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De Laurentiis
De Laurentiis, Presidente del Napoli

De Laurentiis Sarri Napoli – La crisi indotta e gli effetti non calcolati

È crisi? In un certo senso sì, se si guarda oltre il confine tecnico che non è servito a proteggere il Napoli. Diciotto risultati utili consecutivi, prima di Madrid, e un nuovo successo a Verona, tanto per mettere da parte la sconfitta del Bernabeu. Come detto, però, punti e prestazioni contano fino a un certo punto perché c’è tanto altro attorno alla creatura plasmata da Sarri. L’allenatore, oggetto di discussione e facile bersaglio, anche quando tutto (o quasi) sembra dargli ragione. Evidentemente non è così, non si spiegherebbe altrimenti il suono della grancassa mediatica che ha stordito (per ora senza ripercussioni tangibili) la squadra, al centro di una tormenta inaspettata e, a prima vista, del tutto ingiustificata. I rimproveri vanno oltre il campo e certificano una crisi di rapporti che lascia pensare. Il silenzio stampa ordinato da De Laurentiis ha scoperchiato vecchi malumori, emersi in tutta la loro pericolosità in queste ore. Una strategia controproducente per un club che da qui alle prossime settimane si giocherà una fetta importante di futuro.

IL SILENZIO

Tutti zitti, dopo la filippica del Presidente, tanto eccessiva nei toni e nei contenuti quanto fuori luogo sul piano della tempistica. Un’esplosione verbale arrivata dopo un’onestissima e comprensibile sconfitta con il Real Madrid e in fondo non in linea con l’ultimo De Laurentiis, sempre attento e misurato nelle dichiarazioni e troppo lontano dalla squadra per entrare in discorsi di natura tecnico-tattica. Possibile che l’adrenalina da Champions abbia scatenato l’ira del patron, oppure c’è dell’altro? La logica, così come il buonsenso, impone la scelta della seconda opzione. Tutto studiato a tavolino? Probabilmente sì ma l’imprenditore cinematografico ha calcolato solo in parte gli effetti, tenendo conto solamente degli aspetti positivi. Creare un nemico comune serve a compattare la squadra e finanche l’ambiente, una buona dose d’odio (sportivo) nei confronti del massimo dirigente può contribuire a cementare ancor di più il gruppo Napoli. L’interpretazione non fa una grinza e il successo del Bentegodi, seguito dalle dichiarazioni “social” di Reina, offre un’interessante cartina di tornasole: De Laurentiis ha attacco di proposito la squadra (“priva di cazzimma”) e il tecnico (“giocano sempre gli stessi”), raccogliendo tre punti arrivati anche grazie al turnover. Bingo soltanto apparente.

LE DIMISSIONI DI SARRI

La giornata si è aperta con una clamorosa rivelazione della Gazzetta dello sport: “Sarri era pronto a dimettersi dopo il pareggio casalingo con il Palermo per gli insulti ricevuti da De Laurentiis”. Un’indiscrezione delicatissima che l’allenatore, per ora, non potrà smentire né confermare per il silenzio imposto dal presidente che, giocoforza, alimenta ancor di più i sospetti e mette il tecnico in una posizione molto scomoda. Dal sogno del Bernabeu, solo parzialmente tradito ma ancora vivo, alle dimissioni del tecnico. Tutto in una settimana. Follia a portata di mano.

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