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Real Madrid Napoli Insigne Ronaldo – Il talento partenopeo si presenta al Bernabeu.

E venne il giorno. Con tutte le sue ansie, con tutte le sue attese per una partita diversa, per il Napoli e per Insigne. Una vigilia raccontata attraverso le colonne del quotidiano “Repubblica” dall’esterno offensivo partenopeo, in un emozionante viaggio a ritroso nel tempo: “Giocavo per strada finché il padre di un mio amico che stava mettendo su una scuola calcio venne nel quartiere e ci chiese di iscriverci. lo fece mio fratello, di tre anni più grande di me. A me dissero di no, ero troppo basso ma io volevo giocare. Scesi in campo ugualmente e da quel momento non ne uscii più.

MODELLI

Da lì è nato il sogno, legato agli idoli di sempre, su tutti Ronaldo. Non Cr7, prossimo avversario, ma il fenomeno brasiliano: “Fu una gioia ricevere in regalo da mio padre gli scarpini di Ronaldo il fenomeno. Papà lavorava al nord, tornava a casa ogni due settimane e portava me e i miei fratelli in giro per trovare gli scarpini da calcio. Lo facevo girare a piedi per tutta la città finché non trovavamo le scarpette di Ronaldo”.

GAVETTA

E’ arrivato alla sfida del Bernabeu Lorenzo Insigne, non senza sacrifici: “Ho rinunciato a tante cose: a uscire il sabato sera, a fare tardi con gli amici. A Napoli ci sono tanti giocatori di talento che non arrivano in alto perché non hanno la forza di rinunciare a tante cose. Io devo molto ai miei genitori, perché quando avevo 17-18 anni il coprifuoco era alle 22 e 30 mentre i miei amici tornavano all’una. E prima delle partite andavo a letto alle 20. Sono cresciuto in un quartiere operaio, non facile ma la mia famiglia mi ha aiutato molto. I difensori che mi hanno picchiato di più sono Barzagli e Chiellini. Da loro ho preso tanti calci ma fa parte del gioco”.

LA PARTITA

Stasera il Real Madrid, da affrontare con rispetto ma senza paura, come ha ordinato Sarri: “Sappiamo di affrontare una grande squadra, davanti hanno Ronaldo, il miglior giocatore del mondo insieme a Messi. Il mister ci ha detto di restare sereni, resta comunque una partita di calcio. Magari riusciamo a tornare a casa con un buon risultato per poi giocarci la qualificazione al San Paolo, uno stadio che può incutere timore perfino al Real“.

MAESTRI

“Se sono qui devo dire grazie agli allenatori che mi hanno fatto crescere. Con Benitez ho imparato a difendere, con lui mi sono complicato. Con Zeman mi sono divertito tantissimo, pensavo solo ad attaccare. Non posso far altro che ringraziarlo perché mi ha dato tanto”.

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