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Di Natale e Sanchez nell'esaltante stagione dell'Udinese 2010-11 FOTO@Zimbio

Di Natale Napoli – La bandiera dell’Udinese ha raccontato il suo tormentato rapporto con il Napoli.

In molti si sono chiesti perché, quando l’Udinese doveva affrontare il Napoli – specialmente allo Stadio San Paolo – capitan Di Natale figurasse molto spesso fra gli indisponibili. In molti hanno parlato di una storia di mafia, di una paura di Di Natale di tornare nella sua Napoli. L’attaccante, dopo il ritiro, ha finalmente rivelato la sua versione dei fatti a Radio CRC: “Fare goal a Napoli era come segnare a mio fratello ed è per questo era meglio evitare. Sono napoletano e amo Napoli, ma quella maglietta per me era troppo pesante e avevo paura di non fare ciò che invece ho fatto, ma sono un grande tifoso del Napoli”. Dichiarazioni destinate a far discutere, soprattutto ad Udine dove Di Natale è stato capitano e bandiera. La sua città adottiva rimane comunque sempre nel cuore: “Grazie all’Udinese ho disputato 2 Mondiali e un Europeo, ho giocato la Champions e non credo che potessi chiedere di più. Forse in un’altra squadra avrei potuto vincere di più, ma ho scelto Udine anche perché la mia famiglia stava bene”.

Ma chi è l’erede di Di Natale? Totò ha le idee chiare: “Lorenzo Insigne, deve solo trovare la via del gol con più continuità. È cresciuto e quest’anno sta vedendo anche di più la porta. Sta dimostrando di essere un grande giocatore per il Napoli e credo che se Ventura gli darà la possibilità, farà bene anche in Nazionale”.

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