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Luca Toni - Fonte: Twitter @HellasVeronaFC
Fonte: Twitter @HellasVeronaFC

Avellino-Verona Toni – Ai microfoni di SkySport24, Luca Toni ha raccontato nei dettagli l’aggressione subita nel pomeriggio nelle vicinanze dello stadio Partenio di Avellino.

Un’episodio increscioso, con protagonista l’ex attaccante Luca Toni ed il presidente del Verona, Maurizio Setti. Quanto successo nei pressi dello stadio Partenio di Avellino ha turbato profondamente l’ex centravanti della Nazionale, oggi dirigente dei gialloblu. Dopo la sconfitta per 0-2 che è costata agli scaligeri il primo posto in classifica, Toni ha raccontato ai microfoni di SkySport24 come sono andate le cose.

E’ stato un episodio davvero brutto. Eravamo in macchina e ci stavamo recando allo stadio, in fila, insieme alla Polizia. Io ero seduto dietro, davanti sul sedile del passeggero era seduto il presidente Setti, alla guida c’era un mio amico. Il presidente Setti indossava una sciarpa della sua azienda, un po’ gialla e un po’ blu ma non era quella del Verona. All’improvviso è passato qualcuno accanto a noi e ha visto la sciarpa. Ci hanno aggrediti non perché ci hanno riconosciuti, ma perché, per via della sciarpa, pensavano che fossimo un gruppo di tifosi del Verona.

IL PRESIDENTE COLPITO DA UNA BOTTIGLIA

Toni ha sottolineato come alla base dell’aggeressione ci sia stato un malinteso. Il loro comportamento, comunque deprecabile, avrebbe alla base la convinzione di avere davanti un’auto con all’interno tifosi del Verona.

Stavamo dunque andando allo stadio quando, arrivati nei pressi di una rotonda, ci siamo ritrovati accerchiati da 14-15 persone, che è impossibile considerarli tifosi dell’Avellino, nonostante qualcuno avesse la sciarpa verde, perché dopo all’interno dello stadio il pubblico avellinese si è comportato in maniera eccezionale. Gli assalitori hanno pensato che fossimo tifosi ospiti e ci hanno aggredito.

Gli assalitori hanno sfondato il finestrino e hanno rischiato di ferire seriamente il presidente Setti, colpito da una bottiglia di vetro.

Una volta accerchiati, hanno cominciato a colpire la macchina con calci, pugni, con qualunque cosa trovassero in strada. Noi eravamo dentro la macchina, quando all’improvviso con un calcio hanno sfondato il vetro della macchina dove era seduto il presidente. Abbiamo avuto molta paura, e in quel momento tutte le schegge sono finite addosso al presidente, che per fortuna non ha riportato danni. Con il finestrino aperto, c’è stato un signore che ha lanciato anche una bottiglia di birra dentro la macchina attraverso il finestrino rotto. Per fortuna il presidente Setti è stato colpito sulla pancia, e non al volto dove poteva riportare danni molto più seri.

L’INDIFFERENZA DELLE FORZE DELL’ORDINE

Ciò che ha lasciato basito Toni più di ogni altra cosa però, è l’atteggiamento di alcuni agenti delle forze dell’ordine di stanza nelle vicinanze.

A venti metri c’era un gruppo di vigili. Purtroppo devo dirlo. All’inizio, guardando loro, mi sono sentito protetto, ma invece di venire a darci una mano si sono girati e hanno fatto finta di nulla. Siamo riusciti ad andare via. E’ stato bravissimo il mio amico alla guida che ha trovato il modo per guadagnare una via di fuga. È una cosa vergognosa, ho avuto molto paura, ripeto è stato bravo il mio amico con l’auto a guidare, se lui si fermava poteva diventare davvero difficile. È stato bravo a scappare da quella rotonda, altrimenti non so come sarebbe finita.