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Dybala e Higuain
Dybala e Higuain - Fonte: Twitter @juventusfc

Higuain Juventus – L’attaccante bianconero si confessa a pochi giorni dal match di Champions con il Porto

L’intesa con Dybala, il fascino dello Stadium, i novanta milioni, la bellezza di Torino e il sogno Champions. Questo, ed altro ancora, nell’intervista rilasciata da Gonzalo Higuaìn ai microfoni de “La Stampa”. L’attaccante argentino non si è sottratto alle responsabilità proprie di chi è stato acquistato nell’ottica di quel salto di qualità da compiere a livello europeo. Una pressione che l’ex centravanti del Napoli nemmeno avverte: “Per me è un privilegio sapere che mi hanno preso pensando di vincere in Europa. Possiamo arrivare in fondo, ma dobbiamo stare tranquilli”.

IL SEGRETO

Sei gol nelle ultime sei partite. Solo merito del nuovo modulo? Certo che no. La ricetta della felicità e del successo è scritta in una frase simbolo della storia bianconera: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l’esempio più chiaro dell’essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale. Ora sto segnando tanto ma è un caso, anche prima segnavo: dovevo solo abituarmi al nuovo modulo, era la prima volta che giocavo in quel modo”.

DA NAPOLI A TORINO

Un passaggio tormentato ma non c’è spazio per i rimpianti. Il Pipita si è subito acclimatato nella nuova realtà piemontese: “Mi sento felicissimo, per l’affetto che mi danno i compagni, i tifosi, la società, la città: mi sento parte di loro. E ho capito di aver fatto la scelta giusta. A 29 anni ho trovato il punto di tranquillità mentale della mia vita, nel lavoro e fuori. Gioco in una squadra che lotterà per la Champions e ho trovato una città bellissima, nella quale mi piace da morire passeggiare. Giocare allo Stadium è spettacolare. Prima di entrare in campo vedi le foto di Platini, Baggio, Zidane, Del Piero e ti dici: “con la stessa maglia posso non dare il massimo?“.

ESEMPI

Anche un grande attaccante come Higuaìn può trarre ispirazione dai suoi predecessori. Su tutti Ronaldo, il fenomeno: “Ronaldo, il brasiliano, è stato il più forte di tutti. L’unico di cui guardassi i video, ma non provavo a fare le stesse cose: era molto difficile. Ho imparato anche da Raul, da Van Nistelrooy, Cassano, Ronaldo, anche se lo vidi per appena un paio di mesi. Quando hai 18-19 anni e puoi giocare con grandissimi campioni, è un gran privilegio. Guardare quel che fanno e sentire quel che dicono, serve”.

LAVORO

Obiettivi raggiunti (e da raggiungere) attraverso il lavoro quotidiano: “Puoi non muovere un dito se sei Maradona, Messi, Ronaldo e forse qualcun altro che dimentico: ma il lavoro è fondamentale, in tutto. È per questo che sono riuscito a fare quello che sognavo da bambino”.

DYBALA E I RIGORI

Paulo Dybala, per Gonzalo Higuaìn, è più di un semplice compagno di reparto: “Sa leggere molto bene la partita: insomma, vede il calcio come sanno fare i grandi, anche se è giovanissimo. Nuovo Messi? Odio i paragoni, allora dico che Dybala deve diventare Dybala, uno che ha il potenziale per essere tra i migliori del mondo. Ma bisogna lasciarlo stare. Quanto ai rigori, vevo parlato con Paulo, era un momento in cui voleva calciarli e per me non c’è problema. Qualche volta li tira lui, altre volte posso farlo io o un altro compagno”.

IL PORTO E UN AMICO…

L’appuntamento europeo è ormai vicino. Di fronte il Porto e un vecchio compagno, Casillas: “Qualche volta ci parliamo, l’altro giorno mi ha stuzzicato sui social, ma abbiamo un buon rapporto. E poi fa sempre piacere fare gol ai grandi portieri. Ho già affrontato il Porto un paio di volte: con il Napoli, e ci eliminarono, ma era Europa League, e con il Madrid, ma non ricordo come finì. Bello stadio, bell’ambiente, con una squadra che gioca la Champions da sempre: forte e cattiva, sportivamente. Dobbiamo stare attenti”.

 

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