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Domani andrà in scena il derby di Siviglia, uno scontro tra Yin e Yang

A Siviglia le 16.15 sono ancora l’ora della siesta, nonostante d’inverno il sole sia più sopportabile rispetto alla primavera o all’estate. Tuttavia, possiamo star sicuri che questo sabato i tifosi di Betis e Siviglia saranno contenti di mancare l’appuntamento con la più tipica tradizione locale, fatta eccezione per il consumo di birra e tapas. Perché un derby di Siviglia è un’esperienza mistica, paragonabile a quella di poche altre stracittadine del mondo del calcio. La grande rivalità sulle sponde del Guadalquivir è oggi esacerbata dalle due condizioni totalmente differenti in cui stanno vivendo le due squadre: il Betis, che oggi gioca in casa, non ha più molto da chiedere alla stagione e, anzi, deve stare attento a non scivolare pericolosamente nelle retrovie, nonostante i giochi per la caduta in Segunda División sembrino già fatti.

Una partita a sé stante

Vista la situazione in classifica, è palese che per il Betis si tratti di una partita a sé stante che vale il prestigio della stagione, situazione ricorrente per le squadre che non hanno nulla da chiedere al campionato. Per il Siviglia, al di là dello scalpo dell’eterno rivale, si tratti di tre punti fondamentali per continuare a disturbare la lotta a due tra Real Madrid e Barcellona, che quest’anno hanno sofferto tantissimo contro gli uomini di Sampaoli, che si trovano a sole tre lunghezze dai merengues capolista – con una partita da recuperare a Vigo – e a due dai blaugrana, che domenica faranno visita all’Atletico Madrid e potrebbero essere stati scavalcati momentaneamente.
Il derby del Villamarín avrà quindi i connotati di una battaglia solitamente importante ma arricchita dalle ambizioni dei sevillistas, che dopo tre anni di gloria in Europa League vogliono affermarsi in Champions. Il Betis potrà però contare sul calore del pubblico di casa, di quel flamenco rombante del quartiere di Triana, che è stato la molla del recupero di Dani Ceballos, uno dei prospetti più interessanti tra i giovani spagnoli del momento.

Squadra vs individualità

Ed è proprio la presenza di Ceballos, che con Rubén Castro e Joaquín – assente – è uno dei pilastri della squadra di Víctor, rende l’incontro un’esemplificazione perfetta delle due realtà sivigliane. Il Betis è un revolver con pochi proiettili indipendenti, una squadra che ancora non ha sviluppato un gioco corale ma vive di spari isolati dei suoi principali elementi. Il Siviglia, invece, è ormai da mesi impregnato nella filosofia liquida di Sampaoli fatta di audacia, pressing e velocità.
Sarà uno scontro tra Yin e Yang, in una di quelle cornici che appiattiscono le differenze qualitative e livellano i valori medi in campo. L’andata finì 1 a 0 per il Siviglia al Sánchez Pizjuán. Cinque mesi dopo, si è steso un fossato da Nervión a Triana. Ma chissà che il potere elettrico del derby più caloroso di Spagna non permetta ai biancoverdi di zittire l’altra parte di Siviglia, quella metà ultimamente troppo vincente e, soprattutto, rumorosa.

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