Analisi tattica: Juventus-Barcellona, la differenza è sulle fasce

Analisi tattica: Juventus-Barcellona, la differenza è sulle fasce

ANALISI TATTICA JUVENTUS BARCELLONA / Si gioca allo Juventus Stadium la gara di andata dei quarti di finale di Champions League dell’unica squadra italiana rimasta in corsa nella più prestigiosa competizione internazionale a livello di Club. Di fronte il Barcellona di Luis Enrique, sconfitto nel weekend, in Liga, dalla bestia nera Malaga, ma autore della clamorosa e storica rimonta agli ottavi contro il PSG.

Juventus-Barcellona, analisi tattica: sistemi di gioco

Schieramenti di gioco Juventus barcellona
Schieramenti di gioco: 1-4-2-3-1 vs 1-4-3-3.

Nella contrapposizione tattica “statica” la Juventus schiera i suoi uomini migliori in campo in un 4-2-3-1; il Barcellona propone una difesa a 4, con Mathieu e Sergi Roberto terzini e Mascherano avanzato a centrocampo in sostituzione dello squalificato Busquets come vertice basso davanti la difesa. Abbiamo così:

  • il 4 vs 1 dei difensori del Barca su Higuain (anche se Dybala spesso affianca il connazionale)
  • il 5 vs 3 dei centrocampisti bianconeri sui rispettivi blaugrana (a volte 5vs4 dato che Sergi Roberto accompagna spesso molto alto l’azione)
  • il 4 vs 3 della difesa juventina contro il trio delle meraviglie catalano

Fase di possesso palla

Juventus

L’obiettivo della Juventus in fase di possesso è quella di una classica costruzione iniziale corta, per poi ricercare o Dybala, nella sua posizione tra le linee, o Higuain (il quale spesso scende basso per favorire la manovra con le sue doti tecniche), e successivamente lanciare le due ali in campo aperto e portarle all’1 vs 1 con i terzini blaugrana. Da questo sistema di gioco nascono infatti i primi due gol bianconeri: il primo sulla destra, dove è evidente la differenza di passo tra Cuadrado e Mathieu; il secondo sulla sinistra, dove invece Sergi Roberto soffre la fisicità e la forza fisica di Mandzukic. Nel primo tempo una gran mole di gioco viene fatta soprattutto sulla corsia di destra, mentre a sinistra si arriva di più con i cambi gioco. Nella ripresa invece, con lo spostamento di Umtiti terzino ed il pressing maggiore del Barca, la Juventus non riesce più a sfondare sulla destra come nella prima frazione di gioco. In fase di transizione positiva l’obiettivo iniziale è quello del consolidamento del possesso, anche se sotto pressione in zona difensiva i giocatori bianconeri non hanno disdegnato qualche rinvio lungo.

Analisi possesso palla juventus
Ricerca immediata di Higuain, che scarica su Pjanic e vengono lanciate in campo aperto le due ali (qui in occasione del 2° gol).

 

Barcellona

La maggior parte del possesso palla della partita è come al solito del Barcellona, con il 66% del totale, tuttavia molti sono gli errori in fase di impostazione e poco il movimento senza palla negli spazi. Sembra quasi che l’obiettivo fosse quello di trovare il passaggio per Messi o Neymar e sperare che i 2 creassero qualcosa con le loro straordinarie abilità, spesso però l’azione si è conclusa con un cambio di gioco inutile, dato che veniva fatto con tutta la Juventus già schierata nella propria metà campo. L’unica grande occasione nei primi 45 minuti arriva proprio con l’inserimento senza palla di Iniesta, l‘unico in tutta la partita effettuato dal Barcellona. Nella ripresa, con l’inserimento di Andre Gomez in regia il risultato non cambia, zero movimenti senza palla, zero idee in fase di costruzione.

Analisi possesso palla Barcellona
L’unica volta in cui il Barcellona ha attaccato la profondità dietro il difensore uscito alto (in questo caso Bonucci) arriva al tiro in porta.

 

Fase di non possesso palla

Juventus

Fin da subito è chiaro che la Juventus in casa vuole ottenere il risultato, ed infatti inizia con un pressing ultra-offensivo in fase di non possesso, un pressing che però è limitato alla fase di costruzione bassa del Barca (con Dybala che affianca Higuain in una sorta di 4-4-2). In transizione negativa tende a scappare con tutti e 11 i giocatori in campo dietro la linea della palla. Gli elementi portanti della fase di non possesso sono le marcature asfissianti dei terzini sugli esterni del tridente catalano, e queste si riveleranno essere le mosse decisive ai fini del risultato. La linea difensiva tende infatti a scomporsi facilmente quando uno tra Messi, Neymar o Suarez arretra a prender palla nella propria metà campo, non lasciandogli il tempo di ragionare e trovare la giocata.

Analisi fase di non possesso palla Juventus
Dani Alves segue Neymar fino al di sopra della linea dei centrocampisti, disinteressandosi della presenza di Iniesta alle sue spalle.

 

Barcellona

Male la fase di non possesso blaugrana: il pressing nei primi 45 minuti non c’è e le uscite dei centrocampisti sono spesso tardive, permettendo quindi ai giocatori bianconeri di trovare facilmente la giocata voluta. Nel secondo tempo il risultato li obbliga ad osare qualcosa di più nella fase di pressing alto, ma manca comunque l’organizzazione nel farlo collettivamente e di squadra. In fase di transizione negativa la linea difensiva si trova spesso scoperta e le coperture dei centrocampisti arrivano in ritardo (come in occasione del secondo gol).

Analisi non possesso palla barcellona
Con un solo passaggio, da Alex Sandro a Khedira, viene saltata l’intera prima linea di pressing dei giocatori blaugrana, creando una situazione di 5vs5 sulla metà campo offensiva.

 

Calci piazzati

Le due squadre prevedevano nei corner e nei calci piazzati una marcatura prevalentemente a uomo, che si è rivelata giocare a favore dei bianconeri. Mettere Mascherano in marcatura su Chiellini, e lasciare  Piquè alla ricerca della palla sono parse scelte discutibili, brava la Juventus ad approfittarne ed isolare il suo centrale difensivo nel duello aereo in occasione della terza rete bianconera.

Calci piazzati analisi Juventus
Chiellini viene isolato sul secondo palo, dove arriva la palla di Pjanic ed il difensore bianconero sigla il 3° gol.

 

Valutazioni tattiche conclusive

L’applicazione tattica della squadra di Massimiliano Allegri più un Dybala in forma strepitosa è risultata decisiva ai fini della vittoria. La Juventus è scesa in campo determinata ed aveva chiara in mente quella che sarebbe stata la sua idea di gioco: giocate semplici, ma efficaci. Il Barcellona invece è parso rilassato (99,7 km percorsi dai blaugrana contro i 108,8 dei nianconeri) e disorganizzato in più di un occasione. In questo senso avrà sicuramente pesato l’assenza di un “equilibratore” come Busquets e le condizioni di un Mascherano che a questi livelli inizia a fare molta fatica. Tuttavia, senza le giocate delle sue stelle, ha mostrato tutte le sue lacune tattiche sia in fase di costruzione e sviluppo della manovra, sia in fase di copertura e recupero palla. Forse i giocatori di Luis Enrique sono scesi in campo con la consapevolezza che al ritorno, con gli ampi spazi del Camp Nou e la spinta del pubblico catalano, possono bissare l’impresa epica degli ottavi.

di Marco Pizzichini