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Il nuovo corso di Rodgers

Dopo il triste biennio della gestione Deila, il Celtic a maggio nomina un importante professionista quale Brendan Rodgers, capace di quasi vincere una Premier con il Liverpool dopo aver avviato un progetto interessante allo Swansea.

Come l’ex mister del Liverpool ha cambiato una squadra in pochi mesi

Il Celtic ha alzato il tiro delle proprie ambizioni, e nonostante il quarto posto ai gironi di Champions, gli scozzesi sembrano promettere bene…

Chi ben comincia…

Brendan Rodgers – FOTO: account ufficiale Twitter Celtic FC

In effetti non sarebbe sbagliato parlare di rivoluzione-Rodgers. Il precedente lavoro di Ronny Deila aveva già portato un nuovo modo di intendere il calcio dalle parti di Lennoxtwon, il magico centro di allenamento del Celtic fuori Glasgow. Diktat preciso: mantenere il possesso della palla e una difesa totalmente coinvolta nel gioco, cosa che in Scozia, o più in generale nei campionati britannici, è un’eccezione. Tuttavia Rodgers ha continuato in parte quella linea scegliendo giocatori giovani e un gioco ancora più offensivo, con moduli che andavano dal 3-5-2 al 4-3-3.

La Scottish Premiership può vantare certo diversi club storici (Rangers, Celtic, Hearts, Aberdeen) ma è ancora un calcio puramente cinico e roccioso, basato su un ritmo da serie B e con un livello atletico lontano dai maggiori campionati europei, almeno per le squadre sotto la quarta posizione. Per questo Rodgers ha puntato molto sui giovani, sfruttando il livello non irresistibile del campionato e permettendo loro di galvanizzarsi e migliorare con tranquillità e un po’ di “serena pressione”. Il pubblico del Celtic Park quest’anno ha potuto ammirare due importanti giocatori esaltati dall’ex Liverpool: Dembelé e Rogic.

Ottimi prospetti

Moussa Dembelé è stato votato quest’anno come uno dei migliori talenti under 21 francesi, titolo che abbinato alle prestazioni del giovane esterno ex Fulham, ha attirato su di se gli occhi di molti osservatori. Sembra sia già del Chelsea, ma anche lo United ha mandato chiari segnali al ragazzo. Si vedrà, ma per ora Rodgers ha ammesso che fino al 2018 vorrebbe tenerlo in Scozia, schierandolo al fianco di Tom Rogic. Il trequartista australiano dopo anni di panchina si è finalmente ritagliato un posto da titolare, lui esploso grazie alla Nike Academy e ora autentico gioiellino dei Bhoys. Lento ma dotato di ottima tecnica, ricorda un po’ Vazquez per la precisione e l’eleganza, anche se prima di sfondare nel calcio europeo qualche gradino deve ancora salirlo.

Karamoko Kader Dembele, Celtic Under20
Karamoko Kader Dembele, classe 2003 che a 13 anni ha debuttato con il Celtic Under 20

Rodgers ha valorizzato questi giovani credendo in loro ma soprattutto trovando un modus operandi che gli permettesse sul campo di andare all’uno contro uno, soprattutto sfruttando corsa e gambe di un centrocampo molto muscolare. Impossibile non richiamare l’attenzione su Scott Brown e Nir Bitton, quest’ultimo anche lui grande rivelazione e mediano dalla buona visione di gioco. Quello stereotipo della squadra scozzese cattiva e rocciosa, tutto corner e contropiedi, oggi ha una nuova vita adeguata ai canoni calcistici europei e che ha finalmente un progetto a lunga visione.

Finalmente l’Europa

Dopo due anni di Europa League, il Celtic sotto Brendan Rodgers è tornato a giocare la Champions League, competizione che aspettava da oramai un biennio il ruggito del Celtic Park. Nei sei incontri tuttavia da sottolineare c’è solo il rocambolesco 3-3 con il City di Guardiola, perché per il resto l’avventura internazionale della banda scozzese è da dimenticare. Quarto posto e a casa, tutti concentrati sul campionato. Tuttavia il ritorno degli odiati cugini dei Rangers ha reso la Premiership un campionato più ammiccante e quasi “romanzesco”, con la favola della risalita dalla C e le varie questioni legate al derby di Glasgow.

Il Celtic ha tuttavia già archiviato la pratica-titolo, aspettando solo la consegna della Coppa: la truppa di Rodgers si accinge a concludere il campionato con un attivo di 27 vittorie e 2 pareggi. Record. Ora l’obbiettivo è cercare di ridare una dimensione europea alla squadra, che come spesso la tifoseria ricorda tramite magnifiche coreografie, ha una Coppa dei Campioni (stagione ’66-67) vinta contro l’Inter di Mazzola. Il gioco c’è, e la rosa nonostante manchi qualche “nome” importante pure. Manca solo quel pizzico di esperienza internazionale in più per far volare il Celtic almeno oltre i gironi, obbiettivo che Rodgers ha già messo nel mirino.

di Riccardo Belardinelli

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