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Eduardo
Eduardo - FOTO: account ufficiale Twitter Chelsea

Eduardo portiere Genoa – L’estremo difensore lusitano disastroso al Genoa ma vincente altrove, anche se (quasi) mai da protagonista.

Generalmente è complicato, se non molto raro, trovare portieri che abbiano deluso ampiamente le aspettative durante la loro carriera. Più che altro per un fattore statistico: i giocatori di movimento, dovendo adempiere a maggiori e più numerosi compiti, molto spesso finiscono per commettere in carriera svariati errori. Non che i portieri siano esenti, certo. Ma l’estremo difensore, di solito, segue una parabola più lineare: o risulta immediatamente un predestinato, oppure – come fin troppo spesso accade – si riserva l’opportunità di emergere solo a tratti, restando bloccato in una spirale di mediocrità. Il destino del portiere lusitano Eduardo dos Reis Carvalho, conosciuto semplicemente come Eduardo, è stato invece più beffardo: come pochi altri eletti prima di lui – pensiamo, ad esempio, a Dida e Bosnich – il calciatore aveva fatto trasparire qualità immense, alle quali andava abbinata “solamente” la definitiva consacrazione. Una consacrazione, però, che non è mai arrivata. E che ha trovato in Italia la sua totale disaffezione.

Dominatore lusitano e Mondiale

Di solito “nemo propheta in patria” – lo ha insegnato anche Sam Dalla Bona – ma Eduardo, rispetto a molti altri colleghi, nel suo Paese d’origine è riuscito a fare davvero benissimo. Cresciuto nello Sporting Braga, gioca i primi anni di carriera nel Beira Mar e nel Vitoria Setubal. Proprio in quest’ultima squadra vince il primo trofeo della sua carriera, la coppa di Lega portoghese. Peraltro, Eduardo è estremamente decisivo per l’affermazione della sua squadra, poiché riesce a parare addirittura tre rigori nella lotteria finale.

Torna così da vincente al Braga, club nel quale cattura anche l’Intertoto. Ma è al Mondiale del 2010 che Eduardo incanta le folle di appassionati: il portiere portoghese si dimostra il migliore dei suoi, nonché uno dei più forti estremi difensori del panorama calcistico. Anche grazie a lui, il Portogallo palesa una difesa di ferro e verrà eliminato soltanto dalla Spagna, poi vincitrice del torneo. Ovviamente, a suon di parate, Eduardo si è guadagnato la stima e l’attenzione di tanti club europei, tra cui quelle del Bayern Monaco. La strada verso la gloria lo porterà però in Italia, al Genoa. Purtroppo, con risultati alquanto sconcertanti.

Papere, saponette e una tragica storia

Eduardo viene acquistato dal club ligure, che gli concede un ingaggio di un milione a stagione. I tifosi rossoblu e gli addetti ai lavori mostrano grande ed incauto entusiasmo: il campionato italiano si è aggiudicato il numero 12 nel Ranking dei portieri FIFA del 2010, nonché uno dei prospetti più interessanti degli ultimi anni. Purtroppo, Eduardo si rivelerà essere un disastro totale: il portiere, che già al Braga aveva palesato comunque qualche limite, mascherato però dalle prestazioni spesso sublimi, si renderà protagonista di alcune papere d’antologia, come ad esempio quelle contro Inter, Juventus e Milan – sul gol di Ibrahimovic fu addirittura preso di mira da Preziosi in persona – o anche contro l’Udinese. L’allenatore Ballardini fa di tutto per proteggerlo, dichiarando spesso in conferenza stampa di credere in lui. Il giocatore sembra però irriconoscibile rispetto a qualche mese prima e la disastrosa stagione – di cui vi forniamo contenuto video – si chiuderà con 45 gol presi in 37 presenze di campionato.

Lo stesso Eduardo, ragazzo parso forte in campo quanto evidentemente fragile a livello emotivo, avrebbe chiesto spesso durante la stagione, secondo spifferi giornalistici, di voler essere ceduto per non fare più brutte figure. Nonostante questo, però, i tifosi non gli hanno mai voltato le spalle, additandolo come un ragazzo dal cuore d’oro, serio, una brava persona. Forse anche per via di un passato tragico vissuto dal portiere: come rivela La Repubblica a 16 anni Eduardo, insieme al padre, è stato vittima di un incidente stradale mentre andava a comprare guantoni nuovi con il genitore. Lui si è salvato, volando dal finestrino durante l’impatto. Il padre, sfortunatamente, non ce l’ha fatta. Non ci si stupisce, dunque, dell’eccessivo tatto e delle paure che possono cogliere un ragazzo dopo errori grossolani come quelli commessi nella sua sola stagione in Serie A. Unica, perché il Genoa deciderà di cederlo dopo appena un anno, senza più dargli un’altra chance.

Ricostruire la carriera non basta

Eduardo torna quindi in patria: lo compra il Benfica in prestito con diritto di riscatto, fa il secondo portiere. Ironicamente, nell’unica partita giocata in campionato riesce pure a prendere gol. Vince però nuovamente la coppa nazionale. Nonostante il nuovo titolo conquistato, i Dragoni non riscattano il giocatore. Il Genoa lo manda quindi a giocare in Turchia, nell’İstanbul Büyükşehir Belediyesi Spor Kulübü – ammettiamo il copia/incolla -, dove almeno ritorna ad essere titolare. Ancora una volta, però, non arriva il riscatto, bensì un terzo prestito: il figliol prodigo torna al Braga, sempre per giocare. La seconda venuta però non è fortunata come la prima e anche il club che lo ha lanciato preferisce lasciarlo al suo destino.

Il contratto con il Genoa scade, dunque Eduardo è libero di accasarsi al progetto che ritiene più interessante. La sua scelta ricade sulla Dinamo Zagabria. Una scelta che si rivelerà vincente: per due stagioni Eduardo è il titolare del club e vince due campionati croati di fila. Inoltre, a livello morale, ottiene un’altra grande rivincita conquistando – non da titolare – l’Europeo del 2016 con la Nazionale. Poi, abbastanza clamorosamente, arriva una richiesta da un top club: il Chelsea lo vuole come portiere di riserva. E il portoghese, forse attratto sia dal blasone della società che dalla possibilità di ottenere un ingaggio importante, accetta. Attualmente Eduardo fa quindi parte della rosa dei Blues e, probabilmente, vincerà il suo terzo campionato da calciatore. Una scelta di vita comprensibile, anche perché il lusitano è ormai a fine carriera.

Eduardo
Eduardo – FOTO: account ufficiale Twitter Chelsea

E così Eduardo, nonostante la tragica adolescenza e un’esperienza italiana drammatica, ha ottenuto un lieto fine. Difficilmente, però, ci si ricorderà di lui per le vittorie conquistate in disparte, senza mai essere decisivo, per merito di altri. Nonostante i guai calcistici causati al Grifone, siamo però certi che i tifosi del Genoa vogliano ancora bene ad Eduardo, ragazzo portoghese che ha sacrificato fin troppo per assecondare la sua passione. E che, sembra il caso di ammetterlo, ha comunque scritto il suo nome nella storia del pallone.