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Sandro Mazzola e Gianni Rivera

Mazzola doping combine – Sandro Mazzola rivela alcuni segreti scottanti legati alla sua esperienza all’Inter al Mondiale di Messico ’70

Clamorose rivelazioni da parte di Sandro Mazzola, uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex bandiera nerazzura ha rilasciato dichiarazioni non di poco conto riguardo il leggendario ciclo vincente sotto la guida di Herrera e persino sui mondiali di Messico ’70 e Germania ’74. In merito agli anni in nerazzurro, Mazzola ha parlato di doping e di alcune pratiche ricorrenti nel calcio di quegli anni, prima di sottolineare come “Il vero doping del Mago era psicologico”.

È vero. Ci dava una pastiglietta, che noi sputavamo. Così cominciò a scioglierla nel caffè. Non ne sentivo alcun bisogno, ma erano pratiche correnti nel calcio dell’epoca.

Sempre in tema Inter, faranno discutere i tifosi della Beneamata alcune dichiarazioni di Mazzola riguardanti Luciano Moggi.

Luciano Moggi è un genio. Ruppi con Massimo Moratti perché mi ero accorto che Moggi era diventato il suo consigliere: gli dava dritte interessate sui calciatori da prendere, gli faceva credere che sarebbe venuto all’Inter.

UN MUNDIAL “COMBINATO”

Fanno specie anche le rivelazioni circa il Mondiale di Messico ’70, una competizione passata alla storia per il mitico Italia-Germania 4-3 e sul quale lo stesso Mazzola rischia di gettare del fango difficile da raschiare via. Mazzola ammette infatti di aver concordato un pareggio con l’Uruguay per assicurarsi la qualificazione al termine della prima fase.

Noi avevamo battuto la Svezia, con una ciabattata di Domenghini, come scrisse Brera, loro avevano sconfitto Israele; con il pareggio eravamo tutti qualificati. Venne il loro capitano a dirmi: “Hombre, hoy nosotros empatamos” (Oggi pareggiamo ndr). Avvertii gli altri: con l’altura, fu un sollievo per tutti, a parte Bertini, che voleva sempre vincere, anche le partitelle. Cominciò a correre e a picchiare come un matto. Gli uruguagi erano furibondi: “Este hombre está loco!”.

Non è tutto. Mazzola svela di aver personalmente tentato di mettersi d’accordo con la Polonia quattro anni più tardi, questa volta senza successo.

È così. Perdevamo 2 a 0, loro erano già qualificati. Proposi di organizzare un’amichevole in Italia, con incasso ai polacchi. Parlai in inglese con Deyna, il capitano. Disse sì. Ma dalla grinta con cui si avventarono nel secondo tempo, capimmo che non c’era niente da fare.

 


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