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Marko Pjaca - Croazia
Marko Pjaca - Croazia

PJACA INFORTUNI FIFA – Dal nuovo crack di Marko Pjaca allo stop di Manolo Gabbiadini, passando per i vari Reina, Arda Turan e Coleman, se ne sono viste di tutti i colori nell’ultima settimana dedicata alle nazionali. Le sfide internazionali tengono infatti con il fiato sospeso molti appassionati, mentre a far preoccupare i tecnici e gli addetti ai lavori è soprattutto l’incidenza del numero degli infortuni, decisamente in aumento negli ultimi mesi. Non è solo la Juventus a leccarsi le ferite in questo mercoledì di calcio permeato dalle cronache internazionali. La notizia della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro di Marko Pjaca fa il “paio” con quanto succede anche all’estero dove il Barcellona – prossima avversaria di Champions League dei bianconeri – perde Arda Turan per problemi al pube. I casi non sembrano però isolati: Seamus Coleman potrebbe star fuori addirittura un anno per via dell’entrata killer di Neil Taylor; tornando invece entro i confini italiani, a rimetterci dall’uscita per le nazionali sono Luis Muriel (noie muscolari, a rischio la sua presenza contro la Fiorentina in campionato), Pepe Reina (escluse lesioni al polpaccio, si attendono aggiornamenti nei prossimi giorni) e Manolo Gabbiadini (problema muscolare).

Il programma di protezione della Fifa per gli infortunati: come funziona e i dati sui rimborsi

Il FIFA Protection Program, abbozzato appena un anno fa dalla Federazione Internazionale con un semplicistico “programme”, è un sistema di salvaguardia dai possibili inconvenienti che potrebbero capitare ad un giocatore quando chiamato a rappresentare la propria nazione. Qualora infatti un singolo avesse riportato un infortunio durante la “chiamata”, la FIFA è pronta a mettere mano al portafogli per sostenere il club di appartenenza, in questo senso visto come destinatario del “danno”. Un’iniziativa importante quella portata avanti dall’organo federale internazionale, che si prefigge così l’idea di offrire un “ammortizzatore sociale” alle società in difficoltà, e che fino al 2018 potrà contare su un fondo di circa 80 milioni di € annui.

Non tutti però riescono accedere a questo benefit – se così può essere definito premettendo l’infortunio del giocatore -, infatti il FIFA Protection Program si attiva a partire dai 28 giorni successivi allo stop per infortunio qualora esso perdurasse. Non solo, esistono dei limiti di compenso introdotti al fine di non decimare anzitempo il fondo: i club non possono infatti superare i 7,5 milioni di rimborso annuali e i 20.548 euro giornalieri per ogni calciatore; mentre l’importo vero e proprio viene calcolato dividendo l’ingaggio lordo per 365 e poi moltiplicando per i giorni di assenza per infortunio.

SODDISFATTI O RIMBORSATI

Poco dell’uno e altrettanto dell’altro, verrebbe da dire e pensare. Se un calciatore non incorresse in un infortunio di durata superiore ad un mese il club di proprietà non accederà infatti ad alcun rimborso. Nel numero di coloro che sono riusciti ad ottenere ingenti somme dalla FIFA nella stagione corrente ci sono diverse squadre militanti in Serie A: il Milan è stata la società più rimborsata d’Italia per via dell’infortunio di Riccardo Montolivo (circa 1,972 milioni di € ad oggi), il Napoli che ha perso per buona parte del campionato Arkadiusz Milik (1,195 milioni). Adesso tocca alla Juventus bussare alle porte della Federazione: i bianconeri dovranno fare a meno del gioiello croato per circa sei mesi, ma il rimborso si articolerà solo sulla base dei giorni ufficiali di stagione per club (termine prossimo 28 maggio), motivo per cui la Vecchia Signora si vedrà detratta una buona fetta di indennizzi derivanti dal periodo estivo. Ad ora, solo per quanto riguarderebbe l’annata in via di conclusione, l’ammontare del risarcimento per l’infortunio di Pjaca si attesterebbe intorno ai 315mila €.

Stefano Mastini  

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