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San paolo

Il Napoli prova a dimenticare l’Atalanta, ma allo Juventus Stadium i precedenti sono a senso unico

Dimenticare l’Atalanta, ritornare a sfiorare la perfezione e fare risultato. Il Napoli è chiamato ad una triplice missione nella semifinale di andata di Coppa Italia. La deludente prestazione nell’ultima di campionato è un colpo duro da digerire per i tifosi e per il gruppo ma nel giro di poche ore gli azzurri dovranno recuperare le energie, oltre a ritrovare carattere, meccanismi e personalità. Solo così sarà in grado di giocare alla pari contro la corazzata Juventus. Si gioca allo Stadium e già questo per gli uomini di Sarri rappresenta più di un ostacolo. Lo dicono i precedenti. Il Napoli ha sempre perso nella casa della Juventus. Sei partite sin qui disputate, due gol e quattordici incassati. Uno strapotere schiacciante dei bianconeri che non perdono in casa da 43 gare. Il Napoli è chiamato quindi ad invertire la tendenza e ritrovare soprattutto se stessa. Troppo sottotono le ultime uscite, troppo timidi per sperare di vincere un trofeo. Quello l’obiettivo dichiarato palesemente da Maurizio Sarri. Turnover o meno, il Napoli presenta qualche problema inaspettato considerando la scorsa stagione. A partire dalle partite casalinghe.

Un San Paolo terra di conquista

Prestazioni deludenti, difesa sistematicamente battuta e un bilancio interno da metà classifica. Sullo sfondo le continue polemiche tra De Laurentiis e De Magistris. Mai come in questa stagione, lo stadio San Paolo è diventato un vero e proprio problema per il Napoli. In attesa delle prossime puntate della telenovela che coinvolge sindaco e presidente, è palese ormai l’incapacità degli azzurri di fare risultato tra le mura amiche. Dodici punti persi al San Paolo, gli stessi che distanziano il Napoli dalla Juventus. Bianconeri a punteggio pieno in casa, come la Roma che all’Olimpico ha ricostruito le sue certezze. Tendenza inversa per gli azzurri che in casa hanno racimolato 30 dei 42 punti messi a disposizione e subito ben 16 gol. A guardare i numeri il gap con Juventus e Roma è tutto lì. Perché a prescindere dal bel gioco, alla fine contano sempre e comunque i risultati. Questione di testa diranno i difensori di Sarri costretto a fare i conti con un difetto inevitabile per un gruppo giovane, incapacità di gestire partite complicate o di mutare in corso d’opera sostengono i detrattori dell’allenatore toscano. Come al solito la verità sembra stare nel mezzo. E non c’è Rog che tenga. Più probabile quindi una somma di fattori. Da fortino a terra di conquista, un destino beffardo da mutare quanto prima. Anche perché il caro vecchio San Paolo non può assolutamente sfigurare davanti ai blancos di Madrid.

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