SHARE
Gagliardini Inter, fonte: Twitter @inter

È sempre più Inter-Nazionale: i nerazzurri sono i più rappresentati fra i convocati di Ventura

Un pareggio amaro che allontana sempre più la speranza di un posto nella prossima Champions League, proprio in concomitanza di un evento a suo modo storico, segno tangibile di una rivoluzione silenziosa in grado di rappresentare il punto di svolta verso un futuro da protagonista. Bloccata sul 2-2 da un Torino mai domo, l’Inter di Stefano Pioli ha visto arrestarsi la sua scalata a una classifica che resta deficitaria soprattutto per via di un girone di ritorno ben al di sotto delle proprie possibilità. Difficile a questo punto stabilire quanto conti un risultato negativo nella costruzione di un progetto sportivo vincente, nelle intenzioni della nuova proprietà cinese, capace di riportare il club nerazzurro ai vertici del calcio italiano ed europeo. Non certo un’impresa semplice, eppure, dando un’occhiata alle convocazioni del ct Gian Piero Ventura per i prossimi impegni della Nazionale con Albania e Olanda, si scopre come il gap nei confronti della Juventus si sia improvvisamente annullato.

Sono 4 i calciatori dell’Inter convocati dal ct Gian Piero Ventura per i prossimi impegni dell’Italia. Era dal 2003 che il club nerazzurro non “prestava” così tanti giocatori alla Nazionale Fonte – @Vivo_Azzurro

INTER-NAZIONALE

D’Ambrosio, Gagliardini, Candreva, Eder. Per la prima volta dal lontano 2003, l’Inter torna ad essere il club più rappresentato in Nazionale, al pari della Juventus che risponde con Buffon, Barzagli, Bonucci e Rugani. Per nulla scontato vista la vocazione internazionale insita nel nome e nello spirito del club nato nel 1908 dalla scissione avvenuta all’interno del “Milan Cricket and Football Club”, il ritrovato primato dimostra nei fatti le intenzioni della famiglia Zhang di invertire la tendenza rispetto agli anni di presidenza Moratti, gli stessi in cui si è assistito pian piano alla scomparsa di calciatori italiani dalla rosa della prima squadra.

Allo zoccolo duro capace di rappresentare quel senso di appartenenza necessario a raggiungere successi e traguardi mai banali, e per questo più volte evocato da osservatori e addetti ai lavori, si era preferito contrapporre l’antica filosofia dei padri fondatori della società. Non è un caso infatti che le divergenze di opinioni che portarono alla spaccatura definitiva derivassero dalla volontà di alcuni soci di accettare anche giocatori stranieri, piuttosto che soltanto italiani. C’era una volta la grande Inter (quella per intenderci di “Sarti, Burnich, Facchetti…”), formazione leggendaria ancora oggi scolpita nella memoria calcistica, distante anni luce dalla squadra che Pioli è sapientemente riuscito a ricostruire dalle ceneri dei suoi predecessori, attingendo dalle qualità dei giocatori di casa nostra.

“La filosofia parla chiaro: puntiamo sui grandi giocatori senza guardare la nazionalità. Quello che è importante è essere consapevoli della maglia che si indossa e difenderla. Conta tenere alto l’onore dell’Inter. Poi, è un bene, anche in ottica nazionale, puntare sui giovani italiani”, Javier Zanetti

SERBATOIO NERAZZURRO

Dopo la dolorosa conclusione dell’era di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale, eliminata dalla Germania ai quarti di finale dell’Europeo 2016, il ciclo inaugurato da Ventura si è posto sin da subito come obiettivo principale quello di rinnovare un gruppo ormai parecchio avanti con gli anni. Un passaggio delicato, reso tuttavia più semplice dalla costante presenza di elementi in grado di rappresentare la necessaria continuità con il recente passato, favorendo il graduale inserimento dei tanti giovani di talento ormai pronti al battesimo azzurro. In questo senso, saranno presumibilmente Candreva e Eder – rispettivamente 44 e 20 presenze con la maglia della Nazionale – a guidare Gagliardini e D’Ambrosio per i corridoi di Coverciano. Il giovane centrocampista arrivato nel mercato di gennaio dall’Atalanta (10 presenze e 2 gol in maglia nerazzurra) è alla sua seconda convocazione, senza aver avuto la possibilità di scendere in campo.

Esperienza e versatilità sono invece le caratteristiche che un giocatore come D’Ambrosio, alla prima chiamata in assoluto, può garantire in questo particolare momento storico, lo stesso in cui si fa fatica a trovare valide alternative nel ruolo di terzino. “Eder e Candreva c’erano già, Gagliardini si è ritagliato lo spazio nell’Atalanta, di novità c’è solo D’Ambrosio. Anche se ha 27-28 anni per me è un messaggio: chi sta facendo bene in A non ha preclusioni”, ha detto Ventura a proposito dei quattro moschettieri nerazzurri, orgoglio ritrovato di un club che vuol tornare grande puntando sul made in Italy.

SHARE