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Insigne Real Madrid
Con 8 reti e 7 assist in campionato Lorenzo Insigne è certamente tra i giocatori più decisivi del Napoli di Maurizio Sarri. Fonte: https://www.repstatic.it

Le sensazioni vissute dai tifosi napoletani al Santiago Bernabeu

Il boato è insieme preludio ed epilogo dell’esplosione di una Supernova la cui polvere si dissolve troppo in fretta. I passi corti ma rapidi di uno Scugnizzo che cerca e trova la fortuna sotto forma di quel tiro velenoso che gli riesce una volta ogni cinque sono la liberazione di un ragazzo che, quasi incredulo, cerca subito la sua gente per condividere la gioia. Divampa nella notte la fiamma azzurra, ma solo per un attimo, perché dopo è tutto buio, anzi bianco. Il gol di Insigne, che nell’incontro non sarà neanche l’occasione più chiara, arriva forse troppo presto, rappresenta il colpo di genio culmine di una giocata sarriana in un Bernabeu che per un attimo ha avuto paura. Ma solo per un attimo.

Invasione serena

Durante tutta la giornata in ogni vagone della metro o caffè della capitale spagnola, il castigliano locale si mescolava naturalmente al napoletano, in un clima sereno benedetto dal Sole nel cielo azzurro che per molti partenopei rappresentava il migliore auspicio possibile. Al di là del numero, che può superare i diecimila, di tifosi presenti con o senza biglietto, il sorriso azzurro è rappresentato proprio dall’entusiasmo della gente che, consapevole dell’enormità dell’attimo – perché di un attimo si è trattato – ha concentrato le sue energie per cantare, mangiare, bere, tifare, farsi sentire. Trasumanze di vari gruppi si perdevano per le vie di Malasaña e il centro antico, forti di un entusiasmo un po’ ingenuo un po’ sbarazzino, tipico del popolano che intende fare lo sgambetto al Re, in una sorta di rivoluzione francese del pallone. E gli stessi, piano piano, hanno iniziato a riempire il loro angolo di stadio, fino a quando il loro ‘The Champions’ non ha zittito gli applausi dei padroni di casa e addirittura reso di cera la faccia di Cristiano Ronaldo, uno che questi momenti li vive da tredici anni.

Peter Pan

Il giorno prima, anch’io in maniera ingenua, avevo chiesto in conferenza stampa a Callejon se il Napoli, ancora adolescente in Champions League, non dovesse fare leva proprio su quell’esuberanza e audacia tipica del giovane che sfida l’esperto. Il suo sorriso e la sua risposta positiva mi avevano fatto non solo piacere ma anche ispirato fiducia. Alla fine, purtroppo, il Peter Pan azzurro è rimasto prigioniero della sua stessa magia, quella che gli ha permesso di colpire a freddo in uno stadio riscaldato anche sugli spalti. Il guizzo di Insigne ha avuto invece la capacità di svegliare la bestia assopita, che ha fatto leva proprio sulla sua abitudine a disputare incontri del genere e ha tramortito gli azzurri quando ha voluto, perdonandoli anche gratuitamente in altre tre occasioni e riuscendo a zittire anche i tifosi protagonisti del primo quarto d’ora.
La magnitudo dell’evento mi ha sopraffatto. Era da anni che non sudavo tanto mentre seguivo gli azzurri e mi viene da crede che, nonostante la sconfitta e la conferma del mancato salto a livello mentale, solo la possibilità di vibrare in quell’istante ha segnato un prima e un dopo nella storia dei sostenitori azzurri, persone mai banali, come la loro squadra, che forse non vincerà mai ma lascerà sempre il cuore gonfio di palpitazioni.