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Mario Gotze, sic transit in gloria mundi

Gli allori appassiscono, così come le medaglie, pur d’oro, prendono polvere nelle bacheche o negli scaffali, e per alcuni finiscono per essere addirittura merce da rigattiere. La carriera di Mario Gotze potrebbe essere illustrata così, perché da quando il trequartista col viso da bambino ha deciso il Mondiale 2014 al Maracaná, mica uno stadio qualsiasi, la sua parabola è paragonabile a un ruzzolare continuo e fremente a valle di chi era arrivato in cima all’Everest. La gloria, che non è parente della fortuna, ha chiesto un pesante dazio al calciatore tedesco, che dopo aver collezionato solamente 11 presenze nella stagione in corso, in un Borussia Dortmund dove era tornato per fare da protagonista, è stato messo in naftalina a tempo indeterminato per degli indefiniti problemi di metabolismo. Una botta non da poco per chi ancora deve compiere 25 anni ed in passato è stato criticato per la sua tendenza a ingrassare.

Da Klopp a Guardiola

Uno dei principali talenti tedeschi degli ultimi anni, che aveva incarnato come pochi lo spirito ribelle e rock n roll del Borussia Dortmund di Klopp che in finale della Champions League 2012-13 aveva quasi fatto lo scherzetto al Bayern Monaco, si era lasciato tentare, come quasi tutti, dall’offerta del padrone incontrastato della Bundesliga. Il desiderio di entrare nell’elite del calcio mondiale e di essere allenato da un certo Pep Guardiola furono le principali motivazioni del gran ‘tradimento’, ma hanno finito con l’essere le principali cause del suo declino. Al Bayern, infatti, Mario non avrebbe trovato mai il protagonismo di Dortmund, oltre a essere snaturato nel ruolo di falso nueve proprio dal tecnico che lo aveva cercato, facendo sborsare ai bavaresi 37 milioni di euro, cifra che lo rende il secondo calciatore tedesco più caro di sempre alle spalle di Mesut Ozil, passato per 50 milioni dal Real Madrid all’Arsenal. Dal viso dolce ma dal talento poco avvezzo a essere incasellato come un alfiere in una scacchiera, Götze rimase sui suoi standard realizzativi e di gioco solamente nella stagione 2013-14, per poi scivolare sempre più in basso nelle gerarchie di Pep, mentre al contempo partivano raffiche di critiche per l’aumento del suo peso.

Buco giallonero

Il grido di richiamo del Borussia l’estate scorsa ha attraversato i 600 km che separano la Ruhr dalla Baviera e il giovane Mario ha deciso di tornare dove aveva suonato le prime note di successo. Con Tuchel e le sue rivoluzioni tattiche e verticali sembrava che il cammino di Götze potesse essere di nuovo in discesa, ma dopo 11 presenze e solamente 1 gol e 1 assist ecco che il club comunica ufficialmente che colui che ha regalato alla Mannschaft il quarto titolo di campione del mondo sarà indisponibile senza una data di ritorno orientativa. Una batosta severa e dolorosa per una delle più belle speranze del calcio teutonico, che ha paradossalmente iniziato ad arrancare proprio dopo il gol più importante della sua vita. Arrivato allo zenit a 22 anni, non è riuscito a mantenersi saldo in vetta ed è crollato di un colpo. Proprio come una rock star.

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