La strage di Hillsborough: la pagina più nera nella storia del calcio inglese

La strage di Hillsborough: la pagina più nera nella storia del calcio inglese

Strage di Hillsborough – La strage di Hillsborough, accaduta ben 28 anni fa e che portò alla morte di 96 persone, è senza dubbio una delle pagine più buie della gloriosa storia del calcio inglese. 15 Aprile 1989, ore 15.07, stadio “Hillsborough” di Sheffield. l’Inghilterra affronta una delle giornate più nere della sua storia sportiva. Sono tempi duri per il calcio inglese, fuori dalle coppe europee in seguito ad un’altra tragedia, quella dell’Heysel, tristemente nota anche alle cronache italiane. Il campionato dunque perde parte del suo fascino mentre aumenta quello F.A Cup, che quel giorno vede affrontarsi, su campo neutro come da regolamento, Liverpool e Nottingham Forest, a caccia di un posto in finale a Wembley.

La strage di Hillsborough

Come già detto, il calcio inglese non vive certo i suoi giorni migliori: sono infatti gli anni della spietata lotta agli hooligans da parte della “Lady di ferro”, il primo ministro britannico Margaret Thatcher. In quel periodo il governo britannico è forte anche dell’appoggio dell’Uefa che dopo la già citata strage dell’Heysel, “consiglia amichevolmente” di dotare gli stadi di solide inferriate, atte a separare i vari settori dello stadio. A quei tempi negli impianti inglesi i tentativi di invasione del settore ospiti erano la quotidianità, e non di rado più di un tifoso si vedeva costretto ad invadere il terreno di gioco per sfuggire alla calca ed ai tafferugli. Quel giorno a Sheffield i sostenitori del Liverpool, da sempre più numerosi rispetto ai supporters avversari, si vedono assegnare stranamente il settore meno capiente di Hillsborough, la “Leppings Lane” , 14.600 posti e solo 6 ingressi. Ai tifosi del Nottingham Forest spetta invece la “Spion Kop End”, settore da ben 21.000 posti e oltre 60 ingressi. L’afflusso dei tifosi del Liverpool verso la tribuna è logicamente molto lento a causa della grande mole di persone e del limitato numero di posti ed ingressi, tanto da indurre la polizia ad aprire a pochi minuti dal fischio d’inizio un cancello in precedenza chiuso, denominato “Gate C”. Probabilmente una perfetta conoscenza della planimetria dello stadio avrebbe potuto evitare la tragedia: il Gate C infatti permette l’accesso alla sola parte centrale della curva, con appena 2000 posti disponibili. Il risultato? la creazione di un imbuto senza via d’uscita con conseguente schiacciamento dei tifosi già presenti sugli spalti contro le protezioni che impedivano l’accesso al campo e il sostanziale blocco degli altri tifosi affluenti all’interno del tunnel che collega cancello e tribuna. Nessuno si rende conto di ciò che sta avvenendo e la partita inizia regolarmente.

Le due prime pagine del "The Sun"
Le due prime pagine del “The Sun”

L’orrore e lo scandalo

Al sesto minuto un ufficiale di polizia ordina la sospensione del match a causa dell’invasione di campo da parte di alcuni tifosi. Totalmente ignari del motivo dietro lo scavalcamento delle barriere – il tentativo estremo di salvarsi – le forze dell’ordine passano immediatamente alle cariche nel tentativo di respingere l’invasione di campo. Solo dopo qualche minuto si rendono conto della gravità della situazione e consentono ai tifosi di occupare il terreno di gioco. Ma a quel punto il bilancio è già drammatico: perdono la vita 96 persone, di cui 2 decedute in ospedale, mentre i feriti sono 766, 200 dei quali in gravi condizioni. L’età media delle persone rimaste uccise è ben sotto ai 30 anni e tra di essi vi è anche il cugino della leggenda del club Steven Gerrard. La partita fu sospesa e recuperata successivamente ad Old Trafford, casa del Manchester United. Il Liverpool si impose con il punteggio di 3-1 e si guadagnò la possibilità di sfidare i rivali cittadini dell’Everton a Wembley, conquistando il trofeo. Nelle settimane successive si cercò di fare luce sulla tragedia, ma la piega che presero gli eventi portò a qualcosa che stava a metà strada tra la farsa ed il grottesco. Le indagini evidenziarono gli evidenti problemi di organizzazione, ma il processo invece di fare giustizia si trasformò in una macchina del fango con bersaglio i tifosi del Liverpool: dai quotidiani nazionali quali il Sun si levarono addirittura accuse di sciacallaggio nei confronti dei cadaveri.

“La verità: alcuni tifosi hanno sfilato i portafogli dalle tasche delle vittime. Alcuni tifosi hanno orinato sui coraggiosi poliziotti. Alcuni tifosi hanno picchiato i paramedici mentre rianimavano i feriti – The Sun”

Giustizia e boicottaggi

Dopo 23 anni di illazioni nei confronti dei tifosi dei Reds e di lotte legali e sociali, nel Settembre 2012 il governo inglese, nella persona del primo ministro David Cameron, si scusò con i parenti delle vittime e con i tifosi del Liverpool, dichiarandoli non responsabili della tragedia e smascherando menzogne e mancanze della polizia del South Yorkshire, che contribuì a strumentalizzare la vicenda per indirizzare l’opinione pubblica a favore del governo di allora, impegnato nella lotta al tifo violento. Nel 2015 anche l’ex capo della polizia del South Yorkshire, David Duckenfield, ammise le responsabilità delle forze dell’ordine.

Non ci pensai quel giorno. avevo troppa pressione addosso. Non avevo idea che potesse andare così. Quello è stato il periodo più difficile di tutta la mia vita – David Duckenfield

Lo scorso anno la sentenza definitiva che ha così permesso alle famiglie delle vittime di ottenere giustizia, seppur con 27 anni di ritardo. Scuse ed ammissioni di colpevolezza non hanno tuttavia fermato il boicottaggio da parte della città di Liverpool nei confronti del Sun. Da allora infatti il celebre tabloid non vende una copia nella città dei Beatles, troppo amaro il ricordo di quasi tre decenni di lotte e sofferenze. Nel 2014, in occasione del 25° anniversario della strage di Hillsborough, tutte le gare di Premier League sono inziate con 7 minuti di ritardo. Ad Anfield Road è presente un memoriale per onorare le 96 vittime di quel tragico 15 aprile 1989 e nella celebre Kop, l’orologio è sempre fermo alle 15.07, l’ora del fischio di sospensione del match.