Il curioso caso di Benjamin Ibrahimovic

Il curioso caso di Benjamin Ibrahimovic

Ibrahimovic record – Quella tra Manchester United e Chelsea è una classica partita che decide una stagione. La squadra di Josè Mourinho, partita con ben altre velleità di classifica, è chiamata a riscattare un campionato sin qui deludente conquistando 3 punti fondamentali nella rincorsa alla zona Champions, obiettivo minimo stagionale. Il carro armato guidato da Antonio Conte è invece affronta l’ultimo, significativo ostacolo sulla strada che porta al titolo e non rischiare di far rientrare in corsa il Tottenham a 6 giornate dal termine. Ma, come spesso accade quando scende in campo, l’uomo più atteso da ambo le parti è senza alcun dubbio Zlatan Ibrahimovic.

Zlatan “Benjamin Button” Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic rappresenta l’ultimo baluardo cui aggrapparsi in casa Manchester United e lo spauracchio numero uno dalle parti di Chelsea. C’è da giurare che sulla scrivania di Antonio Conte siano arrivati i dati straordinari legati alle prestazioni dell’ex capitano della Svezia, che la scorsa settimana contro il Sunderland è giunto a quota 250 reti segnate dal 3 ottobre 2011, data in cui ha compiuto 30 anni. Numeri impressionanti, soprattutto se paragonati a quelli relativi al periodo che va dal 1999, anno d’esordio tra i professionisti, e il 2011. 250 reti in 308 partite negli ultimi 5 anni e mezzo, 232 in 508 presenze nei 12 anni precedenti. Quasi un ventennio al vertice del calcio mondiale e una capacità di evolversi e adattarsi a campionati e club differenti che non ha eguali nel panorama calcistico attuale.

Ibrahimovic goal
Zlatan Ibrahimovic: i numeri prima e dopo i 30 anni

Come il buon vino dunque, Ibra migliora con il passare degli anni e somiglia sempre più ad un novello Benjamin Button, come lui stesso ha dichiarato a Sky Sports.

Mi sento un po’ come Benjamin Button: sono nato vecchio e morirò giovane – Zlatan Ibrahimovic

Da quando ha compiuto 30 anni, Ibrahimovic non è mai sceso sotto quota 30 goal a stagione, raggiungendo l’apice lo scorso anno con i 50 centri in 51 presenze con la maglia del Psg. Numeri strabilianti che lo svedese prima dei 30 anni ha sfiorato solamente nella stagione 2008-2009, l’ultima con la maglia dell’Inter, in cui ha messo a segno 29 reti in 47 partite.

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (Fonte – Facebook @Manchesterunited)

Re Zlatan non ha ancora abdicato

Il gigante svedese, a 35 anni suonati e alla prima esperienza in Premier League, non ha smesso di essere il giocatore più dominante attualmente in circolazione. In un Manchester United con tanti limiti strutturali e un’amalgama ancora da trovare dopo il faraonico mercato estivo, Re Zlatan si è per l’ennesima volta in carriera elevato a salvatore della patria. Le due gioie stagionali dei Red Devils, il Community Shield e la EFL Cup, sono frutto dei suoi gol decisivi ed il quinto posto in campionato rappresenta ancora una speranza di entrare in Champions league grazie alle 17 marcature in 27 presenze e ad una serie di prestazioni da trascinatore. La forza di Ibrahimovic è racchiusa nella sua testa più che nelle sue gambe: col passare degli anni Zlatan ha saputo adattare il suo gioco non soltanto al contesto in cui si trovava, ma anche e soprattutto ai cambiamenti del suo corpo. A quasi 36 anni Ibra è un giocatore totalmente differente rispetto a quello che nell’estate del 2004 arrivò alla Juventus e cominciò a calcare con spavalderia i campi della Serie A. Un’evoluzione costante, basata sul duro lavoro quotidiano e su un’intelligenza calcistica non comune. Checchè se ne dica, la grandezza del trentacinquenne Ibrahimovic è dovuta all’umiltà con cui ha saputo accettare gli effetti del tempo sul suo corpo. Un concetto che, da strepitoso showman qual è, Ibra ha saputo rendere con l’arroganza che lo ha reso unico e inimitabile.

Mi alleno duramente e resto concentrato sul mio lavoro. Credo fortemente in quello che faccio e mi godo ogni momento. Ovviamente non posso avere le movenze di 5, 10 o 15 anni fa, ma più passa il tempo e più divento intelligente e cerco di non sprecare energie quando non ce n’è bisogno.

Quest’oggi ad Old Trafford i riflettori saranno ancora una volta – l’ennesima – tutti per lui. Con buona pace di Antonio Conte e Josè Mourinho.