Analisi tattica Manchester City-Monaco – Gli errori della squadra di Guardiola

Analisi tattica Manchester City-Monaco – Gli errori della squadra di Guardiola

Manchester City Monaco – Gol e spettacolo tra Manchester City e Monaco per l’andata degli ottavi di finale di Champions League.

La massima competizione europea continua a regalare spettacolo. Il Manchester City rifila una cinquina ad un ottimo Monaco che cade solamente nel finale. Partita aperta dal primo minuto con occasioni da gol da una parte e dall’altra con ottime soluzioni offensive, meno quelle delle due difese. Pep Guardiola è sempre stato amato dagli addetti ai lavori per la sua capacità di portare innovazione nel mondo del calcio. Contro il Monaco il tecnico spagnolo ha sorpreso ancora una volta tutti optando per un 4-1-4-1 con Fernandinho schierato come terzino sinistro e con Yaya Tourè in mezzo al campo. Il quartetto di trequartisti, invece, è stato formato da Sanè-De Bruyne-Silva-Sterling alle spalle dell’unico attaccante Aguero. Jardim, invece, ha scelto il solito 4-2-3-1 con la coppia Fabinho-Bakayoko in mezzo al campo e il trio composto da Bernardo Silva-Mbappe-Lemar dietro l’unico riferimento Falcao.

Mai rinnegare le proprie idee

Ogni allenatore trasferisce ai propri uomini la propria filosofia di gioco per cercare di vincere le partite. Fin dai tempi di Barcellona Guardiola preferisce costruire l’azione offensiva partendo dalle retrovie senza mai lanciare lungo. La capacità dei propri difensori di saper giocare la palla con il portiere bravo con i piedi e la velocità dei suoi trequartisti favorisce l’uscita dal lato forte per cambiare rapidamente gioco sul lato debole e per cercare di sorprendere le difese avversarie. Ma c’è ovviamente un rischio: in caso di pressing organizzato da parte degli avversari, come quello messo in atto fin dall’inizio dagli uomini di Jardim, le squadre di Guardiola rischiano di perdere il possesso della sfera in zone rischiose. Il segreto è quello di mantenere lucidità per tutta la durata della partita muovendo così la palla in maniera rapida per eludere il pressing degli avversari.

Il prolungato possesso palla del Manchester City

Fin dai primissimi minuti di gioco gli uomini di Guardiola provano ad impostare l’azione partendo da Caballero che scambia la sfera con i due difensori centrali. Stones e Otamendi si aprono con Yaya Tourè che si abbassa per ricercare la palla.

In fase di non possesso il Monaco è organizzato con il movimento alternato di Mbappe e Falcao che vanno in pressione sul centrocampista ivoriano in base alla posizione della palla. Quando riceve Stones sul centro-destra, è Mbappé ad iniziare il pressing sul centrale dei “Citizens” con Falcao che effettua una diagonale su Tourè. Con palla ad Otamendi sul centro-sinistra, è l’attaccante colombiano ad uscire sull’argentino con il movimento effettuato in maniera alternato. La trasmissione palla, però, è lenta e il City non riesce ad uscire dalla propria area di rigore. Il Monaco è veloce a recuperare il possesso della sfera e guadagna in pochissimi secondi un prezioso calcio d’angolo sfruttando l’errore in fase di uscita del Manchester.

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Il pressing del Monaco è altissimo. Il tecnico Jardim ha dato compiti ai propri giocatori di attaccare la squadra inglese fin dai primissimi metri. Il Monaco è organizzato e lo si nota soprattutto dai movimenti in fase di uscita degli attaccanti monegaschi. Mbappè esce su Stones sul centro-destra, Falcao effettua la diagonale. Lemar inizia una leggera pressione su Sagna, ma la palla ritorna tra i piedi di Caballero.

 

Caballero serve Otamendi sul centro-sinistra, Falcao esce in pressione. Mbappè effettua la diagonale su Tourè cercando di impedire di far ricevere palla al centrocampista ivoriano. Da questa particolare dinamica di gioco è possibile notare come il Manchester City cerchi di mettere in atto, seppur con errori evidenti, i concetti del tecnico spagnolo. Da una situazione come questa sarebbe più facile uscire lanciando palla in avanti, ma così facendo si andrebbe contro la stessa filosofia del proprio allenatore e dei concetti del City. La lenta circolazione di palla della retroguardia della squadra di Guardiola e la buona disposizione in campo del Monaco favorisce il recupero palla in pochi secondi da parte della squadra di Jardim. Sbagliando s’impara, dice un proverbio.

La similitudine con il Napoli

Come al Santiago Bernabeu così al Bentegodi. Il Napoli, come il Manchester City, prova a giocare sempre la palla. A volte può essere deleterio, ma provarci sempre è la soluzione per sbagliare sempre di meno.

In occasione di Napoli-Roma al San Paolo Kalidou Koulibaly, una volta recuperata la palla, prova a giocare a trasmettere palla ai compagni di recupero anche con la pressione asfissiante di Salah. Il difensore dei partenopei perde in maniera imbarazzante il possesso e regala la palla all’egiziano che serve in area di rigore Dzeko. L’edizione del Mattino riportò il giorno successivo un virgolettato con le parole di Sarri in sala video in difesa dell’errore del senegalese: “Ha sbagliato ma ha fatto quello che doveva fare: non doveva calciare la palla. Quindi per me non è un errore. Questa è la nostra mentalità ed è così che dobbiamo andare avanti”

https://www.youtube.com/watch?v=RF3yuvKe4dE

Anche il Napoli prova a giocare così la palla dalle retrovie. Spesso gli azzurri regalano la sfera agli avversari per mancanza di lucidità come avvenuto nel secondo tempo di Verona contro il Chievo. Pepe Reina serve Jorginho che si abbassa a ricevere palla tra i due centrali del Napoli: il centrocampista italo-brasiliano prova ad imbastire l’azione servendo Hamsik già marcato dai giocatori clivensi. Il Napoli regala così in maniera ingenua la sfera agli avversari. Domenica al Bentegodi le migliori occasioni della squadra di Maran arrivano da errori individuali dei giocatori azzurri. Giocare sempre la palla è la soluzione. Per migliorare ancora.

I numeri di Sergio Aguero

 

Il pallonetto di Falcao

Le dichiarazioni di Guardiola

“Abbiamo battuto una squadra fortissima, ma la qualificazione è ancora aperta. Siamo stati ingenui e a volte sfortunati, ma entrambe le squadre volevano giocare, segnare e vincere. Ho visto di tutto in questa partita, alcune cose sono successe per errori nostri. Ma noi siamo una squadra giovane in Europa, ci giochiamo solo da 5-6 anni e per 32 anni questa società non ha giocato le coppe. Il Monaco, in questo senso, è più esperto, ma momenti come questi servono per crescere. In campo c’erano squadre che volevano giocare, attaccare e vincere. Non è facile difendere in spazi così lunghi, contro giocatori eccezionali come Mbappé, Lemar, Falcao e Bernardo Silva . Poi sulle fasce hanno Sidibé e Mendy: non capisco come possano correre tanto questi ragazzi. Siamo stati fortunati a volte, come nell’occasione del terzo gol, siamo stati ingenui a volte e altre molto sfortunati come nel primo tempo, quando sono successe anche cose che non capisco. Dobbiamo ringraziare anche il nostro portiere però mentalmente siamo stati molto stabili, non era facile giocare 90 minuti con grande intensità, non ci siamo mai dimenticati di restare uniti, attaccare e siamo in corsa. La qualificazione è ancora aperta, con un 2-0 siamo fuori ma siamo lì”.

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