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© Contrataque.it

MARIO FRICK – Il termine culto nel mondo del calcio viene spesso accostato ai mostri sacri di questa disciplina, ma non qui. Qui, nel “contratempio”, l’idea di culto è in contropiede. Il contratempio è un luogo mistico. È un posto sulle cui pareti e nelle cui stanze non sono contenuti i poster e le statue dei soliti noti. Nel contratempio trova la sua massima espressione una nuova idea di culto: il culto del calciatore minore. I quadri e le statue riproducono l’immagine di quei protagonisti che, pur avendo calcato i campi della nostra Serie A, troppo spesso vengono condannati all’oblio. La scelta dei soggetti che trovano posto in questo tempio è dettata dal cuore e dall’ammirazione personale. Se vuoi contribuire ad accrescere il culto indicaci i tuoi preferiti (alla nostra pagina Facebook o scrivendo nei commenti) e un giorno, magari, avrai un luogo dove adorarli.

Ogni due settimane, nel giorno di giovedì, il contratempio apre le sue porte ai più disparati visitatori. L’inaugurazione dedicata a Ciccio Cozza e il restauro del giardino avvenuto grazie al sapiente lavoro di Julio Cruz consegnano un ambiente in grado di soddisfare anche i palati più sopraffini. La giornata odierna vede giungere da Balzers, piccolo paese del Liechtenstein, un gruppetto di persone che definire altezzoso sarebbe poco. Il Liechtenstein è uno degli stati con reddito pro-capite più alto del mondo e, grazie anche ad una legislazione particolarmente favorevole, è spesso inserito nel novero dei cosiddetti paradisi fiscali. Gli abitanti del principato giunti fino alle porte del contratempio hanno un unico grande obiettivo: comprare baracca e burattini e fare del tempio il loro personalissimo luogo di culto. Esiste un prezzo per il contratempio? Con chi eventualmente trattare? La risposta a questi interrogativi non è affatto semplice. La cordata, composta da 5 uomini, è capitanata da un giovane rampollo della famiglia dei Buchel che, cresciuto a calcio e titoli di borsa, ha intenzione di dedicare il tempio al culto esclusivo del calciatore più rappresentativo dell’intera storia del Liechtenstein stesso: Mario Frick.

Mario Frick, la squadra prima di tutto

I due non condividono soltanto la nazionalità ma anche il paese d’origine, quel Balzers nel quale Frick ha mosso i primi passi calcistici e non. Il Liechtenstein non ha un campionato nazionale e le sue squadre, oltra a giocare la Liechtensteiner-Cup (che regala alla vincitrice l’accesso all’Europa League), militano nel campionato della vicina Svizzera. Lasciato il Balzers dopo i primi quattro anni di attività il percorso svizzero di Frick è quello classico per un calciatore di quelle zone: San Gallo, Basilea e Zurigo prima di giungere in Italia, all’Arezzo, al termine del ventesimo secolo. Se immaginate Frick come l’attaccante che da solo è in grado di vincere le partite siete fuori strada. Il sacrificio per la squadra è il primo degli obiettivi poi, se c’è anche la possibilità di gonfiare la rete, Frick non si tira di certo indietro. Nelle sue nove stagioni italiane Mario ha raggiunto solo tre volte la doppia cifra alla voce marcature. La prima delle tre (le altre saranno in serie B con la Ternana) è targata Serie C1, stagione 2000/01, in quel di Arezzo. Sedici i goal segnati, suo massimo storico in carriera, conditi da una tripletta che consentirà all’Arezzo di giocarsi le semifinali play-off della medesima stagione.

Frick, nelle vesti di un Balotelli ante litteram e coadiuvato da Adrian Ricchiuti, fa impazzire le difese avversarie e si guadagna, numeri alla mano, il grande salto. Nella stagione successiva, infatti, chiama il Verona che consente a Super Mario di calcare per la prima volta in carriera i campi della serie A. La rosa a disposizione di Malesani trabocca di talento. Oddo, Gilardino, Mutu e Camoranesi erano agli albori delle rispettive carriere e forse, anche per questo, non riescono ad evitare la retrocessione al termine della stagione. Le ventiquattro presenze e i sette goal segnati non garantiscono a Mario la riconferma nella massima serie ma valgono comunque la chiamata della Ternana. Al di fuori del contratempio intanto il nervosismo comincia ad aumentare. La delegazione guidata dal principe Buchel è in attesa di parlare con qualcuno da oramai molte ore ma, quasi come allertati dalle intenzioni del gruppo, nessuno si prende la briga di aprire le porte del luogo sacro. Cosa bolle in pentola? Che questo posto misterioso abbia in serbo qualche sorpresa?

Frick comincia a far scoprire il Liechtenstein agli italiani “poveri”

LA VIE C’EST FANTASTIQUE QUANDO SEGNA MARIO FRICK

La Ternana giunge alla soglia dei trent’anni e ha l’aspetto dell’ultimo treno che ti porta verso casa e il meritato riposo. Frick, però, di riposo non ha mai voluto sentirne parlare e trasforma i suoi quattro anni a Terni in un capolavoro. 47 le reti totali e titolo di straniero più prolifico della storia degli Umbri. Per uno che proviene dal Liechtenstein e che nove volte su dieci finisce su un paio di sci (sport nazionale) non è poco. Parallelamente alla carriera nei club Frick si regala qualche soddisfazione anche con la maglia della sua nazionale. C’è la sua firma nel primo storico successo del Liechtenstein in competizioni ufficiali (2-1 contro l’Azerbaigian) e il suo nome si issa in cima sia alla classifica delle presenze (125) sia a quella delle reti (16). Frick è l’esempio che l’impegno e l’abnegazione pagano. Quando tutto sembra perduto o semplicemente sembra non poter andare meglio mai arrendersi. Perché? Perché potrebbe arrivarvi un’offerta dal Siena. 32 anni e nuova grande opportunità di calcare i campi della Serie A. In Toscana Mario gioca tre stagioni e seppur non riesce a ritoccare il suo record di goal in un unico campionato (le 7 reti segnate alla prima stagione con il Verona) è comunque bravo a conquistare il cuore della principessa di Siena contribuendo alla sua salvezza.

Frickettone

COLPO DI SCENA

Le luci del giorno hanno oramai lasciato spazio alle tenebre. L’idea, quasi come fossimo al giovedì che precede il black friday, è quella di accamparsi alle porte della struttura per affrontare la notte perché l’obiettivo è uno soltanto: comprare il contratempio. Costruito un rifugio di fortuna e schierati i suoi uomini a protezione il principe Buchel si lascia cullare dal fresco vento che spira nel portico del tempio fino a cadere in un sonno profondo. La vie c’est fantastique quando segna Mario Frick, farfuglia nel sonno. Mario Frick alè, Mario Frick alè, Mario Frick alèèèèèè, urla agitandosi a destra e sinistra. La scena va avanti per tutta la notte fino a che, alle prime luci dell’alba, il risveglio si fa tumultuoso. E’ giunto il momento di fare un passo indietro (urla il principe ai suoi seguaci), questo acquisto non s’ha da fare, torniamo a casa.

Leggenda vuole che il principe in quella notte tumultuosa abbia ripercorso in sogno l’intera carriera di Frick. Una carriera fatta di goal ma anche di decisioni dettate dall’amore per il proprio paese e per il gioco del calcio. Da difensore centrale e senza abbandonare quel numero dieci che lo ha consacrato come simbolo di una nazione Mario si avvia alla conclusione della sua cavalcata. Un’ultima parte di carriera nella quale comprendere cosa si prova a stare dall’altra parte della barricata e ad essere quello che dalle gomitate degli attaccanti avversari deve difendersi. In campo, come nella vita, è importante sapere quando è giunto il momento di fare un passo indietro. Grazie super Mario, grazie per averci salvato dall’ennesimo mercenario del calcio.

GLI ALTRI OGGETTI DI CULTO

Episodio 01: Francesco “Ciccio” Cozza
Episodio 02: Julio Ricardo Cruz
Episodio 03: Mario Frick
Episodio 04: Jaap Stam
Episodio 05: Ernesto Javier Chevanton
Episodio 06: Alvaro Recoba