La rinascita di Juan Jesus: “Molti hanno parlato molto presto”

La rinascita di Juan Jesus: “Molti hanno parlato molto presto”

Juan Jesus Roma Torino – Pulito e preciso nelle chiusure contro Belotti e compagni: dopo Emerson Palmieri è Juan Jesus l’ennesima vittoria di Luciano Spalletti.

Dicono che un allenatore conti solamente per il 30%. Ma non è sempre così. Il lavoro certosino messo in atto da Luciano Spalletti vale più di quella percentuale. Il tecnico toscano ha dato alla squadra certezza e fiducia recuperando dal punto di vista mentale giocatori già dati per finiti nonostante la giovane età. Due su tutti: Emerson Palmieri e Juan Jesus. All’Inter il difensore brasiliano, impiegato sia da centrale che da terzino, non ha entusiasmato più di tanto. Anzi, a Milano lo ricordano soprattutto per qualche sbavatura di troppo. Fin dal suo arrivo Luciano Spalletti, però, ha esaltato le doti di Jesus affermando di aver condiviso la scelta della società:

E’ quello che ci aspettavamo. Lui è un giocatore voglioso e muscolare che ha reattività e che sa tenere la posizione. Sa quello che deve fare ma ovviamente c’è ancora da qualcosa da limare per inserirlo al meglio nei concetti della nostra linea difensiva.

La trasformazione di Juan Jesus

Lo stesso difensore brasiliano ai microfoni di Roma Radio ha spiegato il suo miglioramento:

Io lavoro tranquillo, sono un ragazzo molto umile. Io so quanto valgo e quanto la Roma si fida di me. Ho dimostrato piano piano, anche i ragazzi mi hanno aiutato molto, ho dimostrato quanto valgo. Quelli che hanno parlato prima hanno parlato molto presto. Io non sono permaloso, prendo le critiche per migliorare. È sempre difficile quando cambi squadra e città. Poi ringrazio Calenda, che non è un procuratore ma un amico, ringrazio mia moglie che mi è sempre stata vicino, quelli che mi aiutano dicendomi di non mollare.

Guardare in video gli attaccanti avversari aiuta molto:

Io di solito metto sempre il video degli attaccanti, per vedere i movimenti. È difficile marcare gli attaccanti in Italia, ci sono Callejon, Candreva, Higuain, Belotti, tutti fortissimi. Poi mi alleno con il più forte di tutti, Edin Dzeko, anche se è grosso è molto mobile. Studiare è importante, riconosci nel video cosa fanno realmente in campo. C’è, per esempio, Maccarone che fa i giusti movimenti, ci sta Icardi, dentro l’area sfrutta ogni centimetro. Sono tutti forti, di qualità, anche Immobile, Keita…”.

La difesa della Roma è granitica:

“Quello che facciamo in allenamento riusciamo a riproporlo in campo. Vermaelen ha un passaggio molto preciso, Fazio è un mostro, Rüdiger è fortissimo, Manolas è veloce, tutti sappiamo fare bene. Anche il centrocampo ci dà una grossa mano con De Rossi, Paredes e Strootman. Poi quelli in avanti si divertono. Stiamo facendo bene a 3 quindi rimaniamo così, ma il merito è di tutto lo staff, andiamo alla grande”.