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(websource/Twitter)

TRAPANI CALORI SALVEZZA – È una storia di rimonte e di rincorse, di traghettatori trasformati in capitani. Terra, grida Calori, l’allenatore che ha tirato fuori dal pantano il Trapani, con un’impresa che merita di essere celebrata, ancor prima di un finale da scrivere. Cinque squadre alle spalle, la salvezza oggi matematica e domani chissà. Ma è già un miracolo sportivo, in anticipo sui tempi e in barba al de profundis che era stato già recitato tutto d’un fiato, senza lasciare spazio alla speranza, abbandonata con l’esonero di Cosmi. Lui, il tecnico della rinascita, arrivato a tanto così dalla seria A, scaricato dopo aver raccolto la miseria di 11 punti in 16 partite. La squadra strabiliante e vincente dell’anno precedente, capace di contendere la promozione al Pescara nella finale dei play off, si era trasformata in un’accozzaglia di calciatori demotivati, depressi, in una sola parola sconfitti e dunque destinati a retrocedere, quasi senza onore. E dopo ogni sconfitta la litania era sempre la stessa: una volta gli arbitri, poi la sfortuna e tutto il resto, in un alibi perenne, senza via d’uscita. E le “minacce”, seguite dalla promessa di un “ritiro all’infinito” (citazione testuale) non facevano che demoralizzare un gruppo che aveva bisogno di ritrovare solamente la sua serenità.

Trapani, da Cosmi a Calori alla ricerca di una salvezza miracolosa

A dicembre l’esonero, sofferto: “Peccato, ci ha fatto sognare”. Al suo posto Calori, forte di un curriculum fatto di esoneri e retrocessioni, da Avellino a Brescia, arricchito dalla storica promozione ottenuta con il Portogruaro, dalla C alla B. Credito e credibilità assai limitati, sembra quasi una scappatoia senza senso e senza riconoscenza per l’allenatore che aveva condotto il Trapani alle soglie del paradiso, prima di finire negli inferi. Scetticismo e rassegnazione, il clima ideale per cominciare a farsi un’idea della serie C. E invece, contro ogni pronostico, ha vinto Calori, sconfitto all’esordio (ufficioso) in casa contro il Carpi, in un match seguito dalla tribuna, da spettatore interessato, in attesa di quella firma che sarebbe arrivata il giorno seguente. Nelle prime quattro gare, l’eroe di quello storico Perugia Juventus ha raccolto appena due punti, rispettando di fatto la striscia negativa cominciata con Cosmi. La prima vittoria il 21 gennaio, un mese e mezzo dopo il suo insediamento, contro il Novara. Da quel momento il Trapani non si è fermato più, nonostante l’addio di Petkovic, passato al Bologna. Dalla cessione illustre del pezzo da novanta, i siciliani hanno tratto nuova linfa, puntando tutto sul gruppo, tornato a credere sul serio alla possibilità di preservare la categoria.

I numeri

Ventisette i punti conquistati nelle ultime diciotto partite, un’andatura da play off che al momento ha consentito al Trapani, ultimo a dicembre e in attesa di condanna, di risalire la china e di scavalcare cinque compagini. Una scalata impressionante per i granata che dopo il 21° turno di serie B si trovavano a ben nove punti dalla salvezza. Il segreto è nei gol (25 realizzati nel girone di ritorno ancora in corso, contro i 13 dell’andata) e nella capacità di andare a segno con tanti interpreti diversi (15). Primo tra tutti il brasiliano Coronado, già in doppia cifra con dieci reti all’attivo. Storie e imprese che raccontano il miracolo in atto, forse addirittura più grande di quello compiuto lo scorso anno. E al di là di come finirà, sarà comunque un campionato da ricordare.

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