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Dani Alves Juventus Barcellona – Non solo un abile calciatore di fama mondiale, ecco il pensiero filosofico sul calcio di Dani Alves  ai microfoni di Abc.es.

“La felicità momentanea non mi piace: amo lavorare giorno dopo giorno per essere sempre felice. Per questo quando ho vinto una Champions non mi sono mai fatto trecento foto con la coppa: è solo un trofeo“, il pensiero in apertura del terzino brasiliano della Juventus Dani Alves ai microfoni di Abc.es

Contro il calcio

Da bambini desideriamo di diventare famosi:

Il calcio è molto ipocrita: per questo sono deluso. La fama è una m***a. Da piccolo mi esercitavo sul mio autografo perché sognavo di essere famoso, importante e fare autografi. Ma questa è la mentalità che fa parte dell’innocenza di un bambino: realmente, non avevo idea di cosa significasse. Ora che son famoso, mi son reso conto del fatto che le persone famose siano mal viste. Il calcio porta invidia, ipocrisia e false amicizie.

Barcellona

Dalla Spagna alla Juventus, ecco il motivo svelato dal brasiliano:

Andarmene gratis dal Barcellona è stato un gesto di classe. Durante le mie tre ultime stagioni sentivo sempre dire che Dani Alves se ne sarebbe andato, ma la dirigenza non mi diceva mai nulla in faccia. Sono stati molto falsi e non mi hanno portato rispetto, offrendomi il rinnovo solo quando sono stati sanzionati dalla FIFA. Volevo uscire dalla mia zona di comfort e competere ad alto livello in un club storico e vincente, perché sono un vincente. E la Juventus lo è altrettanto. E’ un’istituzione che ha sempre qualcosa da insegnarti, che compete sempre. Qui sono felice e ho nuove e belle sfide in questo gruppo. Abbiamo una squadra per giocarci la Champions, senza dubbio. Ma qui sono tutti molto superstiziosi e lo dicono a voce bassa: andiamo passo dopo passo. Prima contro il Porto, poi vedremo cosa succederà.