Analisi tattica Chelsea-Tottenham: ripartenze arma vincente di Antonio Conte

Analisi tattica Chelsea-Tottenham: ripartenze arma vincente di Antonio Conte

Chelsea-Tottenham analisi tattica – La prima semifinale di FA Cup mette di fronte le 2 squadre che si stanno giocando il titolo della Premier League. Conte dopo la sconfitta di Manchester di una settimana fa cerca il riscatto e prova ad infliggere un colpo che potrebbe avere ripercussioni psicologiche anche sulla lotta al titolo. Dall’altro lato la squadra di Pochettino viene da 8 vittorie consecutive (7 in Premier 1 in FA Cup) e prova a sfruttare il gran momento di forma della sua squadra per raggiungere la finale di FA Cup, la cui conquista sarebbe la ciliegina sulla strepitosa stagione che sta disputando.

Chelsea – Tottenham, analisi tattica: sistemi di gioco

Nella contrapposizione tattica statica proposta dai due allenatori possiamo evidenziare una sostanziale specularità dei due moduli di gioco. Tuttavia, se per Conte il 3-4-3 è sistema ormai collaudato, per Pochettino si tratta di una mossa tattica specifica adottata in questa partita, con l’arretramento di Son sulla corsia di sinistra e quello di Dier sulla linea difensiva:

Schieramenti di gioco: 1-3-4-3 vs 1-3-4-3
  • 3 vs 3: delle rispettive difese contro i giocatori di attacco avversari
  • 4 vs 4: sulla linea mediana, con dei veri e propri duelli individuali sulle corsie esterne: (Alonso-Trippier / Moses-Son)

Fase di Possesso Palla

Chelsea

In fase di impostazione della manovra da dietro, il Chelsea come di consuetudine cerca la costruzione dal basso, tuttavia sono poche le situazioni in cui riesce a proporre questa idea di gioco dato il forte pressing portato per quasi tutti i 90 minuti dai 3 giocatori offensivi degli Spurs. Per questo motivo spesso lo sviluppo delle azioni offensive ha visto molti lanci lunghi per Batshuayi, troppo isolato però la davanti. Quando il Chelsea riesce a portare i suoi due esterni nella metà campo avversaria, sfrutta il campo in ampiezza e riesce quindi a rendersi pericoloso (come in occasione dell’azione che porta al calcio di rigore).

Quando il Chelsea riesce a trovare Batshuayi può salire con gli esterni sulla metà campo avversaria e sfruttare il campo in ampiezza (in questo caso scarico su Kanté e apertura per Moses)

Tottenham

La squadra di Pochettino in fase di possesso riesce a sviluppare il gioco sia in verticale che in orizzontale con molta fluidità (580 passaggi riusciti, l’84% del totale contro i 341 del Chelsea con il 67% sul totale) per cercare poi la verticalizzazione lunga su Kane o lo scarico sulla trequarti per uno dei due attaccanti esterni che scende a prendere palla mentre l’altro attacca la profondità (riuscita alla perfezione in occasione del gol di Alli).

Vetonghen cerca Kane; Alli si propone incontro ed Eriksen è pronto per un eventuale scarico della punta o una palla nello spazio. I due esterni sono pronti ad attaccare la profondità

Fase di non possesso palla

Chelsea

In fase di costruzione del Tottenham da dietro, i Blues hanno attuato un pressing ultra-offensivo sui difensori degli Spurs. Pressing alto che però in fase di transizione negativa non era previsto, e che vedeva anzi un consolidamento nella propria metà campo con tutti e 11 i giocatori, disponendosi in una sorta di 5-4-1, con gli esterni di centrocampo che scalavano in difesa e quelli di attacco che scalavano a centrocampo, con uscite a uomo sui portatori di palla.

Saltata la prima fase di pressing, i 2 esterni alti si abbassano a centrocampo e Moses e Alonso scendono sulla linea di difesa

Tottenham

Il pressing portato dal Tottenham in occasione dei possessi avversari è invece totale, sia in fase di costruzione della manovra offensiva del Chelsea, sia una volta persa palla in fase di transizione negativa, dove la squadra si alzava in pressing per cercare di recuperare subito la palla persa. Fase di non possesso quindi molto dispendiosa, che però viene messa in pratica molto bene dall’undici di Pochettino fino al gol di Matic che segna la fine del match.

I 3 giocatori offensivi del Tottenham attaccano alti a uomo i 3 difensori del Chelsea e costringono al lancio lungo Courtois

Calci piazzati

Da entrambe le squadre non viene proposto niente di particolare in occasione dei diversi calci piazzati, tuttavia risultano decisivi, in quanto 4 dei 6 gol arrivano sugli sviluppi di un piazzato (1 penalty, 1 punizione, 2 azioni successive ad altrettanti corner). Da evidenziare gli 11 calci d’angolo battuti dal Tottenham contro l’unico battuto dal Chelsea.

Valutazioni tattiche conclusive

La mancanza dall’11 iniziale di 2 giocatori fondamentali per Conte, come Diego Costa ed Hazard, forse ha pesato sugli sviluppi tattici della gara, ma quello che è emerso dallo scontro tra le 2 squadre più costanti del panorama calcistico anglosassone è stato un match giocato su ritmi altissimi dove il Tottenham ha fatto la partita ed il Chelsea si è limitato a ripartire quando ne aveva l’opportunità. Continui e ripetuti capovolgimenti di fronte e pressing asfissiante. Tuttavia, se è vero che il Chelsea vola in finale, è altrettanto vero che la squadra che ha costruito di più è stata il Tottenham, i dati parlano chiaro:

(Fonte: WhoScored)

Il dato decisivo però è quello sulla % tra occasioni create e gol fatti. Quello che è mancato alla squadra di Pochettino è stato proprio il riuscire a concretizzare tutte le occasioni create: il Chelsea ha finalizzato con un gol la metà dei tiri realizzati (4su8), il Tottenham il 15% (2su13).