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Hamilton test Bahrain 2017
Fonte: Twitter @MercedesAMGF1

Formula 1 test Bahrain – Dopo la cocente delusione di domenica scorsa, i test in Bahrain sul circuito di Sakir hanno riportato un pizzico di buon umore in casa Mercedes. Le frecce d’argento hanno dominato entrambe le sessioni, prima con Lewis Hamilton e poi con Valtteri Bottas. Nello specifico, il finlandese ha chiuso la due giorni di test sul circuito di Sakhir con il miglior tempo assoluto (1.31.280) ed il primato di giri percorsi in una sola sessione (143). In casa Ferrari va segnalato l’ottima prova di Antonio Giovinazzi nel day 1, ma anche i problemi tecnici che hanno costretto, nella stessa giornata, Sebastian Vettel a chiedere tre ore aggiuntive per poter testare gli pneumatici Pirelli versione 2018. Il leader del mondiale è poi riuscito a percorrere ben 130 giri, mentre nel day 2 si è fermato a quota 56 per via di alcune modifiche al setting della sua SF70H – nessun problema tecnico – che hanno occupato gran parte della mattinata. Ma al di là di tempi sul giro e prestazioni, ciò che più colpisce l’attenzione è l’apparente nervosismo che sembra aver pervaso il box della Mercedes e, in particolare, quello di Lewis Hamilton.

ARIA PESANTE

Il tre volte campione del mondo viene da quella che con ogni probabilità è la delusione più cocente della sua carriera, ovvero il mondiale perso per mano di Nico Rosberg, un rivale che il britannico non ha mai fatto mistero di considerare non all’altezza. Per questo motivo, conquistare il titolo in questa stagione è importante forse più per i benefici che gli porterebbe in termini di morale e autostima che per il palmares in quanto tale. La competitività – clamorosa per certi versi – della Ferrari in questo inizio di stagione si sta tuttavia rivelando un ostacolo più complicato del previsto. Nonostante i sorrisi e le dichiarazioni di facciata durante i primi tre week-end di gara, è evidente che nella testa di Hamilton la volontà di scontrarsi con Vettel e la Ferrari – o meglio con questo Vettel e questa Ferrari – non sia reale. L’Hamilton dei test – quello che si infuria per un piccolo guasto – ha ampiamente dimostrato questa tesi, sottolineando ancora una volta quanto sia lui che il team abbiano perso l’abitudine a confrontarsi con un rivale che non conoscono alla perfezione. Una questione già emersa dopo le prime tre gare in cui la sfida sulla pista è terminata 2-1 per il Cavallino, ma soprattutto al muretto box è stata una pesante sconfitta 0-3 per il team tedesco, beffato dagli uomini di Maranello in quanto a strategie e impostazione del lavoro nel corso del week-end di gara.

PRECEDENTI POCO INCORAGGIANTI

Ad alzare la pressione in casa Mercedes ci si mettono persino i dati relativi alle prime tre uscite stagionali. Fa preocc4upare per esempio la velocità di Antonio Giovinazzi al volante della rossa: seppur talentuoso, si tratta comunque di un esordiente, segno che dalle parti di Maranello il lavoro in inverno è stato di altissimo livello. Ma sono soprattutto i precedenti a far dormire male il già nervoso Lewis Hamilton. Quando la Ferrari si aggiudica due delle prime tre prove del mondiale infatti, solitamente per gli avversari sono guai. Nel 2004 Michael Schumacher lasciò le briciole agli avversari, vincendo 13 gare in stagione e festeggiando il titolo con 5 gran premi d’anticipo. Nel 2008 Lewis Hamilton vinse il suo primo mondiale – in circostanze fortunose – ma le vittorie di Kimi Raikkonen e Felipe Massa nella seconda e nella terza prova di quel campionato furono di buon auspicio per la conquista di quello che attualmente resta l’ultimo titolo costruttori della Ferrari. Anche per Sebastian Vettel due vittorie nelle prime tre gare sono sinonimo di titolo: il tedesco quattro volte campione del mondo nel 2011 vinse il suo secondo alloro iridato dopo aver messo in fila la concorrenza in Australia e in Malesia. I tifosi della Ferrari sono dunque legittimati a sognare, mentre per Lewis Hamilton, che già lo scorso anno non è riuscito a sfatare la cabala nel duello con Rosberg, dormire sereno rischia di diventare un’impresa impossibile. Quasi quanto battere questa Ferrari.