Napoli, Gabbiadini poteva valere la lotta scudetto

Claudio Cafarelli
13/04/2017

Napoli, Gabbiadini poteva valere la lotta scudetto

NAPOLI LOTTA SCUDETTO / Lo 0-3 rifilato alla Lazio è stata la sesta vittoria consecutiva in trasferta, la decima complessiva in stagione, del Napoli di Maurizio Sarri. Si tratta dell’ennesimo exploit che ha attirato nuovamente le attenzioni sulla squadra del patron Aurelio De Laurentiis. Il gioco espresso dagli azzurri, la straordinaria macchina da gol costruita per necessità e l’età media di un centrocampo ricco di talento non sono bastati a tenere testa alla Juventus. In realtà in questo momento nemmeno alla Roma visto il distacco in classifica che costringe Hamsik & co. al terzo posto. Gli elogi si sprecano e gli hashtag #atestaalta hanno inondato i social dei tifosi partenopei al termine delle sfide giocate alla pari contro il Real Madrid e la Juventus. Alla fine però anche quest’anno niente trofei in bacheca. Da qui la diatriba circense con Massimiliano Allegri su cosa sia più importante se divertirsi o vincere, ma cosa realmente è mancato al Napoli per avvicinarsi concretamente al sogno scudetto?

Napoli, addio alla lotta scudetto nel mese di ottobre

Lo stesso Maurizio Sarri ha spesso fatto riferimento alla personalità del gruppo. L’età media bassa e la poca attitudine alle grandi partite sono dei fattori che possono incidere a lungo termine, ma se si analizzano i numeri stagionali viene subito evidenziato quando e come è nato il distacco dalle due avversarie. E non riguarda la personalità. Un distacco netto che alla fine si è rivelato decisivo nella corsa scudetto. Nessuna nostalgia di Gonzalo Higuain, anzi, gli azzurri avevano approcciato al meglio il campionato conquistando nelle prime sei giornate ben 14 punti. Uno in meno della Juventus, quattro in più della Roma. La voglia di dimostrare sul campo il proprio valore era diventato uno stimolo straordinario per il gruppo e il nuovo acquisto Arkadiusz Milik stava interpretando perfettamente i dettami tattici di Sarri. Tutto sembrava andare per il meglio ma la trasferta di Bergamo, primo ko in campionato, e il conseguente infortunio dell’attaccante polacco hanno stravolto i piani degli azzurri.

punti juventus roma napoli 2016/2017
I punti guadagnati da Juventus, Roma e Napoli divisi per fasce

Stimoli e motivazioni

L’assenza di Milik doveva rappresentare la grande occasione per Manolo Gabbiadini, in lista di sbarco in estate e poi trattenuto per essere la prima vera alternativa al nuovo acquisto proveniente dall’Ajax. Proprio lì nasce l’errore della società azzurra. Cercare offerte valide e poi trattenere la punta senza le giuste motivazioni ha creato la spaccatura, diventata poi decisiva ai fini della stagione. Da titolare infatti Gabbiadini ha mostrato tutta la sua inadeguatezza alla tipologia di gioco voluta da Maurizio Sarri. Senza considerare l’aspetto mentale del giocatore che probabilmente aveva bisogno di nuovi stimoli e riteneva già chiusa l’avventura con il Napoli. Basta dare un’occhiata al calendario per capire come purtroppo l’innesto di Gabbiadini ha coinciso con il calo della squadra. Nel mese di ottobre tra la settima e la dodicesima giornata il Napoli ha collezionato infatti solo sette punti. Dopo Bergamo sono arrivate le sconfitte contro Roma e Juventus e il pareggio interno contro la Lazio, nel mezzo le vittorie contro Crotone ed Empoli. In tre scontri diretti solo un punto conquistato, nel frattempo bianconeri e giallorossi volavano sulla scia dell’entusiasmo e raccoglievano rispettivamente 15 e 16 punti.

La scoperta Mertens e la costanza ritrovata

È in quell’ottobre nefasto che si forma il divario tra il Napoli e le due rivali ed è in quel momento che Maurizio Sarri decide di bocciare definitivamente Manolo Gabbiadini (espulso per fallo di reazione nella sfida contro il Crotone) e spostare Dries Mertens come prima punta. Sempre nello stesso periodo anche la qualificazione agli ottavi di Champions League viene messa in discussione con l’incredibile sconfitta in casa contro il Besiktas. La crisi, una fase di ragionevole assestamento e poi lo slancio che ha portato la squadra ad avere una costanza da scudetto. Il cambio Gabbiadini-Mertens doveva essere assorbito e così solo dopo qualche passaggio a vuoto la squadra ha ripreso a girare. Dalla tredicesima giornata ad oggi il Napoli ha collezionato 46 punti contro i 45 della Roma e ad un solo punto dalla Juventus.

Milik al centro

In attesa del rush finale per conquistare almeno il secondo posto, il Napoli dovrà ripartire da questi numeri per costruire il futuro e impensierire la Juventus. Senza dimenticare la prima parte di stagione e quell’ Arkadiusz Milik che tanto bene aveva guidato l’attacco azzurro. Le parole di stima e fiducia nei confronti del nazionale polacco espresse da Maurizio Sarri nel post partita contro la Lazio sembrano portare verso questa strada. Anche per questo la conferma di Dries Mertens appare poco probabile. Sacrificare il belga per rimettere Milik al centro della fase offensiva potrebbe essere una mossa intelligente considerando l’età del calciatore. E poi a sinistra c’è Lorenzo Insigne, vero trascinatore degli ultimi mesi e diventato uno dei leader della squadra. Insomma il progetto è già pronto, a patto di non cadere nei soliti errori. Come perdere pezzi pregiati per strada, trattenere giocatori scontenti e rinforzare la difesa, quella sì apparsa troppo vulnerabile per una squadra che punta allo scudetto.