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Borussia Dortmund-Real Madrid - Champions League 2016/17
Borussia Dortmund-Real Madrid - Champions League 2016/17

Morata Real Madrid – Nonostante il suo scarso impiego da parte di Zidane, Alvaro Morata si sta rivelando il giocatore più decisivo del Real Madrid.

Con ogni probabilità Alvaro Morata si immaginava in modo totalmente differente la sua seconda vita all’ombra del Santiago Bernabeu. Non fosse altro per il lungo tira e molla che lo ha riportato al Real Madrid, dopo un biennio alla Juventus in cui si era imposto all’attenzione mondiale per la sua capacità di esaltarsi nelle grandi notte europee. Un dna da uomo-Champions, un diritto di recompra esercitato con forza e un allenatore che già lo aveva conosciuto ai tempi di Ancelotti: la giusta ricetta per ipotizzare un ritorno da galactico vecchio stile.

Numeri indiscutibili

Le statistiche del Morata-bis non sono poi così lontane da quelle di un galactico vero e proprio. 1265 minuti giocati e 12 reti all’attivo, una ogni 105 minuti tra tutte le competizioni. In campionato vanta la miglior media goal della squadra con una marcatura ogni 93 minuti (Cristiano Ronaldo si ferma ad una ogni 104 minuti) ed in Champions League scende ad un goal ogni 75′ minuti.

Morata ha inoltre deciso l’ultima partita vinta dal Real Madrid contro il Villarreal. Una partita che potrebbe passare alla storia in quanto decisiva per la corsa al titolo ma che sicuramente finirà negli annali per almeno un paio di motivi: il primato raggiunto da Cristiano Ronaldo per numero di rigori trasformati in Liga (57, staccato Hugo Sanchez) ed il record eguagliato dal Real Madrid per numero di partite di campionato consecutive con almeno una rete all’attivo (44, come il Barcellona tra il 1942 e il 1944).

Ma non è tutto: grazie alla rete di Morata a 7′ dalla fine, il Real ha vinto per la terza volta nella propria storia una partita che stava perdendo con due reti di scarto a mezz’ora dal fischio finale. Non accadeva dal 1965 sul campo del Saragozza. Grazie al punto del definitivo 3-2, Morata ha portato ad otto il numero di reti segnati nella Liga 2016/2017. Otto come i punti che questi goal sono valsi alla causa madridista, più di qualunque altro giocatore a disposizione di Zidane. Senza le reti di Morata infatti, il Real Madrid oggi avrebbe 47 punti (con una gara in meno) e sarebbe quarta posizione, a -7 dal Barcellona.

Pourquoi, Zizou?

La realtà però parla di un Morata che, guardando al futuro, ha fatto un tuffo nel passato. Per la seconda volta in carriera infatti l’attaccante spagnolo sta vivendo da comprimario l’esperienza nel club che lo ha formato, lanciato, ceduto e poi ripreso. Eppure l’inizio di stagione sembrava l’incipt di una di quelle favole a lieto fine: un esordio opaco in Supercoppa Europea, il ritorno al goal e soprattutto la reconquista del Bernabeu con la rete a tempo scaduto che sentenzia lo Sporting Lisbona alla prima stagionale in Champions League dei campioni in carica.

Pare però che nella testa di Zidane ci sia ancora la brutta prestazione in Supercoppa, visto e considerato che nel corso della stagione Morata ha visto il campo sì 30 volte, ma solo 12 da titolare e solo 3 senza essere sostituito prima del 90′. A parziale giustificazione del tecnico francese c’è la caratura tecnica della rosa a propria disposizione. Al posto di Morata gioca spesso e volentieri un certo Karim Benzema, che comunque segna in generale un goal ogni 160′ e in Champions League uno ogni 100′. Certo è che i numeri di Morata non possono essere ignorati. Presto o tardi Zidane dovrà fare i conti con il rendimento dello spagnolo ed evitare un suo secondo addio alla capitale. A Torino, del resto, lo accoglierebbero a braccia aperte.


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