pacificatore con due capi ultrà.

Juventus e Cagliari

A Torino, Marco Borriello, è rimasto solo sei mesi. Il tempo di vincere uno scudetto e di capire i segreti del club bianconero.

Alla Juve sono stato poco e ho imparato tanto. Sei mesi mi hanno regalato uno scudetto che sento mio al di là del ‘famoso’ gol di Cesena, mi hanno permesso di conoscere lo spessore umano di Conte e fatto capire “da dentro” perché dominano da anni: rivinceranno lo scudetto, possono perderlo solo loro. E’ un club che sa riconoscere il talento, non sbaglia quando compra giocatori, costruisce con razionalità: squadre che hanno gambe e cervelli così, e ce ne siamo accorti all’andata.

In Sardegna, adesso, sembra trovarsi bene e in futuro non ha nessuna intenzione di lasciare Cagliari. Il suo obiettivo, come spiega alla Gazzetta dello Sport, è restare ancora molto tempo con la maglia rossoblù:.

Ora al Cagliari sto da re, anche perché avverto una bellissima energia intorno: ho un contratto fino al 2018 se ci salviamo, non mi sento certo a fine carriera e se è per me non mi muovo. Sempre che vada bene anche al presidente Giulini.

Milan e Real Madrid

La parentesi al Milan è stata una delle più prolifiche dal punto di vista realizzativo per Borriello: 15 reti in 37 presenze tra il 2008 ed il 2010. Il rapporto con il club rossonero però si concluse amaramente, e la punta napoletana ricorda con piacere il gol dell’ex che segnò poco tempo dopo.

Il gol che mi ha dato più gusto? Al Milan con la Roma: ce l’avevo ancora con Galliani, non con i tifosi rossoneri anche se mi massacravano di cori, e fu un segno del destino, il pallone mi andò a sbattere sullo stinco. Ma anche segnare alla Juve non fu male: con il Genoa e poi con il Carpi, il giorno che Allegri si strappò la giacca di dosso…

Il motivo era da ricercarsi nel rapporto con Galliani e in quella famosa sessione di mercato in cui Borriello fu vicino al Real Madrid.

Era il 31 agosto 2010 e a casa mia eravamo io, il mio ex procuratore Cavalleri e la buonanima di Ernesto Bronzetti. In linea c’erano tre telefonini: Agnelli, Rosella Sensi e lui, Galliani. Potevo andare al City perché il Milan voleva Robinho, potevo andare al Real perché Bronzetti aveva parlato con Perez di uno scambio con Benzema, la Roma mi offriva lo stesso contratto del Milan, Cavalleri voleva mandarmi alla Juve ma in prestito. A un certo punto mi stufai: ‘Basta, resto al Milan’. E Galliani: ‘Se non vai, sei fuori dalla lista Champions’.