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San paolo

NAPOLI JUVENTUS LEZIONI – Si è parlato molto negli scorsi giorni del risultato di questa partita, ma raramente era emersa la possibilità di un risultato del genere. Vince il Napoli, vince la Juve: il pareggio si è dimostrato l’esito più inaspettato. Eppure poteva essere prevedibile visto lo scontro tra il migliore attacco del campionato e la migliore difesa, per un match che ha sostanzialmente annullato i due contendenti. Questa partita è stata però forse soltanto un aperitivo, una schermaglia per il duello vero è proprio che andrà in scena mercoledì. Lungi dal dire che si è giocato con il freno a mano tirato, ma specialmente i bianconeri hanno dosato le energie, sfruttando le occasioni concesse e provando a portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo. Parliamoci chiaramente: vincere o perdere per entrambe le squadre avrebbe cambiato sostanzialmente poco in termini di classifica, anche se avrebbe scatenato dal punto di vista morale energia extra in vista del “secondo round”. Cosa hanno potuto “apprendere” Allegri e Sarri dopo aver incrociato le lame nel primo dei due appuntamenti? Proviamo a dare virtualmente un’occhiata agli appunti che potrebbero aver preso i due allenatori durante questi 90 minuti.

Napoli-Juventus, tre lezioni per i bianconeri e tre per gli azzurri

  1. Gli esterni – Per affrontare il Napoli, la Juventus non può prescindere da Cuadrado e Alex Sandro. Il primo ha le capacità tecniche per tenere costantemente impegnato il terzino sinistro dei partenopei, mentre il secondo ha la forza e l’intuito per sostenere difensivamente Mario Mandzukic. Lemina (palesemente fuori ruolo) ed Asamoah hanno mostrato impegno, ma non le caratteristiche ideali per approcciarsi a questo tipo di avversario. Specialmente se si interpreta un 4-2-3-1 questi due tasselli potrebbero diventare evidenti talloni d’Achille.
  2. Sostegno ad Higuain – Per quanto El Pipita sia in grado di fare reparto da solo e venire a prendere palla tra le linee, ha bisogno almeno di un compagno con cui duettare. Con Mandzukic largo e Pjanic spesso sulla linea di Marchisio e Khedira, Higuain è stato annullato dalla coppia di centrali di Sarri. L’arma in più della Juventus deve essere innescata al meglio, anche se presumibilmente nel match di Coppa Allegri potrà contare su un Dybala in più.
  3. Giro palla difensivo – Punto di forza con la difesa a 3, rischio perpetuo con quella a 4. Bonucci e Chiellini hanno mostrato molta personalità ma poca sicurezza nell’impostare l’azione dalle retrovie, di certo anche aiutati poco dai limiti tecnici dei due terzini. Chiaro, con Alex Sandro e Dani Alves la storia cambia, ma Allegri deve trovare alternative valide o riproporre un perno centrale per smistare la palla, altrimenti con il Napoli (ma ancora di più contro il Barcellona) continuerà a soffrire sistematicamente su un pressing alto ed aggressivo.

Tre “lezioni” per il Napoli

  1. Spazio tra le linee- Tanto possesso, ma la manovra è risultata essere spesso fine a sé stessa grazie alla bravura della Juventus nel disinnescare le due qualità migliori degli azzurri: l’attacco laterale sul lato sinistro ed i tagli dietro la linea difensiva di Callejon. Le due linee a 4 erano strette e basse, con continui raddoppi, poca profondità concessa e tanti uomini sulle linee di passaggio. Quando però la palla passava tra i piedi di Jorginho, dietro all’uomo incaricato di pressarlo spesso si è aperto un piccolo varco: a volte si è inserito Hamsik, altre volte Mertens, ma da questa situazione sono sempre scaturite azioni interessanti. Che sia questo il punto debole della muraglia bianconera? Sarri dovrà trovare il modo di farla venir fuori nel maggior numero di occasioni possibili, magari accentrando anche il raggio d’azione di Insigne.
  2. Tiri dalla media distanza- Il bisogno di togliere spazio ai tagli di Callejon ha inevitabilmente abbassato drasticamente la linea a 4 di Allegri, creando distanza con i portatori di palla del Napoli. I vari Hamsik, Jorginho e Allan hanno però provato più volte l’imbucata piuttosto che la conclusione, sbattendo più e più volte contro la fitta selva di gambe bianconere. Nella ripresa con l’innesto di Rog e Zielinski Sarri ha forse voluto mandare un segnale: apriamo il fuoco anche da fuori area! Il croato ha sparato a salve, ma almeno ha sparato. Che sia un modo per far uscire dalla linea qualche uomo?
  3. Mertens scelta giusta?- Ennesima prova di spessore e generosità per il belga, ma al netto delle occasioni create (e l’assist fornito ad Hamsik) si è sentita in alcuni momenti (anche decisivi) la mancanza di un “falco” d’area di rigore. La fisicità dei difensori bianconeri è un fattore di cui tenere conto ed in un match in cui sarà necessario fare almeno 2 reti potrebbe essere utile avere in campo un centravanti di mestiere. Vedremo come preparerà la partita Sarri, ma ricordiamo che anche all’andata di Coppa Italia giocò Milik dal primo minuto. Difficile dire quale sia la scelta migliore, ma si può ipotizzare quella più adatta al tipo di match da giocare. Una volta scelto Milik, però, la questione si complica: chi far fuori tra Mertens e Insigne? Sono momenti come questo che  ci riteniamo fortunati nel non indossare i panni (o la tuta, nel caso in specie) dell’allenatore partenopeo.

Gli appunti sono stati presi, è già tempo di studiare. Pronti al secondo round?