L’Italia che cambia: la necessità di due moduli per guadagnarsi la Russia

L’Italia che cambia: la necessità di due moduli per guadagnarsi la Russia

ITALIA NAZIONALE MODULO – Ventura ha voluto sottolinearlo sin dalla conferenza stampa: bisogna imparare bene a giocare con almeno due moduli. Il lavoro del ct si è visto in maniera evidente in queste due partite ed i due sistemi di gioco offrono possibilità e vantaggi differenti. Spesso si dice che il modulo conti poco e che a fare la differenza sia l’approccio alla gara. Vero, ma è innegabile che 4-4-2 e 3-5-2 siano una buona vetrina per il tipo di partita che si ha intenzione di giocare. Se il 4-4-2 può aiutare a sfruttare il campo nella sua ampiezza, il modulo con i 3 centrali fornisce maggiore densità in mezzo al campo; allo stesso modo se il primo sistema rende automatico un pressing offensivo ed un rapido tentativo di recupero palla (come dimostrano Atletico Madrid e Leicester, migliori interpreti del modulo negli ultimi anni), il secondo avvantaggia una tattica attendista ed una maggiore copertura difensiva (che è stata la base dei successi di Antonio Conte). Quale dei due è il più adatto alla nostra nazionale? I due match giocati contro Albania ed Olanda hanno, anche se parzialmente, fornito una risposta.

Il fulcro dell’Italia: Marco Verratti

A prescindere dal sistema di gioco, Ventura ha lanciato un messaggio inequivocabile: le chiavi del gioco sono nelle mani del giocatore del PSG. Se contro l’Albania il 4-4-2 lo ha “costretto” ad interpretare al meglio le due fasi, il match contro l’Olanda l’ha visto leggermente a disagio nel cercare il pallone tra le linee. Molto meglio nella seconda parte della ripresa, quando ha iniziato a giocare da regista vero smistando palloni e mettendo ordine. In ogni caso la qualità del gioco della nazionale passa per i piedi dell’abruzzese, che deve rendersi conto di essere il centro nevralgico di questa squadra e che dovrà prendersi pesanti responsabilità senza guardare l’avversario o il modulo utilizzato. Riuscirà ad essere all’altezza? I mezzi ci sono, vedremo se la sua personalità sarà sufficiente a fargli guadagnare la fiducia dei compagni e trascinarli verso prestazioni di spessore.

Il potere della versatilità

Per quanto il 4-4-2 possa essere forse il modulo ideale per sfruttare al massimo il potenziale offensivo dei giocatori a disposizione di Ventura, il 3-5-2 è obiettivamente il modulo che garantisce più equilibrio e che si adatta maggiormente alla storica solidità difensiva degli azzurri. Quale dei due sarà dunque quello da utilizzare? La risposta ce la offre lo stesso commissario tecnico: entrambi. Spesso e volentieri il modulo con i 3 difensori ha palesato evidenti problemi nell’esprimere un gioco offensivo in grado di “asfaltare” avversari a dir poco modesti, problema che con il 4-4-2 si dovrebbe agilmente superare. Allo stesso modo il 3-5-2 permetterà di difendere con ordine contro squadre di calibro superiore, rendendo competitivi gli azzurri anche se messi sotto tecnicamente. Iniziare un rodaggio rigoroso e sistematico su entrambe le soluzioni potrà offrire a Ventura la possibilità di poter cambiare a seconda di chi si troverà di fronte, ma anche in corso d’opera. Potrebbero arrivare le varie Malta, Israele o Norvegia da affrontare con l’intera batteria offensiva, ma arriveranno di certo anche la Spagna, la Germania, l’Inghilterra ed il Brasile: a quel punto bisognerà essere pronti a combattere e, dunque, lo si potrà fare alla vecchia maniera.

La strada è quella giusta: un gruppo giovane, unito e a disposizione del mister, che tutto vuole tranne che integralismo. Il primo passo è quello di arrivare in Russia e…a quel punto, ci sarà da divertirsi!