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San paolo
NAPOLI-JUVENTUS  – Doppia sfida in quattro giorni. Il Napoli ospiterà la Juventus stasera e mercoledì sera al San Paolo. Prima in campionato e poi nella semifinale di ritorno della Coppa Italia (all’andata finì 3-1 per la Juventus). Cinque domande a due giornalisti napoletani per risolvere due dilemmi azzurri: meglio il secondo posto o la Coppa Italia? E come dovrà essere accolto Gonzalo Higuain?

Una vittoria del Napoli nella partita di domenica avrebbe solo un effetto puramente “morale” o avrebbe un peso rilevante in ottica campionato?

Antonio Papa (@antoniopapapapa)
Io credo che il campionato sia finito con Juve-Milan, con quel rigore elargito al 95mo. La Juve viene a Napoli poi va a Bergamo e andrà a Roma, e sono le uniche gare in cui potrebbe perdere punti. A -10 neanche recuperare nove punti servirebbe a raggiungerla, quindi direi di archiviare la questione scudetto e puntare dritti al secondo posto. La Roma è in difficoltà, anche pareggiando domenica sera il Napoli sarebbe ampiamente in corsa per la seconda piazza.
Antonio Moschella (@ntomc)
Vincere aiuta a vincere e contro la Juventus ancora di più. Tuttavia credo che l’obiettivo del Napoli sia quello di puntare al secondo posto, fondamentale nello sviluppo continuo della società. Si tratterebbe insomma di una spinta importante a livello morale per chiudere alla grande la stagione.

Il passaggio del turno in Coppa con annessa finale, alleggerirebbe il boccone amaro di un eventuale terzo posto con preliminari ad agosto?

Antonio Papa (@antoniopapapapa)
A questo punto secondo me passare la semifinale è cruciale per dare un tono diverso alla stagione del Napoli, già di per sé estremamente positiva. Vincere la Coppa Italia significa dare a Sarri quel ‘titulo’ che alcuni a Napoli ancora gli contestano. Credo che dopo aver portato a casa un trofeo ci sarà ben poco altro da eccepire a questo allenatore, che ha dato definitivamente alla squadra azzurra una dimensione internazionale e fresca.
Antonio Moschella (@ntomc)

Solo se si vince. La Coppa Italia è un trofeo, anche se con la nuova versione è sempre meno tribolata da vincere ed è appannaggio di poche elette. L’incentivo sarebbe potersi giocare di nuovo una Supercoppa con i bianconeri e mettere comunque in bacheca un trofeo. Eppure prepare i preliminari di Champions, in una stagione che avrà come appendice il mondiale, può essere rischioso a lungo andare..

Una sconfitta nel match di campionato riaprirebbe il pericolo di essere risucchiati dalle inseguitrici e rischiare l’Europa League?

Antonio Papa (@antoniopapapapa)

Questo credo proprio di no. Eccetto la lotta per la seconda piazza le gerarchie del campionato mi sembrano ormai ben definite. Solo un crollo di una delle contendenti potrebbe cambiare le carte in tavola. Probabilmente la doppia Napoli-Juve sarà decisiva anche per questo: Hamsik e compagni devono uscire bene da questa doppia sfida per arrivare di slancio a fine campionato, in caso contrario non devono farsi travolgere dallo scoramento, come spesso accade. Lo dico da una vita: è il Napoli l’unico nemico del Napoli, altrimenti il terzo posto è in cassaforte e il secondo è ancora nel mirino.

Antonio Moschella (@ntomc)

Sarebbe gravissimo perdere così tanto terreno. Il Napoli deve far tesoro dell’esperienza di due anni fa, quando buttò al vento un terzo posto gettato alle ortiche. Se si è cresciuti mentalmente anche solo un poco rispetto all’ultima stagione con Benitez, allora non c’è sconfitta che tenga. Il Napoli ha l’obbligo di tornare in Champions.

Perdere in Coppa Italia potrebbe mettere ulteriori pressioni sulla società dando per scontato un campionato chiuso con zero titoli? Può essere questa una priorità per il Napoli?

Antonio Papa (@antoniopapapapa)

Ops, ho già risposto in anticipo a questa domanda! La questione ‘zero titoli’ è un punto critico solo per una certa parte di stampa e tifoseria, che vogliono trovare il pelo nell’uovo a un progetto che sembra solo a metà del cammino. Se il Napoli riconferma Sarri il famoso trofeo arriverà, e magari sarà anche qualcosa più di una coppa di Lega. E’ solo questione di tempo. Ora è bene agguantare il secondo posto, la Coppa Italia è solo uno sfizio per anticipare i tempi, a maggior ragione contro la Juve!

Antonio Moschella (@ntomc)

Non credo si tratti di una questione di titoli. E sono sicuro che De Laurentiis preferisca gli introiti dell’entrata diretta in Champions rispetto alla conquista della Coppa Italia.Tornare nell’Europa che conta è più importante per la crescita e per la formazione di un’abitudine a giocare certe partite, come ad esempio quella di Madrid.

figurine higuain napoli juventus

Indifferenza, fischi o applausi. Per Lavezzi ci furono applausi, per Cavani fischi, per voi quale accoglienza dovrebbe avere Gonzalo Higuain dopo aver fatto la storia con la maglia del Napoli?

Antonio Papa (@antoniopapapapa)

Io non ho dubbi sull’accoglienza che avrà: fischi, insulti e pernacchie. Francamente, finché si resta nello sfottò e non si sfocia nella violenza, penso sia tutto ampiamente meritato. Higuain i napoletani li ha traditi per davvero, non come Lavezzi o Cavani. Il Matador, in quella sera d’agosto, fu accolto da fischi che ancora oggi non riesco a spiegarmi. Non è tanto l’addio, quello è nell’ordine delle cose. Ma è il modo. Quello di Higuain per me è inaccettabile. Per non parlare della squadra che è andato a rinforzare, scavando un ulteriore solco fra Napoli e Juventus. Bisogna capire i tifosi del Napoli: uno smacco del genere è paragonabile al triangolo Barça-Figo-Real, e lì non mi pare che i tifosi catalani siano stati così sportivi. Non gli si può dar torto, e chi non lo capisce o è un pezzo di marmo oppure gli è sfuggita l’essenza stessa del calcio. Però ho fiducia nell’originalità dei napoletani e sono sicuro che alla fine trionferà il disprezzo sottoforma di ironia, che poi è la caratteristica peculiare dei partenopei. Meno rabbia e più ‘cazzimma’: questa, secondo me, la ricetta giusta per essere davvero superiori.

Antonio Moschella (@ntomc)

Io preferisco l’indifferenza, ma sono certo che il San Paolo tutto lo fischierà fino all’inverosimile. La sua fuga di notte alla Juventus è senza precedenti, perché lui l’anno prima era diventato un idolo nel Pantheon azzurro, un gradino sotto a Diego, ed era quasi tutt’uno con la Curva. Andare alla Juve va oltre la contraddizione. È un voltare le spalle senza spiegare niente a un popolo che lo ha amato come pochi e a un ambiente dove ha disputato la miglior stagione della sua vita, entrando nella storia del Napoli e della Serie A.