Wenger l’aziendalista, il perdente di successo che fa comodo all’Arsenal

Wenger l’aziendalista, il perdente di successo che fa comodo all’Arsenal

ARSENAL WENGER RINNOVO – Wenger ad un passo dal rinnovo con l’Arsenal. Nonostante i fallimenti sul campo, il francese resta il miglior manager per l’azienda londinese. “E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio. Che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante, se ci pensi.”  Una sentenza. Una profezia diventata manifesto di un presente che pochi potevano pronosticare. Quando nel 97’ Nick Horby, già autore dell’iconico romanzo, confezionava la sceneggiatura di Fever Pitch, piuttosto che il mantra di ogni tifoso stava fotografando il futuro dell’Arsenal.

Ancora rinnovo per Arsene Wenger, il miglior manager per l’Arsenal

Sono arrivate a dodici le stagioni in cui la squadra londinese, per forza di cose, ha dovuto accettare l’idea di rimandare i sogni di gloria. Dodici anni senza mai vincere né il campionato né una competizione europea. Un arco temporale decisamente troppo ampio per una squadra dal blasone dell’Arsenal. Da un punto di vista storico, ma soprattutto per l’altissimo livello raggiunto quindici anni fa. Oltre al largo periodo di digiuno, che in ogni caso può cogliere chiunque in qualunque tipo di sport, la particolarità del club di Londra è un’altra. In barba ad una delle principali regole non scritte del mondo del calcio, dalle parti di Islington il primo a pagare in caso di fallimento non è l’allenatore.

Da 21 stagioni infatti, metà delle quali senza mai vincere il campionato, sulla panchina dei Gunners siede monsieur Arsène Wenger. Nonostante stia vivendo la peggior stagione della sua carriera, e per la prima volta dopo 19 anni l’Arsenal rischia di non partecipare alla prossima Champions League, il tecnico francese è ad un passo dalla firma per l’ennesimo rinnovo di contratto. Perché, nonostante i ripetuti fallimenti sportivi, Wenger continua a rimanere saldo su quella panchina? Proviamo a ripercorrere l’ultimo ventennio del club di North London per trovare le possibili risposte.

Arsenal
L’Arsenal campione d’Inghilterra 2003/2004, ultimo titolo dei Gunners in Premier League [email protected]

L’impatto di Arsene

La carriera di Wenger sulla panchina dell’Arsenal può dividersi in due epoche ben precise. Le prime 10 stagioni (dal 96 al 2006), e le ultime, come già detto avare di vittorie. Dal momento del suo arrivo, oltre a cambiare la storia dell’Arsenal, Wenger ha inciso profondamente in quella del calcio inglese. Metodi di allenamento completamente rivoluzionari, approccio nuovo con i calciatori e l’ingaggio in Premier di tanti giocatori stranieri. Sono anni di record e vittorie. Un escalation di risultati che portarono l’Arsenal al vertice del calcio europeo.

Il 2006 è l’anno spartiacque, quello che darà inizio alla seconda parte di questa storia. Per la prima volta nella sua storia l’Arsenal raggiunge la finale di Champions League. A trionfare però è il Barcellona di Eto’o e Ronaldinho. Una finale particolarmente influente per il calcio europeo perché segnerà di fatto la fine del ciclo degli “Invincibili Gunners” e aprirà quella dei marziani catalani. Pochi mesi dopo l’Arsenal dice addio all’iconico Highbury per accasarsi all’Emirates Stadium. Il segnale più eloquente di chiusura nei confronti di un glorioso passato e allo stesso tempo di apertura per una visione moderna del calcio.

Arsenal Campbell
La rete di Sol Campbell, che porta l’Arsenal in vantaggio nella finale di UCL contro il Barcellona [email protected]

L’addio di Dave Dein e l’arrivo dei magnati

Dopo Highbury, nel 2007 l’Arsenal perde una delle figure più importanti che avevano reso grande il club. Il vice-presidente David Dein, l’uomo che aveva voluto Wenger sulla panchina, e con il quale avevo portato a vestire Gunners le varie leggende, da Bergkamp a Vieira, da Henry a Pires, lascia il suo ruolo dirigenziale. Nello stesso periodo l’Arsenal Holdings plc. passa nelle mani di Stan Kroenke. Già proprietario di varie franchigie dello sport professionistico statunitense, come i Denver Nuggets in Nba e i Colorado Rapids in Mlb, Kroenke acquisisce il 66.76 % del club-azienda più importante del calcio britannico. Con l’apertura ai grandi investitori stranieri, e l’addio di Dein, Wenger diventa a tutti gli effetti il general manager del club. A lui sono affidati tutti i compiti dirigenziali e per assurdo, il suo ruolo di allenatore, diventa quasi secondario. Direttamente dagli States, e lontano quindi dalle pressioni londinesi, Kroenke affida a Wenger pieni poteri. Gli obiettivi del club, che aveva stravinto fino a quel momento, cambiano radicalmente. Bilancio in attivo, crescita del fatturato, esportazione del marchio nel mondo.

Emirates Stadium Arsenal
L’Emirates Stadium, la nuova casa dell’Arsenal dopo l’addio ad Highbury [email protected] twitter

Wenger out?

Secondo l’ultima analisi di Forbes, l’Arsenal è il quinto club al mondo per patrimonio. Nel 2016 l’Emirates ha prodotto un utile di 136 milioni di euro. Per capire su quali cifre ci aggiriamo, lo Juventus Stadium si attesta su 31 milioni. Per 19 anni di fila, record della competizione, l’Arsenal non ha mai fallito la qualificazione alla Champions League, portando ovviamente a casa tutti i proventi che la massima competizione europea garantisce ai club. Alla luce dei veri obiettivi della presidenza inglese, e tenendo conto dei risultati ottenuti, siamo ancora convinti che la gestione Wenger sia così fallimentare? Un manager che ogni anno registra un utile al top nel panorama europeo, e che soprattutto rispetta le direttive dei patron, merita il licenziato?

Wenger striscione
Uno dei tanti striscioni di protesta esposti dai tifosi dell’Arsenal nelle ultime settimane [email protected] twitter