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Foggia squadra
Fonte: http://foggiacalcio1920.it

Un punto può cancellare diciannove anni di autentica sofferenza sportiva, fatta di fallimenti tecnici e societari. L’ultimo lo scorso anno, per la verità immeritato, con quella finale persa col Pisa, con De Zerbi in panchina, top player troppo acerbo, scappato e fulminato sulla via di Palermo. Un finale amaro, l’ennesimo capitolo di una storia bella e maledetta, quella del Foggia Calcio, scomparso e ritrovato. Solido oggi, scampato ai pericoli e ai rimpianti suscitati dai ricordi, sempre più lontani e sbiaditi dal tempo. Quelli restano ma magari cederanno il posto al nuovo che avanza che piace, ispira fiducia e promette bene per il futuro. Il campo dice primo posto, a tre giornate dalla fine della regular season, con otto punti di vantaggio sulla seconda. Formalità, basta un pareggio a Fondi per la festa, già organizzata con un maxischermo in piazza. Invasione nel basso Lazio e diretta tv (Telenorba) per contenere un entusiasmo cresciuto a dismisura giornata dopo giornata, di pari passo con la squadra plasmata l’anno prima da De Zerbi e perfezionata da una vecchia promessa del rettangolo verde e della panchina: Giovanni Stroppa.

Dal possibile esonero alla rinascita, il Foggia di Stroppa

Scherzi del destino. A Fondi, Giovanni Stroppa conquisterà la promozione in serie B. Lo scorso dicembre, dopo aver perso in casa proprio con il Fondi, Giovanni Stroppa fu ad un passo dall’esonero. Già circolavano i primo nomi, ovviamente capitani da Zeman che continua ad avere un certo ascendente a certe latitudini. C’erano poi Gautieri e Carboni, outsider pronti a raccogliere un’eredità importante. La società, dopo varie consultazioni, decise di rinnovare la fiducia all’allenatore. Ed ora eccolo qui, pronto a godersi lo spettacolo che lui stesso ha messo su, con non poche difficoltà, cominciate già in estate, precisamente il 14 agosto, quando si è accordato con il Foggia. Poco tempo davanti per farsi un’idea e per provare ad inculcarla al gruppo, ancora scosso dalla separazione improvvisa con De Zerbi. Il curriculum non è di quelli che lasciano a bocca aperta: qualche buona stagione al Sudtirol, le dimissioni a Pescara e l’esonero a La Spezia. Poca roba e pochissimo credito per il tecnico fautore del 4-3-3 che a Foggia rievoca sempre bei momenti, non solo con Zeman ma anche con De Zerbi. Stroppa è stato bravo a non stravolgere sul piano tattico quanto la squadra aveva appreso nella precedente stagione, affidandosi alle certezze costruite nella passata gestione e limitando quei difetti che facevano dell’ultimo Foggia una squadra bella dalla trequarti in su ma tremendamente fragile.

La regia di Deli e i gol di Mazzeo

Ha impiegato del tempo Matteo Rubin prima di scrollarsi di dosso l’attesa cresciuta intorno al suo nome, circa un decennio fa, quando veniva presentato dagli addetti ai lavori come il terzino sinistro del futuro. Attese troppo grandi per un ragazzo all’epoca troppo giovane, finito poi nel vortice dell’anonimato, prima di rinascere a Foggia, laddove ha trovato quella continuità di rendimento mai conosciuta altrove, anche per gli enormi problemi fisici che ne hanno condizionato la carriera. Davanti c’è il capocannoniere del girone C di Lega Pro (18 reti), quel Fabio Mazzeo conosciuto come infallibile bomber di categoria. Ai suoi lati Chiricò e Sarno (o Di Piazza) mentre a centrocampo brilla la stella di Francesco Deli, regista classe 94, già seguito da diversi club di serie A. Non ci sarà a Fondi a causa di un infortunio che ogni probabilità lo terrà lontano dal campo fino al termine della stagione. In porta Guarna, estremo difensore di una squadra che ha incassato appena venticinque gol in trentacinque partite. Il capitano è Cristian Agnelli, foggiano purosangue, tornato a casa in serie D, cinque anni fa, quando mancavano ancora le fondamenta di un progetto disegnato solamente su carta.

La società

Il Foggia calcio s.r.l. è di proprietà della famiglie Sannella e Curci, entrambe detentrici del cinquanta per cento del pacchetto azionario. Nell’area tecnica, alla voce direttore sportivo, figura Giuseppe Di Bari, uno dei protagonisti di quella squadra che nei primi anni novanta incantò la serie A. Al suo fianco c’è un altro pugliese doc, Giuseppe Colucci, direttore generale del club. L’identità foggiana o più in generale pugliese è dunque fortissima: il preparatore dei portieri è il barlettano Nicola Di Bitonto (un passato da calciatore in serie A, con il Cagliari) mentre il vice di Stroppa è Giuseppe Brescia, foggiano doc e rossonero nella stagione 96-97. Un Foggia nato e cresciuto in casa, pronto a riabbracciare la serie B dopo diciannove anni di agonia.