Attento Milan, i cinesi in Europa non sono garanzia di risultati

Attento Milan, i cinesi in Europa non sono garanzia di risultati

Closing Milan Berlusconi – Questa volta sembra veramente la volta buona. Il Milan di Silvio Berlusconi è realmente ad un passo dall’essere consegnato alla storia, pronto a lasciare campo ad un nuovo corso, che vedrà al timone i “cinesi” tanto chiacchierati negli ultimi mesi. Volendo dare per certa la conclusione dell’affare, è curioso interrogarsi su quello che sarà il futuro del Milan che più interessa ai suoi tifosi, ovvero quello sul campo. Ebbene, dando un rapido sguardo alla situazione degli altri club europei guidati da proprietà cinesi, molti sostenitori dell’addio di Berlusconi potrebbero cambiare idea.

DALLA CINA CON FURORE…MA NON TROPPO

La cordata che prenderà possesso del Milan non sarà la prima rappresentanza cinese in Europa. Il Milan sarà anzi il tredicesimo club europeo ad essere controllato da uomini d’affari provenienti dal paese più popolato del mondo. L’ambiente milanista attende con trepidazione lo sbarco dei nuovi proprietari, ma soprattutto delle centinaia di milioni che da mesi si dice verranno investite per riportare il club del Portello ai fasti del (recente) passato. Il partito degli scettici tuttavia è ancora ricco di iscritti. Il nodo principale attorno al quale si sviluppa lo scetticismo di quest’ultimi riguarda i reali intenti dei nuovi proprietari. Dubbi più che legittimi, soprattutto buttando un occhio alla gestione dell’Inter durante la presidenza Thohir. Ma ad un’analisi più attenta, tutti i tifosi del Milan dovrebbero preoccuparsi innanzitutto per il lato sportivo della questione. Degli altri 12 club europei attualmente gestiti dai cinesi infatti, ben 10 navigano a miglia di distanza dalle posizioni di classifica auspicate ad inizio stagione.

Walter Zenga, esonerato dal Wolverhampton (Foto: Facebook ufficiale Wolverhampton Wanderers FC)
Walter Zenga, esonerato dal Wolverhampton (Foto: Facebook ufficiale Wolverhampton Wanderers FC)

INGHILTERRA E SPAGNA NON PARLANO CINESE

L’Inghilterra è il paese ad oggi più “colonizzato” dagli affaristi della Repubblica Popolare. Tra Premier League e Championship infatti, sono ben 4 i club controllati da proprietà cinesi. L’unica rappresentate in massima divisione è il WBA, attualmente all’ottavo posto in campionato. Non se la passa meglio l’Aston Villa, nobile retrocessa lo scorso anno ma addirittura all’ 11° posto in Championship, con ben poche speranze di raggiungere i play-off nonostante velleità di promozione diretta di inizio stagione. Non se la passano meglio i cugini del Birmingham, che dopo un inizio incoraggiante sono sprofondati nell’anonimato del 18° posto, con qualche rischio di doversi sudare la permanenza in seconda divisione. Male anche il Wolverhampton: il club allenato ad inizio stagione da Walter Zenga  si è tirato fuori dal pantano della zona retrocessione ma è soltanto 15° in classifica. In Spagna, il patron dell’Udinese Pozzo ha ceduto ai cinesi il suo Granada per appena 37 milioni. Negli anni passati il club aveva ottenuto risultati mai visti nel club andaluso, ma oggi è penultimo in Liga ed è praticamente condannato alla retrocessione. Non sembra essere cambiata l’aria neanche in casa Espanyol. Il club di Barcellona ha ceduto a proprietari stranieri dopo 115 anni di presidenza catalana, ma i risultati per ora restano gli stessi, ovvero salvezza tranquilla e campionato di metà classifica senza infamia e senza lode. Di questo passo sarà difficile uscire dall’ombra ingombrante dei cugini blaugrana.

Mario Balotelli firma col Nizza - FOTO Twitter @ogcnice
Mario Balotelli firma col Nizza – FOTO Twitter @ogcnice

LA SPERANZA SI CHIAMA NIZZA

In Italia per ora l’Inter ha assaggiato soltanto la negatività di un passaggio di proprietà. I nerazzurri sono settimi in Serie A e da inizio stagione hanno cambiato 3 allenatori, senza però placare le contestazioni dei tifosi. Senza contare il disastro di Pavia che ha spazzato via un club, è tragicomica la situazione del Den Haag in Olanda: i gialloverdi lottano per la salvezza e possono raccontare di avere come proprietario l’unico asiatico con poco denaro da investire nel calcio. Se la cavano meglio i proprietari dello Slavia Praga, attualmente secondo nella prima divisione ceca ed in piena corsa per il titolo. I cinesi di Francia viaggiano a corrente alternata. In Ligue 2 il Sochaux (11°) non decolla, mentre l’Auxerre (17°) rischia addirittura la retrocessione in terza divisione. La speranza per il Milan si chiama Nizza. Il club di Mario Balotelli è di proprietà cinese dallo scorso giugno e ha decisamente tratto nuova linfa dal cambio al vertice. Balo e compagni attualmente si trovano al terzo posto in Ligue 1 dopo aver guidato per lungo tempo la classifica. Il progetto, fatto di giovani e di un allenatore dalle idee chiare, richiama quello del Milan attuale, costretto a fare di necessità virtù. I tifosi rossoneri dovranno augurarsi, dopo il tanto chiacchierato closing, che il nuovo Milan somigli più al nuovo Nizza piuttosto che all’attuale nuova Inter. Per ora in comune ci sono solo i colori sociali, per altri verdetti bisognerà attendere come minimo il 2018.