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Luciano Spalletti
Luciano Spalletti - Fonte: Twitter @OfficialASRoma

Spalletti parla della partita Roma-Torino ed evidenzia un limite del calcio italiano rispetto a quello europeo

In conferenza stampa Luciano Spalletti si è soffermato sula vittoria in Europa League e sulla possibilità di applicare un leggero turnover: “Chi ha giocato più spesso ha più possibilità di gestire la fatica o di essere al massimo dentro la partita stessa. Il risultato dell’andata con il Villarreal cambia qualcosa, ma abbiamo a che fare con un gruppo forte. È quello che miravo all’inizio, in parte: la nostra forza. Abbiamo a che fare con un gruppo di calciatori che può arrivare in fondo in tutte le competizioni, che può far vedere la forza che ha su tutti i fronti. Non si potrà dire che in quella partita lì, purtroppo, non eravamo al massimo perchè mancavano 2 giocatori. A noi non ci manca nulla. Dobbiamo far bene in qualsiasi partita.” L’allenatore toscano entra più nello specifico: “Salah, Perotti e Paredes possono giocare dal primo minuto ma visto che c’è stato poco tempo, devo rendermene conto oggi. Nell’allenamento di oggi posso convincermi su qualche dubbio che ho, non ho così chiara la situazione prima dell’allenamento e fino a domani. Ma questi possono sostituire gli altri e hanno un minutaggio corretto. Mario Rui, ad esempio, non l’ho fatto giocare così spesso e può darsi che il ritmo partita non sarà in funzione del suo utilizzo.”

L’analisi approfondita della partita contro il Villarreal

A sorpresa Spalletti evidenzia alcuni problemi avuti in Spagna, nonostante la rotonda vittoria per 0-4. Per l’allenatore giallorosso il calcio italiano deve superare un determinato muro: “Sono dispiaciuto quando la squadra non fa il meglio di quello che può fare. Vuol dire che lavoro male, che ho dato loro un’idea di forza limitata. La partita di Villarreal è difficile perché ora va anche di moda rifare i muri, nel limite del nostro calcio con quello europeo c’è un muro al cui al di là andare, difficilmente le squadre italiane hanno vinto 4-0 su campo avverso o continuavano a pigiare dopo il 2-0 per migliorare il punteggio. È un rapporto corretto che dobbiamo avere con queste competizioni. I ragazzi devono pensare allo stesso modo al di là e al di qua del muro. Perché è così, bisogna giocare per vincere, se c’è la possibilità di mettere una seria ipoteca per il passaggio del turno, che non vuol dire averlo passato. Loro sono una squadra forte, se qualcuno crede di evidenziare presunzione nei modi di pensare, se qualcuno crede che il ritorno sia facile si sbaglia di grosso. Il Milan perse col Deportivo, questa squadra non ha preso gol dal Barcellona, dal Siviglia, da nessuno. Gioca bene a calcio, sa stare bene in campo. Bisogna dirgli che devono avere il rispetto per il proprio lavoro, altrimenti te ne fanno accorgere gli altri. E noi dobbiamo migliorare in quella fase, di quando riconquistiamo palla renderla giocabile. Molti uomini intorno alla palla per fare possesso, prima si diceva palla nostra tutti larghi, ora ce ne sono molti che dicono palla nostra e molti intorno per fare possesso, perché quando la perdi curi le distanze. Ti vengo a giocare palla ma vengo vicino a te, così se intercetti ti risalto addosso. Se sfrutti la larghezza del campo, devi fare metri per tornare corto. Ora tutti vogliono stare corti, possesso stretto, per far male e riconquistare. Quando perdi palla e riconquisti c’è un momento in cui non è ancora tua, l’hai riconquistata ma non hai esercitato fino in fondo, devi fare quei 3-4 metri e passaggi che mettono la palla al sicuro. In quei 3-4-5 secondi ti risaltano addosso e in quel momento lì è palla di nessuno. Dobbiamo migliorare, nel primo quarto d’ora dopo il vantaggio ci siamo abbassati, sono metri di fatica e perdi lucidità per la volta dopo per proporre calcio. Se fai chiusura 20 metri a destra, a sinistra, dietro, poi ti mancano i 40 metri per arrivare sulla palla che Radja ha dato per il 4-0. Il pacchetto è di 12 km a partita, come li usi? Proponi di più o fatichi di più. Io non sono avvelenato o nervoso. Niente sono. Sono uno che vuole sfruttare le qualità della propria squadra e fare risultati.”

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