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LIGUE 1 STIPENDI – Il paese dei balocchi del calcio non è poi così distante dall’Italia e non si trova negli Emirati Arabi o in Cina. Nella terra dell’unica Disneyland europea vi è la sua alter ego del pallone, ossia la Ligue 1, che da quando è stata meta di irruzioni di emiri del Golfo Persico e tycoon di origine russa ha puntato molto sugli investimenti pesanti per aumentare il suo livello medio. La lista dei calciatori più pagati in Ligue 1, pubblicata da poco da France Football, è una perfetta radiografia della situazione finanziaria odierna del campionato francese, che ancora annaspa a livello di competitività e mediaticità dietro a Premier, Liga, Bundesliga e Serie A. Tuttavia, se analizziamo i risultati delle compagini francese in Europa, possiamo notare come il giocattolo calcistico transalpino sia stato pompato solo all’interno dei propri confini, per poi sgonfiarsi irrimediabilmente una volta espatriato. Il tutto stride con gli incredibili salari percepiti dai migliori calciatori della Ligue 1, la maggior parte dei quali militano nel PSG.

Ligue 1 gli stipendi eccessivi. Spicca il Paperone Thiago Silva

Guadagnare 14,4 milioni netti l’anno a quasi 33 anni, senza neanche essere un fromboliere da 30 reti a stagione, se non risulta paradossale è quantomeno esagerato. Thiago Silva sarà anche il capitano del PSG, una delle società più abbienti del mondo, ma percepisce un ingaggio pari a quello di Pep Guardiola (il vero top player del Manchester City) e rientra nella top ten dei calciatori meglio pagati in assoluto, se consideriamo solamente lo stipendio dei club e non i contratti di sponsorizzazione. Una cifra decisamente elevata, soprattutto per un calciatore non così decisivo e che ha ormai lasciato alle spalle i suoi giorni migliori e considerando che si tratta di ben 4 milioni in più di Edinson Cavani, garanzia di gol e appena arrivato ai 30 anni di età. Il suo contratto, che scade nel 2020, gli garantisce quindi un salario del genere fino allo spegnimento di 37 candeline sulla torta. Dopo di lui ecco Radamel Falcao, che a 31 anni suonati percepisce un ingaggio di 13,6 milioni annuali, frutto anche delle abili manovre del suo procuratore Jorge Mendes. Il caso più assurdo è però quello di Hatem Ben Arfa, classe 1987, che incassa 9 milioni a stagione per allenarsi, perché Emery non lo considera affatto per il suo PSG.

L’oasi di Montecarlo

Ecco quindi che la concretezza della squadra parigina in ambito europeo viene meno: i vari milioni di euro via bonifico non comprano il carattere vincente e Thiago Silva e compagni ne sono stati testimoni mentre gli tremavano le gambe al Camp Nou. Nella mediocrità generica della Ligue 1, che continua ad attirare pochi appassionati da oltre le Alpi e ha disperatamente bisogno di un ritorno ai gloriosi fasti dell’Olympique Marsiglia, il Monaco del magnate russo Dmitry Rybolovlev è l’unico rappresentante transalpino che tiene botta in Champions League e dimostra di essere a suo agio anche fuori dai confini nazionali. Il club di Montecarlo è la sorpresa dell’anno sia in patria sia fuori e se in Ligue 1 è il favorito, oltre ad essere il miglior attacco d’Europa con 87 reti messe a segno, in Champions se la giocherà alla pari col Borussia Dortmund dopo aver sconfitto il Manchester City di Guardiola. Il grido solitario dei monegaschi è uno strepito individuale di un’unica realtà competitiva nel Continente. Come a dimostrare che i soldi possono essere importanti, ma devono essere spesi bene. E che a volte un allenatore portoghese semi sconosciuto, può essere più efficace di un tecnico spagnolo consacratosi in Europa League.

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