Home Editoriali & Approfondimenti Genoa Bistagionale, un telefilm creato da Enrico Preziosi

Genoa Bistagionale, un telefilm creato da Enrico Preziosi

Enrico Preziosi

Dietro l’ennesimo cambio in panchina si nasconde il “tesoro” del Genoa, la prima squadra bistagionale

Quando un attore si stanca del personaggio che lo ha reso famoso arriva il momento di chiudere la storia. Per chi interpreta il protagonista spesso il gioco appare semplice. Rinuncia agli ultimi anni di contratto, sceneggiatori pronti a modificare le ultime puntate per costruire il grande addio e chiusura definitiva del sipario. Alcuni telefilm americani, in particolare ER – Medici in Prima Linea, per salutare i protagonisti che man mano gettavano la spugna lungo i 15 anni di storia immaginavano, oltre ad un eventuale decesso, trasferimenti di lavoro improvvisi (George Clooney) o viaggi alla ricerca di se stessi (Noah Wyle). Ogni volta lo stesso copione. Pianti, abbracci, ricordo dei momenti trascorsi insieme e saluti di commiato. Mattia Perin vive questi momenti da ormai sette anni. È il protagonista di “Genoa Bistagionale” un telefilm che appassiona e che ti tiene incollato allo schermo. Va in onda dal 2010. La prima puntata vede il debutto di Mattia Perin in prima squadra. Poche le possibilità di giocare ma tanto da imparare dal titolare dell’epoca, Eduardo. Nello spogliatoio un mix di giocatori esperti e giovani talenti. Tutti sono felici di essere allenati da Gian Piero Gasperini. Tra i nuovi acquisti Chico, Kaladze, Rafinha, Ranocchia, Boateng, Veloso, Zuculini, Destro, Toni, Rudolf e Zigoni. Insomma nel ritiro austriaco di Neustift l’entusiasmo è palese. Il ragazzino Perin è pronto per la sua avventura.

Il debutto di Mattia Perin

8 novembre 2010: la panchina del Genoa, reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro uscite di campionato, è affidata a Davide Ballardini che ha firmato un contratto sino a fine stagione. Gasperini viene esonerato dopo cinque anni. un divorzio doloroso ma necessario per il presidente Preziosi. Nel frattempo la squadra viene stravolta e Mattia Perin è ancora lì fiducioso di poter finalmente debuttare in serie A. Nel frattempo stringe amicizia con tutti i compagni di squadra. Nel mercato di gennaio arriva il primo scossone. In Liguria approdano Antonelli, Ledesma, Konko, Kucka, Boselli, Floro Flores, Hallenius, Jelenic, Paloschi, Pelè e Federico Rodriguez. Vengono ceduti Modesto, Ranocchia, Tomovic, Cofie, Kharja, Eusepi, Forestieri, Toni, Palladino, Rudolf, Sculli, Zigoni, Hallenius, Zuculini e Ledesma (rescissione). Sei dei nuovi arrivati fanno le valigie dopo pochi mesi. C’è chi non si è integrato, chi aveva instaurato un buon rapporto con compagni di squadra e città e chi invece va via senza lasciare il segno. La stagione sarà anonima. Il Genoa conclude al decimo posto in campionato ma Mattia Perin debutta il 22 maggio 2011, a 18 anni, nella partita Genoa-Cesena (3-2) dell’ultima giornata di campionato.

Il ritorno al Genoa

Come ogni ragazzo talentuoso ha bisogno però di fare esperienza. Prima Padova e poi Pescara sono utili per farsi le ossa. In Veneto Perin gioca da titolare la seconda parte della stagione, collezionando 25 presenze con 39 gol subiti. A fine annata vince il “Serie Bwin Awards” come miglior portiere del campionato. In Abruzzo, questa volta in serie A, Mattia Perin conferma le sue qualità nonostante una stagione disgraziata. Alla diciannovesima giornata, ad esempio, si rende assoluto protagonista della vittoria contro la Fiorentina (0-2) allo stadio Franchi con ben 15 parate, record stagionale in una singola partita per quanto riguarda i cinque maggiori campionati europei (Germania, Francia, Inghilterra, Italia, Spagna). Ma la squadra non gira e conclude il campionato con 66 reti al passivo e la retrocessione. Il Genoa però crede in lui e nella stagione 2013/2014, terminato il prestito al Pescara, diventa titolare.

Gli anni selvaggi

Sono passati due anni dall’ultima volta che è entrato nello spogliatoio del Marassi. Nel frattempo ci sono stati 53 acquisti, 66 cessioni e 7 allenatori, ma ora dicono che il progetto sia davvero ambizioso. In panchina c’è Fabio Liverani, alla sua prima esperienza da allenatore in serie A e con ben due anni a guidare gli Allievi. Il presidente Enrico Preziosi è scatenato e vuole allestire una squadra in grado di stupire. Arrivano Cofie, Tachtsidis, De Maio, Marchese, Gilardino, Acerbi, Biondini, Konatè, Vrsaljko, Lodi, Strasser, Matuzalem, Santana, Gamberini, Antonini, Centurion, Stoian, Calaiò, Fetfazidis e Bizzarri. Bisogna però fare posto a tanti nuovi arrivi e così vengono ceduti 26 giocatori tra cui Destro, lo stesso Acerbi appena tornato da un prestito, Immobile, Tachtsidis (ben cinque milioni per cedere la metà del giocatore), Floro Flores e Valter Birsa. La squadra è pronta per dire la sua nella massima serie. Dura poco. Un mese in pratica. Il 29 settembre Fabio Liverani viene esonerato. Una vittoria, un pareggio e cinque sconfitte (di cui quattro in campionato e una in Coppa Italia). Un bilancio che non soddisfa una dirigenza che crede fermamente nei suoi giocatori.

Fare e disfare. Distruggere e ricostruire

Viene richiamato Gasperini, vero salvatore della Patria. La squadra arriva al 14/o posto, anche grazie ad una scintillante campagna acquisti nella sessione di gennaio. Anche in questo caso Mattia Perin perde altri amici-colleghi. In primis c’è il ritorno tanto atteso di Acerbi, poi Olivera, Cassani, Portanova, ancora Floro Flores, Nadarevic, Matuzalem, Pisano e Manfredini. Però come al solito bisogna fare spazio ai nuovi arrivi e quindi c’è bisogno di sfoltire la rosa. In primis Acerbi (sì è sempre lui, protagonista del tragitto Milan-Genoa-Chievo in dieci giorni netti), Merkel, Piscitella, Anselmo, Canini, Seymour e Sampirisi.  Il ritorno di Gian Piero Gasperini dona stabilità alla squadra. Viene progettata la nuova stagione con obiettivi importanti. Enrico Preziosi sembra voler fare sul serio. Ma bisogna cambiare per migliorare quel 14/o posto dell’annata precedente. Sono 18 i giocatori acquistati, tra questi ci sono Perotti, Izzo, Rincon, Iago, Pinilla, Matri ed Edenilson. A gennaio viene rinforzata la squadra con otto acquisti. Tra i più noti Niang, Pavoletti, Laxalt e Borriello. Nel frattempo vengono ceduti DICIANNOVE giocatori. La cessione più dolorosa è quella di Sturaro, a titolo definitivo alla Juventus. Il campionato però è avvincente. I tanti trasferimenti non scalfiscono i principi di gioco impartiti da Gasperini. Le parate dell’ormai capitano Mattia Perin, i gol di Iago Falque, capocannoniere stagionale e la rinascita di Diego Perotti esaltano i rossoblu.  Alla terzultima giornata il Genoa sale al sesto posto, che difende nei restanti 180′. Il piazzamento varrebbe una qualificazione in Europa League. Un TRIONFO. La conquista di un posto in Europa viene negata per il mancato possesso della licenza Uefa. Doppia beffa. La Sampdoria sostituirà proprio il Genoa. La conclusione di una vicenda davvero paradossale. L’apice si raggiunge all’udienza finale per valutare il ricorso della società per il mancato possesso della licenza. Carlo Bottari, l’arbitro designato dal Genoa, non si presenta. Ufficialmente per motivi familiari. Addio Europa, addio sogni di gloria.

Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini Fonte – Account Twitter @GenoaCFC

Il ritorno di Mattia Perin

Durante l’estate lo sconforto è ancora vivo ma c’è una nuova stagione da costruire. Alla guida ancora Gian Piero Gasperini. Fare e rifare, distruggere e costruire: il mantra di Gasperini. Per il 2015/2016 arrivano numerose e dolorose cessioni. Dopo tutto si è conquistata l’Europa sul campo. Al 2 febbraio saranno 38 i giocatori che svestiranno la maglia rossoblu. Tra l’estate e l’inizio del nuovo anno il Genoa perde Iago Falque, Bertolacci, Niang e Perotti. Importa poco, Gasperini è sinonimo di garanzia e successo. Nel frattempo dopo un grave infortunio Mattia Perin ritorna in campo il 18 ottobre 2015, all’ottava giornata di campionato, nella partita vinta 3-2 contro il Chievo. Il ragazzo trova dei nuovi compagni di squadra ma il suo carattere gli permette subito di fare gruppo. Probabilmente è capitano anche per questo. È il primo ad accogliere i nuovi arrivati e l’ultimo a salutare con dispiacere chi va via. Il portiere si rende protagonista di un’altra ottima stagione. Tutto fila liscio fino a quando il 9 aprile 2016 si procura la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro in uno scontro di gioco con il compagno di squadra Muñoz. L’intervento lo costringe a chiudere anzitempo la stagione, con una prognosi di 6 mesi per il recupero agonistico.

L’erede Juric e l’ennesima rivoluzione

Al termine della stagione, conclusa all’undicesimo posto, l’eroico Gasperini lascia. Ha dato tutto per amore del Genoa. Al suo posto arriva Juric, erede designato dell’allenatore di Grugliasco. Juric è reduce dall’epocale promozione in A con il Crotone ed è pronto a sedersi sulla panchina del Genoa. La società sembra credere nelle capacità del croato e la squadra parte subito forte. Rientra anche Perin. Indossa di nuovo la fascia di capitano ed è felice di tornare a giocare. Due vittorie nelle prime due partite. Poi alti e bassi. Tutto sommato giustificabili per una squadra al primo anno con un nuovo allenatore. Il talento comunque c’è. In estate sono arrivati Ocampos, Renzetti, Ninkovic, Miguel Veloso, Gentiletti, Giovanni Simeone, Orban, Biraschi, Brivio ed Edenilson. I ragazzi rispondono bene. Arriva anche una vittoria prestigiosa contro la corazzata Juventus. Il 3-4-3 di Juric diverte, convince e sorprende. Tutto sembra girare per il meglio. Perin, Izzo e Pavoletti sono inseparabili. Ma i problemi sono dietro l’angolo.

L’8 gennaio il portiere, diventato nel frattempo leader dello spogliatoio, si procura la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Stagione finita per lui. Quando rientrerà non ci sarà più Juric, esonerato da Preziosi. E per l’ennesima volta non ritroverà gli stessi compagni di squadra che ha lasciato. Tanti saluti a Rincon, Ocampos, Pavoletti (proprio lui!), Gakpé, Fiammozzi e Cissokho. I primi tre titolari indiscussi. In cambio ecco la concorrenza di Rubinho, la qualità del riciclato Taarabt, la regia di Cataldi e il dinamismo di Hiljemark. Senza dimenticare gli ennesimi ritorni firmati Palladino e Pinilla. A guidare il gruppo c’è Andrea Mandorlini.

Riuscirà Mattia Perin a conoscere il nuovo allenatore? Quando rientrerà, probabilmente a luglio, quanti dei suoi vecchi compagni di squadra ci saranno? Senza dimenticare il possibile colpo di scena: Perin lascia Genova e continuerà il recupero in un’altra società. In attesa del trailer della prossima stagione, godiamoci le ultime puntate di “Genoa Bistagionale”.

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Classe '85 fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), SEO, copywriter e content manager per passione. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace.