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ancelotti dito medio
Il dito medio di Ancelotti contro i tifosi dell'Hertha/ Fonte: static.fanpage.it

ANCELOTTI DITO MEDIO BUNDESLIGA- Un gesto non certo impeccabile, ma che ha incontrato il sostegno di gran parte del campionato tedesco. Anche i più acerrimi rivali sono al fianco di Carlo Ancelotti.

Tutto nasce nell’immediato post partita di sabato scorso, match in cui fino all’ultimissimo minuto i padroni di casa dell’Hertha Berlino si ritrovavano in vantaggio contro il Bayern Monaco. Come spesso succede, però, i bavaresi sono duri a morire e al 7′ di recupero in seguito ad una mischia in area di rigore riescono a trovare il pari con il solito Lewandowski. Negli attimi successivi al gol succede di tutto: il portiere berlinese calcia violentemente la palla verso gli avversari e da questo gesto scaturisce una scaramuccia che coinvolge diversi giocatori. Se dopo qualche istante però in campo l’agitazione si placa, non accade lo stesso sugli spalti con i tifosi di casa che si lasciano andare a turbolenze ed intemperanze. Ne paga le conseguenze Carlo Ancelotti, insultato durante tutta la partita e bersagliato con degli sputi al rientro negli spogliatoi. Il tecnico italiano, esasperato dalla situazione, si lascia andare ad un dito medio “no-look” verso gli autori degli sputi prima di rientrare poi nel tunnel. Il gesto viene beccato dalle telecamere e Carletto diventa subito il fulcro della discussione nell’ambito del “gossip” calcistico teutonico.

Tutti con Carlo

Intervistato nel post-partita, Ancelotti non nasconde la sua frustrazione e ammette il gesto, giustificandolo come reazione agli sputi ricevuti. Come è giusto che fosse, l’allenatore viene indagato dalla Federazione e convocato per rilasciare la sua versione dei fatti in attesa della sentenza finale.  Nel mentre, si sono fatti sentire a riguardo altri protagonisti più o meno “illustri” della Bundes, esprimendo la loro opinione sulla questione. Critiche? Giudizi negativi? Accuse? Tutt’altro…Tutte gli allenatori o dirigenti interpellati si sono schierati apertamente al fianco di Ancelotti. Il primo a commentare è stato proprio colui che dovrebbe essere il più acerrimo nemico di Carletto, vale a dire il direttore generale del Borussia Dortmund Watzke. Il dirigente ha detto di comprendere perfettamente ciò che ha fatto il tecnico, condannando fermamente una tipologia di comportamento da parte dei tifosi a dir poco ingiustificabile. Dello stesso avviso sono stati colleghi come Hecking del Borussia Moenchengladbach e Hasenhuttl del Lipsia: “Al suo posto probabilmente avrei fatto lo stesso” ha affermato il primo, “Io solitamente sono calmo, ma se mi avessero sputato forse avrei fatto anche di peggio” ha sentenziato il secondo. Insomma, chi si aspettava ramanzine e moralismi è rimasto fortemente scottato. Specialmente per il fatto che, al termine dell’indagine, la Federazione tedesca ha deciso di assolvere del tutto l’allenatore italiano.

Are we human?

L’epilogo della vicenda fa riflettere sul tipo di approccio di un campionato che fa del coinvolgimento delle persone nello sport e nella punizione delle irregolarità una vera e propria priorità. Il dito è stato puntato primariamente contro gli autori della provocazione e soltanto poi sulla reazione, in ogni caso fugace e distinta pur nella sua volgarità. La reazione dei colleghi è stata chiara: chiunque al suo posto avrebbe reagito, anche se non necessariamente in quel modo. Il messaggio è diretto verso coloro che gradiscono giudicare da lontano senza mettersi nei panni di chi subisce un determinato tipo di offesa e che, pur conscio di essere un modello per chi osserva dall’esterno, si ritrova a provare emozioni contrastanti talvolta cedendo all’istinto. Ben diverso è invece il giudizio per chi la “rissa”, virtualmente parlando, se la va a cercare, attaccando briga sui social o rispondendo per le rime ai tanti leoni da tastiera che imperversano sul web. Quando si può, è necessario rimanere freddi e distaccati cercando di capire ciò che si rappresenta prima di scadere in reazioni che comunque possono starci nella vita di tutti i giorni. Quando si vedono invece reazioni “da campo” che, seppur evitabili, risultano essere in un certo senso genuine e di “auto-difesa”, talvolta si può anche by-passare il giudizio severo, cercando di capirne l’origine e la natura.  Il problema è sempre alla base e forse, perché no, vedere il dark side di personaggi abitualmente muniti di una certa aplomb può aiutare a ricordarci che nonostante tutto, a prescindere dal ruolo ricoperto, tutti noi rimaniamo esseri umani.

 

 

 

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