Analisi tattica Porto-Juventus – Pjanic l’equilibratore

Analisi tattica Porto-Juventus – Pjanic l’equilibratore

Porto Juventus Champions League – I bianconeri sbancano l’ “Estádio do Dragão” grazie alle reti di Pjaca e Dani Alves. Il 4-2-3-1 anche in campo internazionale esalta le qualità di Miralem Pjanic.

Trequartista, interno o vertice basso di un centrocampo a tre? Sulla posizione in campo di Miralem Pjanic si è sempre discusso tanto. Già ai tempi della Roma il bosniaco ha ricoperto più ruoli in base a ciò che veniva richiesto dal proprio allenatore, così come Massimiliano Allegri che alla fine ha trovato la posizione che esalta più di tutte le caratteristiche dell’ex giallorosso.

Nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Porto il tecnico livornese ha optato anche in Champions League per il 4-2-3-1 con il trio di trequartisti composto da Mandzukic-Dybala-Cuadrado alle spalle dell’unica punta Gonzalo Higuain. In mezzo al campo ha schierato la coppia di centrocampisti Pjanic-Khedira con Lichtsteiner-Barzagli-Chiellini-Alex Sandro sulla linea difensiva davanti a Gianluigi Buffon. Dopo un primo tempo avaro di emozioni, la Juventus ha chiuso la pratica nella ripresa in appena tre minuti con la prima rete in maglia bianconera del giovane croato Pjaca e del terzino brasiliano Dani Alves. Ancora una volta le sostituzioni di Massimiliano Allegri sono risultate decisive.

L’equilibratore di Porto-Juventus

Fin dai primi giorni di Vinovo il tecnico della Juventus ha provato Pjanic davanti alla difesa nel 3-5-2, ma all’inizio con scarsi risultati. Il bosniaco è stato schierato anche nel ruolo di trequartista alle spalle dell’unica punta, ma alla fine con il cambio di modulo al 4-2-3-1 Allegri usufruisce della sua qualità in mezzo al campo al fianco di Khedira.

Ma io sono convinto che presto diventerà uno dei migliori al mondo in quel ruolo. È ancora abituato a fare delle giocate diverse da quelle che deve fare da centrale davanti alla difesa. Mi sembra di vedere Hernanes l’anno scorso, quando non aveva mai giocato lì e ora vedendolo giocare in quella posizione è un altro giocatore (Massimiliano Allegri su Pjanic, 13 agosto 2016).

Dopo un periodo di apprendistato e il conseguente cambio di modulo, Pjanic è stato autore di prestazioni di livello assoluto davanti alla difesa in un centrocampo a due.

Dalle pagine della tesi di Coverciano di Allegri possiamo, inoltre, leggere:

Quando si gioca con i due mediani davanti alla difesa e il trequartista, i mediani posti davanti alla difesa sono fondamentali per l’equilibrio della squadra. Essi non devono mai abbandonare la zona centrale del campo, pur accompagnando sempre l’azione non dovrebbero mai farsi trovare sopra la linea della palla sia in fase offensiva sia, a maggior ragione difensiva. Uno dei due deve essere maggiormente dotato delle caratteristiche proprie di un regista, in modo tale da poter fare da punto di riferimento per i quattro difensori nella fase di costruzione dell’azione offensiva. L’altro invece deve sicuramente essere provvisto di una grande dinamicità, di ottima corsa e di un buon colpo di testa.

Sembra già tutto scritto. Pjanic e Khedira sembrano i veri protagonisti della tesi del tecnico livornese.

I movimenti del bosniaco

In fase di possesso palla Miralem Pjanic si abbassa per ricevere palla tra i due centrali della Juventus. I terzini bianconeri, invece, cercano di sfruttare l’ampiezza portandosi sulla linea di centrocampo. La pressione del Porto, però, porta all’errore Sami Khedira che perde il possesso, ma l’ex giallorosso è bravo ad allontanare il possibile pericolo guadagnando una rimessa laterale preziosa.

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La qualità di Pjanic permette di cambiare fronte con un semplice cambio di gioco. In fase di possesso palla la Juventus costruisce dalla retrovie con il solito bosniaco che si inserisce tra i due centrali come da raccordo. L’azione si sviluppa sulla sinistra con Alex Sandro che scambia con Khedira e Mandzukic. Pjanic si alza e riceve la palla: da sinistra si passa a destra con un semplice cambio di gioco possibile grazie alla lucidità dell’ex giallorosso che serve Lichtsteiner che crossa poi al centro. In pochi secondi con pochi tocchi l’azione dei bianconeri si sviluppa occupando tutte le zone del terreno di gioco. Tempi e spazi, Pjanic ha preso in mano la Juventus. 

 

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Il primo gol di Pjaca in maglia bianconera

I numeri di Alex Sandro